Sconfitte

Durante la tediosissima attesa dei risultati dell’emocromo (+ siero + routine per tac + etc etc) ho abbandonato per un attimo Vargas e ho sfogliato l’intervista a Springsteen su Vanity Fair. Springsteen mi fa simpatia, e sono una cogliona a non aver comprato i biglietti per il concerto, anche se non sono una superfan che sa tutte le canzoni, deve essere comunque uno che fa dei live straordinari. Vabbè, speriamo la prossima. Comunque nell’articolo si parlava della E-Street Band e di un membro storico che quest’anno non ci sarà ("sconfitto da un tumore"). Ho letto tutto l’articolo, niente di che. E non ho potuto fare a meno di tornare a quel "sconfitto da un tumore".
Lo so che torno sempre lì, ma non mi va giù. E finisco ogni volta per chiedermi: chi ci ha messo in testa che la vita è una gara e che siamo immortali, a meno che non veniamo sconfitti?
So che sono solo giochi del linguaggio, ma le parole spesso hanno costruito la mia realtà per intero e ho bisogno di usarle con cautela. La morte può sconfiggerci attraverso una malattia? Può farlo una guerra forse, che sconfigge l’umanità ogni volta, e può farlo la violenza. Ma la malattia?
Io non ci credo che la vita è una gara.
Quando facevo atletica ero una vera pippa, ma non me l’ha mai detto nessuno. E anche se non sono mai arrivata prima, e se mi hanno sconfitta un sacco di volte, per molti anni credere che allenandomi un giorno sarei arrivata alle olimpiadi mi ha tenuto lontata dalla strada e dalla violenza di casa. Essere sconfitta, insomma, non è mai stato un problema.
Ma francamente non mi piace l’idea di fare a gara con la morte.

 

 

 

Annunci

5 thoughts on “Sconfitte

  1. Anch’io amo Bruce, da quel po’…ricordo che le mie amichette si perdevano dietro ai Duran Duran, mentre io professavo il mio amore per The Boss! Bei tempi (no, mica vero). Per il resto…è sempre il discorso della metafora bellica, che a me non dispiace, visto che mi carica, anche se non amo portarla all’esasperazione. Credo che negli articoli “giornalistici” sia molto facile imbattersi in qualcosa che tocca i nostri nervi: a me per esempio dà molto fastidio sentire tutto i discorsi triti e ritriti sul coraggio, perchè fondamentalmente sono una fifona e so di esserlo comunque, cancro o non cancro!

  2. Già molte volte i giornalisti nemmeno si rendono conto delle parole che scrivono, o meglio della sensazione che può lasciare una parola scritta. Per loro va in automatico, secondo me non ci riflettono…

  3. @camden: si, diciamo che dei giornalisti (o almeno del 95% dei giornalisti) io ho un’opinione veramente pessima, per cui in effetti, non ci pensano sicuro alle parole che usano, tantomeno agli effetti…

    @juliaset: io tutti e due, duran e bruce, ho sempre adorato le contraddizioni 😀 ma neanche io rimpiango quei tempi…tanto meno i duran duran, ad essere onesta 😉

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...