Padrona

Di cosa sono padrona? Quali sono i sentimenti che sono miei? Quali sono quelli che sono indotti dalla chemioterapia?
Sono più vulnerabile perché sono sotto farmaci?
Sono più lenta nel capire le cose, perché mi sto semplicemente rincoglionendo, o per via delle medicine?
Non ho voglia di litigare con nessuno, non ho voglia di impegnarmi con nessuno perché sono un’orsa (sempre stata) o sto peggiorando per via dei medicinali?
Non mi sento di immaginare il futuro perché non sono stata mai ambiziosa, oppure ho smesso, in fondo in fondo, di sperare a lungo termine?
Di sperare altro che portare le nane più avanti possibile?
Non è solo il clima improvvisamente e giustamente novembrino, ma queste domande mi inceppano il cervello da 24 ore. Cosa è rimasto di me prima della malattia? Cosa sono diventata?
In tutta questa deriva pensosa vagamente negativa e deproide, gli effetti collaterali su mani e piedi sono peggiorati precipitosamente. Non riesco più a compiere un singolo gesto senza dolore. Anche durante la notte i dolori sono molto forti. Sono – lateralmente – in preda al panico (qui posso confessarlo, mentre fuori non lo dico a nessuno) perché questa cura per me non finisce tra due mesi. Non devo tener duro altri tre mesi o similia. No, per me questa dovrebbe essere una cura "cronica". Ma come faccio se mi riduce a una polpetta fradicia?
Fatto sta, per il momento mi sono rimessa in malattia. Giovedi vedo mr. Clint e magari insieme troviamo una soluzione. Lo spero davvero.
Ma in tutto questo, le domande restano e forse per il dolore, ma mi sento priva di quel centro minimo di gravità permanente che non mi faccia afflosciare davanti alle scene romantiche di shrek 3 in un lagrimare commosso e tristoide.
O magari è solo questa pioggia…e guai a chi ancora crede che io abbia questa gran forza d’animo e che non mi lamenti mai. E’ falso. Non mi lamento quando sto bene. Ma appena appena sto male, eccola qua, una polpetta fradicia. E sempre riottosa.

Annunci

25 thoughts on “Padrona

  1. La malattia cambia il carattere, cambia le priorità e il modo di vivere, la chemio dà il colpo di grazia, la chemio cambia e modifica addirittura il carattere. non ci credevo, invece è così, il mio è cambiato.  La malattia, la chemio, il venire a contatto con una realtà lontana dal mondo di normali mette a dura prova il nostro equilibrio, l’equilibrio di qualsiasi essere umano. La chemio tende a farci analizzare i comportamenti nostri, il nostro modo di interagire con il male, con il dolore sia fisico che mentale. diventiamo più ciniche nei nostri confronti e nei confronti degli altri, e questo cinismo ci porta a credere di essere diventate delle rocce, ma non è vero nulla, quando non stiamo bene, quando il nostro malessere è legato alla malattia diventiamo fragili perchè non sappiamo cosa ci riserverà il donìmani e we potremmo avere un domani

  2. Allora non andare a vedere UP!, che è bellissimo ma mi ha fatto piangere come una bambina per tutto il tempo. Cara, il dolore notoriamente deprime e tutto quello che dici o fai è molto umano, anzi, tu sei davvero troppo brava. Io credo che sia rimasto molto di quello che eri nella persona che sei adesso,  e che tu sia sempre tu, solo un po’ stanca e certamente più provata, appesa al presente, a volte troppo sola. Neanche io riesco ad esserti vicina come vorrei, non riesco neppure a trovare le parole giuste, ma la cosa delle bimbe e del lavoro ( e dele resto) la capisco eccome, e ora non ho neanche la scusa del dolore. Hai diritto di essere una polpetta fradicia, lo siamo tutte e per molto meno. Ti abbaccio fortissimo.:-*

  3. @juliaset: grazie jujù! ma credo che up lo andrò a vedere lo stesso (capirai, se siamo sopravvissuti a totoro!!). magari munita del solito numero spropositato di fazzoletti (ormai basta niente a farmi/farci piangere come due scemi con Obi). L’essere in cura cambia per sempre le nostre prospettive. Ma a volte mi accorgo che io non do più retta a tante cose che invece sono importanti per gli altri. E magari si arrabbiano con me. Mi sento rallentata e dolorosa. E’ normale un po’ di deprimitudine. Ma passerà, questo posto c’è soprattutto per questo e voi siete un sostegno raro. Anche senza parole, lo sai.

