E' una questione di attitudine

Per smaltire la pila di librozzi che sta sul mio comodino da più di 3 mesi, dopo il libro pesaaaaante di cui sopra, mi sono presa La fortuna non esiste di Mario Calabresi (uno di quei libri che compra Obi e poi leggo io).
Ecco. Se avete voglia di sentirvi dei mentecatti perché avete mai osato lamentarvi di qualunque cosa, leggetevi queste storie eccezionali. Raccontano di persone che in America recentemente hanno perso tutto, ma non si sono arrese. Suona retorico, ma l’America è retorica, lo è dall’inizio della sua retorica di occupazione.
E comunque sono davvero persone eccezionali, gente che nel mezzo del nulla prende e si rialza. Anche perché sa che mettendoci tutta la buona volontà ha una chance in più di farcela (da noi, se non sei sempre l’amico di qualcuno di qualcun altro, hai voglia a volontà, resterai sempre col culo in terra). E’ il paese di Barack Obama e già questo basterebbe.
Ad ogni modo, ogni capitolo è la storia di un qualche personaggio sperso nell’America degli ultimi due anni di durissima crisi, anche di recente immigrazione, che avendo perso tutto, ha saputo reinventarsi, trovare un proprio posto nel mondo, foss’anche in un camper sulla spiaggia.
Ogni capitolo termina con una frase dei personaggi, che racchiude la loro semplice filosofia di vita. Due me ne sono rimaste più impresse e le trascrivo qua. "La differenza tra un disastro è un’avventura  e solo la tua attitudine" (questa mi piace un sacco).
E anche: "La verità è che nella vita puoi scegliere di essere triste e sentirti triste, o di essere felice ed esserlo davvero, sta a te decidere. Ogni giorno". E la dice una donna che è rimasta senza gambe e senza un braccio, ma ha saputo diventare autonoma e forte al punto di diventare consigliera per i veterani di guerra del governo attuale.
Giusto nel caso in cui avessimo avuto voglia di dirci, "mi sento proprio a terra, oggi".

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5 thoughts on “E' una questione di attitudine

  1. non sono molto d’accordo, per risollevarti così a cuor leggero bisogna avere pochi impegni pressanti alle spalle, bisogna che qualcuno creda in te, ma qui le banche, che dovrebbero essere quelle che aiutano, che sono quelle che hanno creato il casino, ti mandano beatamente a fare in….

  2. @ziacris: beh, in realtà – si tratterà pure di casi assolutamente eccezionali – ma parla di persone veramente abbandonate e che nonostante tutto si rialzano. e le banche americane sono anche peggio delle nostre no?

  3. Domani mattina andiamo dall’oncologo.
    L’ultimo referto che mancava era la pet, ma domani ci sarà tutto.
    Non sto male, (a parte i miei soliti maledetti dolori, devo decidermi a ritornare dal mio fisiatra) ma ho il pensiero costante, non so seè preoccupazione, paura o che cazzarola è, lo penso sempre.
    Lo vedo determinato, anche allegro l’altra sera al cinema, ma sento che è spaventato, lo so che è normale, ma mi dispiace.
    Mia cognata è decisamente una persona in gamba, maschera molto bene, ma sento che dentro di lei c’è una rivoluzione.
    Comunque sia, ci si deve dar da fare. Domani sentiremo, se inizia subito la chemio, prima dell’intervento come già detto settimana scorsa.
    Sabato e domenica li porto in campagna, faremo una grigliata con qualche amico.
    Adesso continuo a vedermi un grande film “Shrek”, ahahahahah
    Bacioabbraccio
    4P

  4. @juliaset: si, forse da questo punto di vista è monotono. ma i ritratti che emergono non sono esattamente sempre “vincenti”. solo di persone, che pure sconfitte, non si arrendono.

    @4P: bene, mi sembra che se siete tutti uniti e vicini tutto andrà per il meglio. e grande shrek, vero filmone (e non sono ironica) ps. ma tu non ti trascurare, lo sai che non ci sono mai scuse valide!!!

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