Camminare

Quando ero una ragazzina insicura e piena di complessi, solevo liberarmi dei rari spasimanti con delle passeggiate infinite per la città, camminavo fino a sfiancarli e in genere era sufficiente a lasciarli per strada, senza più argomenti di conversazione.
Più avanti con Lepi e anima bella ce ne siamo andate in giro per l’Europa, e, per risparmiare ogni centesimo, oltre a non mangiare, camminavamo dappertutto. Un autobus o un giro di metro erano proprio un lusso che ci potevamo permettere solo in città enormi come Berlino o Parigi, e solo per brevissimi tratti! 
A Copenhagen poi! Quante passeggiate, quanto lunghe: lungo i canali, con la neve, con i vecchi fidanzati disperanti, con i sogni a fior di labbra, sempre un po’ ubriachi.
E quando ho scoperto che camminare in montagna, la prima volta con brezza e poi con Obi, era una delle cose più belle che avessi mai fatto: come mi  piaceva mettere quel piede dopo l’altro, con la regolarità del respiro che ti porta fino alle nuvole. 
E quando è nata Nina, che i primi mesi gridava come un’ossessa tutto il tempo, quanto ho camminato per Garbatella dove abitavo allora, quante passeggiate! Mi tenevo appena in piedi per la stanchezza, ma lei in giro dormiva beata e allora io giravo con lei, per ore, senza fermarmi mai. E ancora poi con Lilla, che piangeva anche per strada, ma almeno per strada non rischiavo di farci del male.
Insomma camminare mi è sempre piaciuto, ne ho sempre avuto bisogno. Se posso, ancora oggi, non prendo i mezzi, ma vado a piedi, arrivo dappertutto, mi fa felice, mi piace sia con la musica nelle orecchie che mi fa sentire un personaggio epico, sia senza ad ascoltare e guardare le persone.
E però in questi giorni non posso camminare. Le varie piaghette sono diventate così dolorose che devo medicarmi più volte al giorno, ma soprattutto mi rendono impossibile camminare senza dolori molto forti. E allora per il momento dico temporaneamente addio alle mie camminate. Mi siedo più spesso, prendo la macchina per arrivare ovunque, zoppicchio al massimo per andare a prendere il pane e le nane. Poi mi risiedo.
Penso ancora che sia meglio di perdere i capelli o di fare le flebo. Non sono arrabbiata. Piuttosto spero di poter continuare questo tipo di chemio ancora molto a lungo.
Ma non posso camminare, e allora mi siedo.
Concludo con un video che mi ha dedicato la mia amica brezza. Come dicevamo con lei, può sembrare triste, ma per noi le cose tristi a volte sono semplicemente belle. Non posso includerlo, ma potete andarlo a vedere su Youtube se vi va, meglio se a palla. Si tratta di Maybe not di Cat Power.

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12 thoughts on “Camminare

  1. dolcissima wide, io vorrei tanto sedermi un po’ con te
    e raccontarci un po’ di nane coetanee
    e antichi viaggi pazzi per l’Europa
    un abbraccio scaccia tristezza
    Luisa

  2. È incredibile come la sorte (o il destino, o Dio, o il caso o qualsiasi altra entità sia) riesca ad accanirsi con precisione chirurgica, in modo da creare il massimo fastidio possibile.

    Tu che ami tanto camminare, ora non lo puoi fare.
    Io che adoro nuotare, prima ci ho dovuto rinunciare per tanti mesi a causa del CVC e ora di nuovo per un problema alla spalla.

    La fortuna è cieca, la sfiga invece ci vede benissimo!

          Mia

  3. Camminare tanto fino a lasciare i pensieri alle spalle.
    A me piace sciare, ma dopo l’intervento e con i seguenti problemi di forza al baraccio ho quasi abbandonato, al massimo mi concedo qualche campo scuola e al massimo una pista azzurra. e questo mi dispiace talmente tanto che, visto gli altri problemi articolari sorti quest’anno, mi sa che abbandono, ma mi dispiace tanto tanto…è una meraviglia scendere per le piste della Val Zoldana alle 9 di mattina quando non c’è ancora nessuno ed è talmente freddo che quando curvi non sollevi nemmeno un po’ di neve

  4. Uff, si, sono tristi e belli, il video e il pezzo. E vorrei che le piaghette scomparissero presto, per farti tornare a camminare quanto vuoi. Ma non  c’è proprio niente per curarle? Qualche rimedio portentoso? Lo so, dobbiamo amare ‘sti farmarci preziosi che curano la bestiaccia,  però questi effetti collaterali sono uno strazio

  5. Bello il video e bello il pezzo.
    Ringrazia la tua amica brezza da parte mia per avermi fatto conoscere Cat Power.
    Chissà poi, perchè le cose che ci colpiscono sono quasi sempre un po’ tristi. Mistero……
    Mi spiace per le piaghette, piano, piano si asciugheranno vedrai, e smetteranno di farti tanto male.
    Stavo pensando, una crema per le piaghe da decupido, forse va bene, noi ne compravamo una portentosa in Svizzera per mia nonna allettata da 19 anni, e non ha mai avuto una piaga , grazie a questa crema.
    Ti piace Jenis Joplin??
    Un abbraccione grande,grande e un baciottone
    4P

  6. @mia: anche io avrei voluto tanto nuotare, ma mi si è fratturata una costola e niente….sono tante piccole rinunce. ma tutto sommato la vita è la cosa importante, non le rinunce…

    @ziacris: non avevo pensato a questo mio post come uno sulle rinunce, ma tra di noi abbiamo raccolto questo messaggio che forse merita un post a parte. quante piccole cose cambiano, eh zia cris? quante cose…

    @giorgi: mah, i rimedi li sto provando tutti, li avevo già cominciati in via preventiva, ma va così e bisogna tenerseli. ripeto, meglio questi che rispiegare alle nane perché sono pelata!

    @4P: eh sì Cat Power è una grande! anche Janis Joplin ovviamente, ma la sua voce per me è tanto più triste!! grazie per il sostegno carissima (non sono proprio piaghe, hanno un altro nome che però mi fa senso: ragadi, bleah)

    @moreno9000: nano mi hai strappato le prime lacrime felici della giornata! grazie mille 🙂

  7. Wide, ho pensato tanto al tuo post ieri sera dopo aver ricevuto una brutta notizia che riguarda la mia migliore amica,
    compagna di tante camminate
    e che da un po’ cammina male, malissimo.
    Dopo un anno di sintomi sempre più pesanti
    e di dubbi diagnostici la certezza da ieri si chiama CIPD-Polineuropatia Demielinizzante Cronica.
    Sono qui, bloccata, non so come starle vicino nella sua disperazione, non trovo le parole, come farla stare meglio.
    E mi chiedo per l’ennesima volta, sempre più spesso ormai,
    perché la vita sia così ingiusta.
    Scusa l’invasione e lo sfogo nel tuo spazio, ma ultimamente quando penso alla forza, alla determinazione e al coraggio
    mi vieni sempre in mente tu. Un bacio, Luisa

  8. @luisa: mi dispiace tanto per te e la tua amica. ci vuole un po’ per assimilare le batoste, ma poi siamo tutti coraggiosi in fondo all’anima! vedrai, è solo questione di tempo. e poi con un’amica come te, sarà una ripresa rapida, almeno per il morale. un abbraccio

  9. Carissima Wide, guarda che io ti aspetto paziente per camminare assieme nei boschi d’autunno, mentre le piccolette raccolgono le castagne. E ai mariti lasciamo il compito di scattare foto…
    Un abbraccio!

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