Race for the Cure

Al DH l’altro giorno per la mia solita dose, c’era la pubblicità della Race for the Cure e io mi sono chiesta, e ancora mi chiedo, come mai sono così riluttante a partecipare a questo tipo di cose…oltre all’ovvia incapacità di correre 5 km senza schiantare col fiatone al primo angolo, s’intende. Però è come se non volessi mischiarmi, come se volessi, preferissi, agire la mia malattia in una sorta di ombra personale. Non è che non voglio partecipare alla raccolta fondi, ma faccio sempre una certa resistenza. Anche quando organizzarono lo spettacolo qui al DH, che poi invece fu bellissimo e fu bello venire con Obi. Una delle nostre rare piccole fughe.
Anche da
Dure come Muri mi è arrivato l’invito a partecipare e forse dovrei. Sarei quasi in tempo per allenarmi un po’. Almeno ad arrivare. Conoscendomi un paio di settimane potrebbero bastare. Ma non mi va. La verità è che forse mi vergogno. Non di far sapere che ho il cancro, che anzi, sulla scia del Ruggito del Coniglio, vorrei quasi lanciare un cancro-pride! Insomma, non mi vergogno della malattia, ma è come se mi fosse più facile viverla senza fare troppo squadra con le altre donne. Che poi non è vero, perché quello che faccio qui poi non è altro che volere fare squadra con altre persone come me. Ma è perché lo faccio con discrezione, senza vantarmene, perché è normale. È normale ammalarsi, è normale curarsi, questa è ancora una malattia che ha pietà di me, che mi viaggia accanto per strade nuove.
Questa cosa della maratona si collega un po’ a quello che pensavo ieri, alla voglia che ho spesso di essere sola. So che sola non andrei da nessuna parte. Senza Obi, Nina e Lilla, sarei appassita subito. Senza i miei grandi amici colorati, senza il mio grande capo, senza lulli, senza, le mie claudie e tutti quelli che mi hanno dato una mano sempre e da un anno e mezzo in particolare. Ma a volte ho voglia di mettere la musica a palla e non avere responsabilità verso nessuno. Non dovere a nessuno la mia vita. Se non a me stessa. È un catch 22 ovviamente, ché se così fosse non ci sarebbe vita da salvare, eppure. Come a 21 anni, nei momenti più difficili della mia vita, vorrei salire in macchina con la musica a palla e via, via, via. Anche allora non mi sono salvata da sola. O meglio mi sono salvata con una combinazione di solitudine e amicizia. Anche allora. Sono partita da sola, ma avevo loro che mi sostenevano da qua. Avevo creato la loro rete, e mi sosteneva. Ecco. Per tornare alla maratona. Forse dovrei correrla. Fare il mio dovere.C’è una parte di me che vuole partecipare. E una parte di me che forse ha solo molto paura. Magari di restare indietro.
Mmm.
Voi ci andate?

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6 thoughts on “Race for the Cure

  1. Questa malattia da dei sentimenti contrastanti, ti capisco o almeno credo, da un lato c’è un gran senso di sorellanza, un sentire quasi d’amore per chi come te sa cosa significa tutto questo, dall’altro ti senti sola e unica e a volte questo ti serve a ritrovarti a rivolerti bene. Ad essere forte. quando Ci riesci anzi quando ci riesco…tutto q

  2. [ non so come, scusa, il commento è partito senza che io lo volessi..bè lo concludo] tutto questo parlare impersonale mi sta dando fastidio :-). Comunque io al race non andrò, voglio pensare che è perchè vivo lontano e si accavallano troppi problemi. Un abbraccio. C.

  3. dipende. Ti capisco a volte faccio fatica pure io confrontarmi realmente con le altre donne, come faccio fatica a leggere libri che trattano la malattia, ma poi ne vengo sempre attratta, sperando sempre di sentire, trovare quella che l’ha vissutai n maniera diversa.

  4. @perdix: bene, vedo che non sono l’unica a nutrire sentimenti contrastanti…e penso che anche io finirò per non andare

    @ziacris: anche io mi tuffo sui libri in tema. ma io mi sono sempre tuffata sui libri in generale…non so cosa mi aspetto quando li leggo, ma so che mi attivano tutta una serie di pensieri sulla malattia che alla fine del processo sono comunque positivi

  5. Io partecipo sempre volentieri agli eventi, anche se poi mi ci vuole un po’ per metabolizzare il tutto, però faccio fatica a leggere i libri sull’argomento, in genere…e qui mi do la zappa sui piedi, visto che ne ho scritto uno!

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