Regola n.1

La regola n. 1 l’ho scoperta amaramente lo scorso novembre. La tac allora diceva che le lesioni polmonari erano quasi ferme, minuscole, e siccome io avevo una tosse asinina e ci aspettavamo di ritrovarci coi polmoni neri, pensammo "evviva, è fatta, ne siamo fuori, yuppie". Il giorno dopo Mr.Clint mi spiegava si che le metastasi polmonari erano QUASI ferme. Per cui mi è toccato farmi altri sei mesi di chemio. E soprattutto mi è toccato richiamare tutti gli amici/parenti e spiegare: "si, va meglio, ma mi tocca un altro giro di chemio". La cosa più irritante fu che tutti comunque avevano ormai tirato il loro respiro di sollievo e io mi sono dovuta beccare un’altra chemio senza che quasi nessuno intorno a noi si rendesse minimamente conto di cosa significasse ricominciare neanche sei mesi dopo aver finito.
Da allora abbiamo stilato la regola n.1. E cioè: Mai trarre conclusioni prima di aver consultato Mr.Clint.
Ma non è facile.
La tac di ieri diceva di nuovo che nei miei 3 primi (unici) mesi di vacanza da chemio appena finiti, le metastasi hanno ripreso a camminare. Lentamente. Ma hanno ricominciato. E che quel dolore lancinante che avevo avvertito due mesi fa, e che non aveva dato nessun riscontro negli esami, ieri invece era un’improvvisa frattura non rilevata nemmeno con la scintigrafia.
Ecco.
Invece di applicare la regola n.1, Obi e io ci siamo dannati. Abbiamo pianto, passato la notte insonne, fatto piani tetri per un futuro nero, etc etc. Penso che più o meno abbiate tutti molto ben presente. Poi stamattina Mr.Clint ha letto la tac. E non è che le cose stiano diversamente da come le abbiamo capite già ieri. Ma inquadrate da lui sono più gestibili. Perché questa mia malattia è così. Va avanti e si ferma. Poi torna indietro. Poi va avanti di nuovo. Poi è ancora ferma. Ma cammina con me. E allora si cambia terapia, si vede come va. Si aspettano altri 3 mesi.
Stavolta sono contenta così, anche se dovrò cominciare altri farmaci pesanti. Sto imparando a vivere con questi ritmi. E poi questa terapia almeno sarà per via orale, per cui potrò far riposare le vene altri 3 mesi.
Ma quello che mi è passato per il cuore e per la testa nelle ultime 24 ore è molto peggio di ogni flebo. Per cui,sì, sono contenta così. Sono serena. Un po’ sconvolta, lo confesso. Ma è colpa mia, ancora una volta mi sono scordata di applicare la regola n.1.

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13 thoughts on “Regola n.1

  1. bè dirti che mi dispiace è riduttivo, incoraggiarti non ci sono molto buona ma mandarti un abbraccio forte si, non importa se virtuale viene direttamente dal mio cuore per te. C.

  2. Adesso mi è molto più chiaro il “fastidio” per l’equivalenza cancro – battaglia di qualche post fa.

    Non trovo parole da dire: mi sembrano tutte pastose e poco digeribili.

    Allora ti abbraccio anche io, in silenzio e a distanza, pensandoti in questo tramonto che deve essere da qualche parte, dietro tutte queste nubi cariche di pioggia.

  3. Ciao, widepeak, sono arrivata a te dal blog dei gruppi di lettura. Ho letto tutto e ti ringrazio : a me- ma penso a molti- sai far capire l’ importanza di ciò che trascuriamo.
    A te dedico questa poesia di Cardarelli, la stessa che ho dedicato ad un’ amica che condivide con te l’ esperienza della malattia.
    Gabbiani

    Non so dove i gabbiani abbiano il nido,
    ove trovino pace.
    Io son come loro
    in perpetuo volo.
    La vita la sfioro
    com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo.
    E come forse anch’essi amo la quiete,
    la gran quiete marina,
    ma il mio destino è vivere
    balenando in burrasca.

    Un abbraccio a te in questo tuo “vivere balenando in burrasca”.

    Renza

  4. @moreno9000: grazie nano, in realtà sono due giorni che mi lamento come la più bieca delle pappemolli, altro che forza…ma grazie 🙂

    @renza: trovarti qui è stato inaspettato e la poesia commovente. ti ringrazio per questi versi, stamattina ci volevano proprio, mi aiutano a leggere tutto un po’ meglio. grazie davvero

  5. Io non so veramente come fai ad essere così. Davvero.
    Non sono qui per scriverti: “dai, coraggio, forza, avanti”, ecc. ecc.. Io sono qui perché TE AIUTI ME. Te l’ho già scritto e te lo ripeto: vorrei essere un po’ come te.
    E ringrazio anch’io Renza per la poesia che… farò un po’ mia.
    Abbracci forti forti, virtuali virtuali. 🙂

  6. Arrivo tardi, ma arrivo…e scopro che non ho molto da dire neanch’io, non riesco a trovare le parole magiche che vorrei per fare stare meglio te, ma anche me. Ti sono tanto tanto vicina e ho assoluta fiducia nella tua nuova terapia e in Mr. Clint. Un bacio. J

  7. @julia: bene, la fiducia è una magia in sé!

    @AstaccatoL: naaa, sono una pappamolle, ma qui cerco di darmi un contegno. e si è bellissima la poesia, sono contenta di condividerla 🙂

  8. Beh come sempre ti viene richiesta una bella dose di coraggio. Ma sei forte, e se riesci a vedere le cose come suggerisce il tuo dottore, forse questo atteggiamento può esserti utile.
    Vorrei tanto darti un po’ di forza aggiuntiva!

  9. Vorrei vederti, Anna. Le parole qui non bastano proprio. Bisogna guardarsi negli occhi, e provare a percorrere anche strade complementari, che sembrano follie e invece non lo sono. Continuando con le terapie di Mr. Clint, ma attivando ogni altra risorsa che sicuramente hai dentro per farlo tornare inesorabilmente indietro, ‘sto cancro. Indietro, via, sciò. Basta. Ti strabacio

  10. @giorgi: prima o poi sì, dobbiamo proprio incontrarci. comunque il momento tosto di reset è superato e adesso sono pronta a fare tutto ciò che è necessario per fare appunto SCIO’ VIA!

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