3 settimane

 Ogni tre settimane per tutta la vita io devo andare in DH, fare un controllo al sangue e, se è tutto ok, il giorno successivo mi sorbisco in mezz’ora la mia flebo di farmaco. Per tutta la vita, finché il cuore tiene. Poi ci sono i controlli ogni tre mesi, a volte due, in futuro qualche altra chemio, oppure chissà. Ma ogni tre settimane puntuale entro in DH e vado spedita. E mi dico che sono fortunata. Perché vuol dire che non mi prenderà mai di sorpresa, che sarò sempre controllata, e soprattutto, curata. E che vivo in un paese dove questo farmaco non mi costa mille dollari a flebo, come in america. Questo non me lo scordo mai. Infatti entro, mi faccio il prelievo senza guardare, ridendo con le infermiere, faccio due battute all’oncologo di passaggio. Il giorno dopo aspetto tranquilla il mio turno, parlo – poco – con gli altri pazienti, magari leggo, se non mi piazzano troppo vicino alla tv con Forum a palla. Sono serena, il farmaco non mi fa male, non mi dà effetti collaterali. Sempre perché sono una tipa veramente fortunata. A volte però basta un niente. L’infermiera che mi dice, pensando di farmi piacere, “quando mi abituerò al braccio giusto da usare per ciascuno di voi, avrete già finito le cure” e io che penso, “già. ma non io”. O basta che la tirocinante di turno, tirando fuori l’ago, faccia un casino. E anche se fuori è tutto tranquillo e sai che sei libera per altre tre settimane, dentro ti trema il cuore e per un attimo avresti voglia di piangere impaurita. Poi non lo fai. Come del resto non lo hai mai fatto dall’inizio di questa vicenda. Piuttosto ti alzi, pulisci in qualche modo il casino, ringrazi e saluti. E mentre te ne vai elenchi mentalmente i giorni pieni belli formosi che mancano alle prossime 3 settimane e tutti i motivi per cui sei veramente, ma veramente una tipa fortunata.
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12 thoughts on “3 settimane

  1. “Sarete già andati via!”, ma è scema, cosa vuol dire??
    Magari vuol dire, terminato il prelievo, sino alla prossima volta, tra un paziente e l’altro, imparerò.
    Se invece è tutt’altro significato, ma che vada a fan culo, diglielo, forse non alla mia maniera, ma comunicale il tuo disagio.
    Non esiste, lavorare in questo modo è da stronzi, ma come si permette. Prima di tutto la sensibilità e poi l’ignoranza altro che tapiro d’oro io glielo spaccherei in testa, anche se non fossi la paziente, ma l’accompagnatrice di qualcuno.
    Mamma mia, queste cose mi fanno incazzare da matti, perchè quando si parla di salute a 360 gradi si devono fare le cose fatte bene con coscienza, perchè no, siamo tutti uguali! Ne ho incontrate anch’io, per altri motivi. L’ultima volta al pronto soccorso, mi ero rotta un braccio e avevo una caviglia fuori uso completamente (caduta dal mezzo pubblico), ero sulla sedia a rotelle e sola, perchè all’interno gli accompagnatori degli infortunati non potevano entrare, mi scappava una pipi allucinante nessuno mi aiutava, piano piano insieme a un altro sfigato ci sono arrivata, ma alzarmi da sola, saltellare su una gamba e abassarmi i jeans è stato un programma, alla fine un’infermiera mi ha detto che dovevo rivolgermi al personale col camice bianco, il suo era VERDE e quindi non di sua competenza, peccato che di camici bianchi manco l’ombra, mi sono sentita una poveretta. Se si tratta di lottare per gli altri sono la prima, se si tratta di me il più delle volte mi chiudo, ma sarò scema.
    Posso solo comprenderti, ma credo sia inimmaginabile capire nel più profondo il tuo stato d’animo ogni volta che passano le fatidiche 3 settimane, sei in gambissima, piena di risorse, e hai una gran bella famiglia, non dimenticarlo mai e soprattutto non arrenderti MAI!!!
    Ciao
    4P

  2. @4P: ops, ora correggo quello che ho scritto perché la tua risposta mi fa capire che può essere interpretato diversamente da come pensavo. L’infermiera intendeva dire che quando si abitua a noi, poi ormai abbiamo finito le cure. insomma veramente voleva fare un commento positivo. Per il resto, quello che dici è vero, ma molto più spesso al di fuori dai reparti oncologici che in genere invece sono “oasi protette”, piene di persone professionali e sensibili…con le solite eccezioni, è ovvio!

  3. Mah, ora sei libera di mandarmi a quel paese, però io non la vedo come dici tu. Allo stato dell’arte, cioè per quello che ne sappiamo ora del cancro, è vero che devi andare ogni tre settimane in DH per tutta la vita (e capisco che sia in un certo senso una fortuna, anch’io la vedo così), ma magari un domani non troppo lontano ci sarà una cura diversa, anche solo una pastiglietta da prendere ogni giorno, tipo quella per l’ipertensione o per il diabete. Io sono veramente fiduciosa che sarà così, ci credo tantissimo ed è uno dei motivi per cui mi dico di resistere, perchè lo devo vedere arrivare e lo devo festeggiare con tutti i crismi, quel benedetto giorno. Un bacione e buon w.e.!

  4. @ Juliaset: e perché dovrei mandarti a quel paese? è ovvio che potrebbe cambiare la cura, e anzi io spero di campare fino a vederne cambiare almeno una dozzina, fin quando non mi cureranno con un soffio dionisiaco in un centro benessere lunare…ma anche così, ci metto la firma, davvero! 🙂

  5. @cestodiciliegie: grazie di essere qui, e grazie dei complimenti che, senza falsa modestia, raccolgo ingorda. sono pochi quelli che mi dicono che gli piaccio anche così larga, devo approfittarne 😉

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