    @ziacris: come sempre centri il punto con poche parole, ziacris. E’ semplicemente così. Non so se sono diventata più cinica, ma sicuramente meno interessata alle cose che pongono  un ostacolo tra me e il futuro delle nane. Questo non mi rende una roccia, solo un po’ più sola, delle volte. E il dolore fisico non aiuta mai. Porco cane.

  4. Porco cane sì! Mr. Clint deve trovare una soluzione, altrimenti se me lo permetti chiedo a Zeta (però dovresti ricordarmi il nome del farmaco), che è sempre molto attento a curare anche il dolore.
    E poi urge una bella seduta collettiva tra noi…
    (Comunque, dopo la malattia forse sei diventata un’Anna più fragile ma allo stesso tempo più robusta. Sei diversa, ma non saresti così se non ci fosse anche l’Anna di prima. E se gli altri si arrabbiano con te mandali a quel paese. Quando ce vo’ ce vo’. ) Bacetti

  5. Carissima, tu sei una "persona", come tutti quanti, con i suoi momenti alti e quelli bassi, in cui il morale non è al livello massimo e i tristi pensieri fanno capolino più facilmente.
    Per di più il dolore fisico non è un grande aiutante…
    Succede.
    Ed è in questi momenti che hai bisogno di tutto l’amore di chi ti è vicino, fatto anche di gesti concreti, abbracci, carezze, il tenerti stretta per consolarti e coccolarti.
    Intanto ti mando un affettuoso abbraccio, un po’ umido di pioggia (che anche qui non scherza…), con l’augurio che torni presto il sereno…
    Ciao!

  6. @giorgi: ma sì, anche mr. clint è sempre attento. ma la situazione è precipitata in due settimane e non ho avuto ancora il tempo di parlargli. ed è anche vero che la malattia ci rende più fragili. ma il tuo "quando ce vò ce vò" mi ha strappato la prima risata di oggi!

    @cautelosa: hai ragionissimo. infatti ieri sera ho richiesto una sessione di coccole sia a Grigia che a Obi, e devo dire che ha un po’ funzionato. ps. ora che sono a casa non riuscirò a entrare nel tuo blog (prima o poi capirò perché?), ci vediamo a breve!

  7. Il dolore rende soli proporzionalmente al numero di persone care che hai intorno.
    Perchè più le persone sono care (e posso solo immaginare il legame con le nane), più vorresti proteggerle dalla tua sofferenza.
    E allora ti ritiri, la nascondi, mostri di essere una roccia. Non è così difficile… se dura solo qualche settimana.
    Ma a lungo andare il dolore logora, lo strato di roccia si erode e resti tu, con la fragilità di un essere umano e la rabbia per la debolezza che non riesci a nascondere.

    Non portare tutto questo peso sulle tue spalle.
    Lamentati. Arrabbiati. Piangi. Sfogati.
    Qui, dove le nane non ti vedono.
    Con qualche amica disposta a sopportarlo.
    Con noi che possiamo – e vogliamo – condividerlo con te.

  8. @anonimo: grazie delle parole che descrivono esattamente lo stato fisico e mentale di erosione. e grazie di essere in ascolto. lo ripeto sempre, perché è verissimo, questo spazio è terapeutico ed è incredibile la rete di solidarietà che mi concede. è come un’amaca su cui riposarsi un pochetto sotto il sole e una bella palma. un’immagine estiva nel mezzo della pioggia.

    @luisa: grazie mille cara. davvero, grazie di capitare qui e farmi da spalluccia!

  9. Sei padrona di te stessa, di ogni frase che dici e che scrivi, di ogni lacrima che versi e di ogni sorriso che mostri.
    Quel che è intorno a te agisce sulle tue reazioni, ma è la reazione stessa ad appartenerti. Perchè widepeak è widepeak, e non c’è nulla da aggiungere!
    Tieniti forte, sei in viaggio e devi stringere i denti. Non ti arrendere mai.
    Un abbraccio poco virtuale :-*

