Gli amici

Quando scopri che hai il cancro devi dirlo alle persone. Un po’ come quando decidi di sposarti o sei incinta. Solo che quando devi dire che hai il cancro è proprio tosta dirlo a chi ti vuole bene. Mia sorella ad esempio non l’avevo mai sentita piangere prima. Neanche più dopo, in effetti.
La mia amica lepi da quel momento mi ha chiamato per ogni controllo e ogni chemio, e all’inizio sono stati entrambi piuttosto frequenti, anche quando sapeva che non avrei risposto perché versavo in condizioni pietose. Lei ha sempre chiamato o mandato un messaggio. Lei semplicemente, ottusamente, senza clamore, senza enfasi, lei c’è sempre, tanto che ho imparato ad accettarlo, senza sensi di colpa perché non sempre so meritarla.
Con lamàr ci sentiamo poco, ma è da lui che mi sono fatta dire le prime parole di speranza. Quando nei primissimi giorni dalla diagnosi mi ha detto – dando voce alla mia paura silenziosa, quella che aveva navigato di nascosto sul web per scoprire che avevo due anni di vita davanti – “oh, ma mica starai dando retta alle statistiche, eh? Quelle sono statistiche, sono numeri, non contano niente, eh?” me lo ha detto ridendo, con la sua leggerezza profonda. Me l’ha detto ridendo un giorno che ero andata a comprare i lampadari per la casa. Obi non lo sapeva, ma avevo deciso di mettere a posto tutto quello che potevo prima di morire e mi era venuto in mente che potevo cominciare dal togliere tutte quelle lampadine nude per la casa. E lamàr mi ha chiamato e mi ha detto ridendo, senza saperne niente, "mica ti starai a guardare le statistiche, eh?". Chiunque avrebbe potuto dirmi le stesse cose, ma dette da lui mi hanno tolto un macigno dall’anima. Neanche lo sa lui quanto gli sono grata, quanto spesso gli sono grata per avermele dette.
anima bella non la sentivo da troppo tempo, per motivi più che validi. Quando ho trovato il coraggio di dirglielo è stato come versare dell’acqua fuori da un secchiello sulla spiaggia per fare un castello. Siamo tornate vicine. E da un posto lontano, in un anno, lei ha preso l’aereo tre volte per venire da me. Ogni volta che ci penso, a me viene da piangere. Lei, che oltre che bella è pure scema, pensa che i miei siano omaggi formali, in qualche modo dovuti. Lei non lo sa che mi viene da piangere ogni volta che ci penso. Lei è anche l’unica persona che mi fa delle domande difficili su questa vicenda. Come se non ne avesse paura. E anche di questo le sono infinitamente grata. Nessuno vuole sentirti parlare di morire. Ma tu ci pensi un sacco da quando sai che hai il cancro. E nonostante quello che si possa pensare, non sono sempre pensieri orribilmente macabri, patetici o dannosi. La vita è larga, e dentro ha anche la morte. anima bella, che più bella non si può, è anche l’unica che si informa su tutti i modi per guarire e stare meglio. Lei pensa che io la ignori, ma in realtà accumulo informazioni. Che qualcuno pensi che io posso guarire, per me è già la medicina più grande.
brezza è una mia amica persa, che sognavo da anni con rabbia. Quando l’ho incontrata, dopo 7 anni, ho capito che non avevo capito niente. Non so come fare a farla tornare mia amica, ma non posso ignorare che insieme a lamàr, lepi e anima bella, è l’unica che sia mai entrata con me in Day Hospital, anche se per pochi minuti. E considerate che in un anno e mezzo non è venuta nemmeno mai mia madre (per non parlare di mia sorella).
Di grande capo e di lulli ho già parlato e parlerò. Poi c’è tutta la mia famiglia danese e poi ci sono gli amici-stella. Quelli che ci sono stati sempre, come chiara e alessandra che mi vogliono bene e che vorrei fossero felici, giuliano e nini che sono troppo lontani, davide, dani, claudia, marina, agnese, matteo, irene, achille, angela, claudia. E ancora tanti. Non dimentico nemmeno un messaggio, nemmeno una telefonata, nemmeno un gesto. Sono stati e sono tutti preziosissimi.
Ci sono anche gli amici che non ce la fanno a starti dietro, come sky, che non ce la faceva neanche prima. Non gliene faccio una colpa ma è così. Per chi tra voi ha letto Love life, lui è esattamente come il protagonista. O sarebbe esattamente come il protagonista. Con me è stato come sarebbe il protagonista se la sua migliore amica avesse il cancro. Il che la dice lunga su cosa certi uomini pensano sia una migliore amica. Mi ha detto che ha pianto quando ha letto il libro di Sannucci. A me in un anno e mezzo mi avrà chiamato 4 volte per sapere come stavo. E una dozzina per raccontarmi di una sua tresca. Eppure non riesco a volergliene. È fatto così.
Gli amici nuovi poi siete voi. Quelli che proprio non le l’aspettavo, che proprio non credevo…Così vi dedico questo lungo lungo post, pensando come sempre a quanto sono fortunata. Specie se sono riuscita a farvelo leggere tutto 😉

