Metablog

Un blog si apre per tanti motivi. Motivi, ma anche obiettivi, che poi magari cambiano con il tempo.
Il mio motivo per aprire on the widepeak è che credo a una cosa molto semplice, e cioè che il modo in cui racconti la tua storia, costruisce la tua storia e non viceversa. Per semplificare, si può dire (ma immaginatelo con forte accento romano): “la cosa importante è come te la racconti”.
Il mio obiettivo immodesto invece è dare e condividere la mia esperienza se ce ne fosse qualcuno che ne ha bisogno e voglia. Per questo a volte parlo di cose che magari sono passate, o racconto dei libri che potrebbero essere d‘aiuto a chi non li ha letti per scegliere meglio, o scrivo dei miei primi passi lungo questa strada. Sarà che quando ho scoperto i primi blog di giorgia e julia per me è stato un sollievo infinito. Non lo sto neanche ad elaborare, si spiega da solo credo. E’ così.
Ed ecco, avevo voglia di scriverli i miei motivi/obiettivi, perché magari cambieranno con il tempo, chissà, e allora non vorrei scordarmi cosa avevo deciso di portare con me all’inizio di questa strada.

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6 thoughts on “Metablog

  1. Anche io ho scoperto julia e giorgia..e poi te, un problema comune, un vissuto diversissimo da voi.niente bambini, niente mariti stupendi…ma una gran voglia di scambiare vicende e opinioni di trovare solidarietà e affetto e la speranza di darne. Non aprirò un blog, anche se ho scritto parecchio della mia malattia…ma solo per me. Sono troppo insicura per “osare” tanto. Per ora è così, ti/vi leggo, se posso scrivo. Mi fa sentire meno sola e non è poco. cara Misshaim, anna e tutti i nomi che hai, sei per me un’amica (virtuale) che amo leggere. un abbraccio C.

  2. Esperienza superpositiva.
    Mi è piaciuto alla grande.
    Prima difficoltà: l’armadietto (sono piuttosto imbranata), il braccialetto col numero dovevo appoggiarlo allo sportello, e apriti, non si apriva, e prova e riprova, sudorazione, cazzo anche la caldana ci voleva, niente semplicemente confondevo il n.9 con il n.6. Mi è stato suggerito da un’avvenente signorina, altissima e molto sicura di sè.
    Va be’ iniziamo il nostro giro. (dimenticavo c’era anche il mio consorte), che non usciva più dallo spogliatoio maschile era alle prese con la cassaforte dentro l’armadietto.
    Prima tappa sala relax elemento fuoco , evento suoni di varie campane e gong stile buddhista, signorina dolcissima con la quale scopri toni e colori che rilassano, purificano il corpo e la mente. Mio marito piano piano iniziava la prima fase di russamento, una vergogna che non ti dico, quindi calci e gomitate. Si sceglieva un profumo si annusava e con le sue parole si viaggiava.
    Poi elemento terra, aria e acqua.
    Percorsi d’acqua, vasche idromassaggio per schiena e cervicale,cascate a intensità differenziata, docce nebulizzate, hammam temperatura buona, nebbiolina agli irti colli piovigginando sale e sotto il maestraele urla e biancheggia il mar, resistenza per tutti 5minuti il tempo di fare lo scrub e poi fuori sotto la doccia.
    Lì ho avuto una sensazione non rilassante, ma pensavo alle camere a gas, tutti in fila e……., niente a che vedere con l’hammam di Istambul.
    Sauna: entrata e uscita a razzo, ma signora???Ma non ci penso proprio!!!!!!
    Il massaggio di 50 min. è stato a dir poco meraviglioso, qualcuno che si prende cura del tuo corpo io non l’avevo mai provato, tranne che per massaggi di salute, tutt’altra cosa.
    Era un massaggio antistress, ho scelto la musica (new age), l’olio e mi sono affidata a lui.
    Il suo timbro di voce era bassissimo,
    per forza antistress, ma io non capivo tanto. Prima di iniziare il tutto mi spiega cosa mi farà e mi consegna in mano un sacchettino di carta microscopico, terza figura di merda: “mi speghi lei, questo dove lo metto??”, “signora, lo indossa è un perizoma di carta”: oddio dentro di me, io non ho mai messo un perizoma, per di più di carta.
    Lo infilo con (nonscalans), mi sdraio sul lettino a pancia in giù, sentivo nella parte intima un’arietta rinfrescante, mah, lui è entrato ha iniziato e io me ne sono fregata di tutto, sono caduta in stato catatonico.
    Lo scopo delle Terme è forse questo?
    Se così fosse con me ha fatto centro. Alla fine di tutto mi sembrava di essere chissà dove, po sono venuta a casa e ho fatto le scaloppine. E il sogno è finito!!
    Baciotto

  3. @luma65: giusto, l’importante è tenere gli occhi aperti e sapersi gustare le sorprese. comunque. ricambio l’abbraccio e ti ringrazio per la visita

    @perdix (oppure C. quanti nomi abbiamo:): anche io ho il mio blog privatissimo sotto misshajim, ricordi? solo recentemente mi sono sentita di poter fare “outing” e condividere. Ognuno ha i suoi percorsi, ma io sarei sicuramente interessata ai tuoi e quando vorrai sarà bello leggerti. aiuterà anche me a sentirmi meno sola, come fai (e te lo dico sempre, perché è vero) ogni volta che lasci un segno del tuo passaggio qua

    @4P: beh, a me oggi mi ci vorrebbe proprio una giornata “termasca” con tutto il ridicolo perizomino di carta 😉

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