    Dangerousmin

  10. Condivido con quanto scritto da Mia La Guerriera.
    Posso sbagliare premetto, ma penso che tu abbia sempre preteso tanto da te stessa anche prima della malattia.
    Sei molto fragile per la malattia, ma molto sensibile di tuo.
    Il dolore fisico non aiuta di certo, fa male fare le solite cose, cazzo che fatica, ma ci sarà pure un rimedio per alleviare questa tortura e Mr. Clint lo troverà quando tu ti deciderai a parlargliene.
    Questa "deprimescion" è conseguenziale al dolore fisico, non sei tu che ti stai ramollendo come dici, ne sono convintissima.
    Il periodo più brutto della mia vita, che fisicamente e mentalmente ho provato, è stato quando sono andata in seria depressione.
    Non volevo curarmi, pensavo di farcela da sola, ma non è stato così. Di mio, ho voluto fare un sacco di accertamenti clinici, il mio adorato medico mi ha accontentata, il tutto può essere derivato dalla menopausa e dai tanti dolori fisici che nel tempo si erano accentuati sempre di più. Non c’è nienteda fare, i dolori me li tengo, un po’ di fisioterapia, un po’ dal coach rasta, qualche massaggio e cerco di barcamenarmi.
    L’aiuto, del quale avevo bisogno, ma non lo volevo era un semplice antidepressivo, che tutt’ora prendo.
    Non ho trovato la bacchetta magica ai miei problemi, ma mi da una mano. Sarò DOPPATA, ma chi cazzo se ne frega.
    Non mi vergogno, la gente può dire quello che vuole.
    Quindi "alza la cornetta e chiama Mr. Clint", deve dico deve trovare una soluzione per le tue manine creative e per i tuoi piedini da ballerina.
    Un abbraccione e un baciottone
    4P

  11. Polpettina fradicia, hai telefonato??????
    Non diventarmi un polpettone se no, te magnooooo.
    Lamentati, incazzati e guardati vicinavicina a Obi Gli Aristogatti!!!!!
    maoooooooomaooooooooomaooooooooooo
    miao
    Sono sempre io la scassamaroni, oggi vado dal mio maestro rasta, ho un braccio KO, ma andrò di gambe!!!!
    Mi dice che sono brava, mah, secondo me mi piglia per il sederone!!!!!!
    Un due tre affondo, respirazione e vaiiiiii, allungatevi il più che poteteeeeeeeeeeeeeeeeeeeee, mi fa bene, sì, speriamo bene.
    La ginnica, pronta per il saggio natalizio
    (scherzo) 4P

  12. Speriamo passino questi dolori, urge davvero un consulto medico, ci dev’essere qualcosa che possa aiutarti, me lo auguro proprio.
    Anche perché la tua grinta non deve essere sepolta dagli effetti dei farmaci. E’ una caratteristica di te che mi piace e che deve esserci sempre. Forza Widepeak!

  13. @dangerousmind: è vero. non me lo devo scordare che è un viaggio. basta stare seduta a lamentarmi…e comincio alzandomi e ricambiando l’abbraccio!

    @4P: dopata o meno, sei sempre fantastica!!! πŸ˜€ ps. domani vedo mr. clint, per il momento sono impegnata con la sterilizzazione di grigia e i tentativi – finora sfigati – di farle tenere sto maledetto collarino elisabettiano!! pp.ss. saggio natalizio??? devi assolutamente aprirti un blog!!

    @mia: la foto dello scoiattolo è fantastica!!

    @camden: vero, anche io non mi riconosco…così "immobile" domani vediamo che si dice. grazie!

    @cautelosa: bene, così ci teniamo in contatto! πŸ™‚

  14. Vedi, io che esiste questo dubbio tra dove comincio io e dove cominica il farmaco fino a poco tempo fa lo ignoravo. L’ho scoperto da poco con l’amica Cecile, che ho conosciuto dopo che aveva fatto le sue chemio e adesso con te.

    Il fatto è che ci dovete compatire, uno con tutta l’empatia del mondo proprio non ci arriva ad immaginarle certe cose. E quindi non capisce le conseguenze devastanti che ha sul tuo quotidiano.

    Allora, da ignorante mi permetto di dire un paio di cose: aiutaci. Aiutaci anche parlando, dicendo che sei uno straccetto e soprattutto chiedendo aiuto almeno per le piccole cose, se sei stanca, per esempio, e ti sei scordata di prendere il latte (Ok, è un esempio cretino, ma per chiarire il livello).

    E, per quanto mi riguarda, i bambini intuiscono se stiamo male e cercano di aiutarci come possono. Intendiamoci, non soffrono per noi o al nostro posto, a meno che non gliene diamo noi motivo.

    Ma io in certi periodi che ero molto giù (continuo a fingere di non essere depressa, che è la stagione, la giornata buia o la sfiga cosmica) succedeva che almeno uno dei bambini diventava insopportbile, va a fasi. e non lo fa per stronzaggine, ma per tirarmene fuori, costringermi a mettere la mia attenzione su una cosa diversa, esigere la mamma solita che in quel momnto gli mancava.

    Ecco, a me l’ha fatto capire un’amica, che in quei casi inutile fingere che va tutto bene perché li confondiamo. Basta spiegargli che mamma non sta bene e che ci vuole un pochino di pazienza.

    E spiegalo magari anche a chi di dovere.