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13 thoughts on “Gli amici

  1. Un post bellissimo, che in certi punti mi ha fatto venire i brividi. Come sai io ora non sto facendo nessuna terapia, ho un aspetto più che normale, quindi rientro nella schiera dei “guariti”, almeno secondo il giudizio comune. Posso quindi a buon diritto aggiungere un’altra categoria di amici: quelli che tornano a farsi vivi quando vedono che stai bene. Quelli che dopo vieni a sapere che non ce la facevano a chiamarti o a vederti quando avevi la parrucca, ma ora che sei rifiorita ti chiamano volentieri per andare a bere una birra, e magari parlare dei loro problemi. E tu ti scopri stranamente indifferente a tutto questo, perchè ormai sei capace di ridere di tutto, nonostante la memoria da elefante che ti ritrovi. E quando ne hai voglia rispondi alle loro chiamate, altrimenti no.
    P.S.: Io, nonostante l’evidente interesse di parte, sono tra quelle che pensano che guarirai!

  2. Letto tutto, condivido quello che dice Juilia, degli amici di ritorno non so che farmene. A suo tempo feci una grande scrematura e non me ne pento. ho letto, ho ritrovato tante cose, mi sto lentamente guadagnando il patentitno di guarita, ma a fatica, perchè si guarisce fisicamente, ma mentalmente si rimane sempre feriti. E la vita ha un altro sapore, un’altra luce e anche tutte le nuove amicizie hanno un altro sapore,cinicamente dico che sono meno coinvolgenti, perchè sai che prima o poi potresti soffrire, allora tanto vale prenderle per quello che sono: amcizie e niente altro. sul discorso parenti lascerei stare.

  3. Il tuo post mi ha fatto riflettere molto.
    Posso solo minimamente immaginare e capire la paura di chi ha il cancro, ma non per questo motivo rinunciare ad ascoltare ed imparare a relazionarmi con chiunque sappia insegnarmi a pensare che nella vita
    l’amicizia, la vera amicizia è sicuramente tra i beni più preziosi.
    Quel bene che per te ha sempre tempo, ti ascolta, si confida, non ti disturba mai, ti vuole bene per come sei, soprattutto quando sei incazzata.
    Io l’amicizia la intendo così, ma per voler bene , bisogna forse prima volersi bene.
    Mah questa è la cazzatona di mezzanotte.
    Sei veramente una gran bella persona e gli amici che hai, credimi, lo sanno eccome.
    Per quelli latitanti, non hai perso niente, ma quelli che SI raccontano non perderli di vista.
    Un abbraccio
    4P

  4. @juliaset: per non parlare di quegli amici che per non sentirsi da meno di te, cominciano ogni volta ad elencarti i motivi per cui anche loro stanno di merda…quelli meritano un post a parte!! 😀 Per il ps. consentimi allora di inserirti nel mio fanclub 😉

    @OrsaLè: luminosa e arrossita ora 😉

    @ziacris: ma prima o poi avrò bisogno pure di parlare dei parenti…sono una fonte inesauribile di comicità nera!

    @moreno9000: grazie nano, ti ho linkato oggi, ho letto un po’ dei tuoi di post lunghi…mi fai troppo ridere!

    @4P: si, la vita è proprio come un fiume, tutto passa, specie alcuni amici. l’importante è continuare a scorrere…

  5. Anche io ho letto tutto il post. Mi hai fatta pensare ad un mio amico che era svenuto quando mi ha vista in ospedale dopo l’intervento, e con cui ho fatto una bella passeggiata da poco. Gli amici veri ci sono sempre, anche quando stai male…

  6. @perfectpain: no, non deve capitarti niente di brutto, sennò i tuoi amici (anche se virtuali come noi) poi soffrono troppo!!

    @camden: è vero, ci sono sempre. ma ogni volta, quando succede, mi sorprendo

  7. ho letto tutto il post..seppure in ritardo! Bello è riduttivo, toccante, emozionante. Quando commento i tuoi , ma non solo i tuoi post, a volte mi sento che vorrei dire di più ma poi quello che vorrei dire mi rendo conto che non è più solo un commento..e io non sono la blogger…Sei fortunata ad avere tanti amici, certo li meriti..lo dico perchè io vivo la mia malattia in solitudine, la mia famigllia (madre e sorelle) hanno già tanti problemi, gli altri sono pochi e diciamo contenti di vedermi bene. Quello che c’è dentro il cuore spesso traspare solo dietro un paio di occhiali scuri. Non si può imporre niente a nessuno ed io mi sento così ma piena di forza forse proprio perchè la solitudine mi sta temprando. E’ una consolazione un pò triste ma è così. Un abbraccio forte, carissima, C.

  8. bè splinder fa brutti scherzi sono perdix… non anonima, quella che naviga nell’acquerello di Mattotti. ancora un abbraccio, C.

  9. @perdix: si capisco quello che vuoi dire rispetto alla solitudine che dà forza. ma per quanto riguarda gli amici, non è questione di meritarseli, a volte è solo fortuna. madri e sorelle invece sono destinate a restare lontane anche per me. forse perché gli fa troppo male che stia male io (questo lo penso quando sono di buon umore, quando sono nervosa invece le strozzerei!!)
    ti mando un abbraccio, dietro quegli occhiali scuri, è sempre bello trovarti qui

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