    Un abbraccione,
    Mammamsterdam, che ha sempre il complesso di Wonderwoman e con la vecchiaia si accorge che forse non serve 

  15. Non me la sento per ora di aprire un blog.
    Siii, ho fiducia in me stessa, ma non ne ho mai avuta nelle   mie capacità. Non mi sento in grado, tu dirai ma daiiiiiii, e io ti rispondo tempo al tempo.
    Però mi sorge un dubbio, non è che mi volete sbolognare dai "commenti", perchè a volte sono troppo prolissa e parlo anche di me. Spero di no, mi dispiacerebbe.
    Sing sing, sto piangendo, ma va la, sto scherzando!!!!!!
    Per quanto riguarda il saggio, anni fa l’avevano proposto, ma secondo te io avrei partecipato?????? Ma manco per tutto l’oro del mondo, be’ però tutto l’oro del mondo….., ma no dai anch’io ho la mia sporca dignità.
    Sai che vergogna, che coffaggine, però è anche vero: che l’unione fa la forza, mal comune mezzo gaudio e dopo ste due stronzate ti invio virtualmente un grosso bacione!!!!! SMACKETTONE!!!!
    4P  

  16. @4P. eh si è proprio per liberarci dei tuo commenti che reclamiamo un tuo blog!!! ma sei proprio matta?? πŸ˜€  in realtà credo che sia perché vorremmo sapere più di te, perché ci piaci assai!!! ma hai ragionissimo: tempo al tempo. io per un anno ho tenuto un blog assolutamente privato. Poi ho aperto widepeak e poi l’ho richiuso per 3 mesi e poi infine ho fatto outing! per cui ti capisco benissimo. e ti abbraccio tanto (immaginandoti che fai un saggio vestita da folletto natalizio, ah ah ah :D)

    @mammasterdam: ah è un classico dei bambini, ti si attaccano lagnosi tanto più tu hai bisogno di pace, e ti dicono mammacattiva se solo solo ti ritiri un po’. nanimalefici! la mia piccola ogni tanto viene e mi schiaccia il piede apposta…poi si aggira zoppicando anche lei dicendo che ha male alla gamba! sì, bisogna parlare intorno a sé, spiegare, ma a volte proprio non ti va, a volte è un dialogo da soli, sai. come qui. a volte non è che non ci sentiamo compresi (in questo periodo faccio pena addirittura a mia madre che mi riempie di pranzetti e cenette precotte, un vero angelo!!), ma che io non comprendo esattamente a che punto sono e come devo reagire.
    un abbraccio mamy ti immagino nelle brune nordiche ricoperte di pasta madre e già mi fai sorridere πŸ˜‰

  17. Wide, il mio avatar è una marmotta, non uno scoiattolo. Anche se capisco l’equivoco, perchè per farla entrare nei 48×48 pixel l’ho dovuta tagliuzzare un po’ e non è più tanto riconoscibile.
    E nel caso qualcuno se lo stia chiedendo: sì, il suo significato è esattamente quello che sembra: sono una dormigliona!

  18. Oggi ho ripensato molto spesso a questo tuo posto, e mi sono dispiaciuta perché io sono veramente negata a consolare, perché non trovo mai le parole (orsapina). Però credimi se ti dico che sembra impossibile come attraverso le parole del tuo blog io mi sento partecipe del tuo dispiacere, e vorrei poterti trasmettere il mio abbraccio e la mia ammirazione per te!

  19. @mia: grande marmotta! anche io sono una che se può si "abbiocca" al primo letto disponibile πŸ˜‰

    @juliaset: per lilla la variante è "allora sei ciccione/a". molto meglio, grazie mille, mi sto prendendo cura di una gatta sterilizzata depressa e ci riempiamo di reciproche coccole. fa bene!

    @tinkie: a me basta che ci passi e già mi consoli, lo sai. la vicinanza è una cosa semplice, si sente e fa miracoli. un bacione!

  20.  Guarda io quando avevo dolori molti forti all’inizio tendevo ad isolarmi per non far soffrire gli altri, anche perchè mia madre che mi diceva "non ti preoccupare, adesso passa" mi faceva imbestialire. Avevo 15 anni, cercavo di essere stoica. Poi al secondo ciclo di chemio ho deciso di fregarmene, quando volevo piangere piangevo, mi facevo dei bei pianti con mia madre e mio padre, poi mi sentivo quasi libera. 
    Chi non lo prova non capisce.

  21. @cinzia: certo, chi non ci passa non lo può capire.  cazzo, a 15 anni sotto chemio, sei una straroccia. ti eleggo mito della settimana! un bacio e grazie del passaggio che ricambio subito!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...