Intuitismi

Di questi tempi le mie letture, come tutto il resto, vagolano confuse per librerie, sopra un comodino che vacilla per il peso di libri accumulati nei mesi, tra pensieri poco chiari, facilmente incomprensibili.
Dopo la deriva molto profondamente ammmmericana di questi ultimi giorni (il mio Sufjan, Donnie Darko, visioni varie, etc…) ho deciso finalmente di leggermi L’opera struggente di un formidabile genio di Dave Eggers (anche se io lo leggo in inglese, lo faccio sempre).
Bene.
Avrei dovuto intuirlo.
Sapevo che la storia era di due fratelli rimasti orfani in un improvvisato on the road. Ma non avevo proprio riflettuto sul fatto che il romanzo mi avrebbe raccontato nel dettaglio come ci restano, orfani. Ovviamente in ogni romanzo che ho letto negli ultimi due anni c’è sempre qualcuno, al 99%, che crepa di cancro.O forse è più corretto dire che adesso io ci faccio particolarmente caso.
Ma qui è proprio doloroso, descritto nei dettagli… Tra l’altro passando per un episodio per cui sono passata anche io, alla lettera. Cristo santo!
Che poi, intendiamoci, non ho meno voglia di leggerlo il libro per questo motivo. Però devo confessare che questa prima parte è un maledetto calvario. E poi un po’ mi disturba, averlo scelto, proprio adesso, a intuito…
Stessa cosa un mese fa, ho preso questo libro della Allende, La foresta dei pigmei, perché a suo tempo avevo letto le recensioni e sapevo che era un libro per ragazzi (e in quanto tale, inopportunamente ho concluso che fosse innocuo) ma pure lì la premessa è che il protagonista viene mandato con una zia in amazzonia perché la mamma è sotto chemio (tra l’altro questo non lo farebbe nessuna madre, mai, in chemio. Semmai si mette una parrucca e fa finta di niente, ma di certo non manda via i figli. Tsssk, signora Allende, che delusione!).
Insomma, non è che è per caso alla prossima battuta può capitarmi un libro fichissimo e coinvolgente dove tutti campano cent’anni almeno? O sono giovani per sempre?
Tutto questo, tra l’altro, segue un sabato in cui abbiamo visto in sequenza UP piangendo come due fontanelle (meno male che le nane erano troppo prese dai pop corn) e poi, a casa, tutti ancora commossi per quel cartone meraviglioso, ci siamo visti Se mi lasci ti cancello che mi avevano consigliato TUTTE le persone che conosco. Il film si è rivelato talmente angosciante e straniante che Obi si è incazzato da morire e tutta la domenica mi è stato girato di storto. E francamente lo capisco.
Insomma, benché poi ieri abbiamo recuperato serenità, ultimamente ho proprio la sensazione di avere l’intuito scarico e di fare scelte svaganti vagamente inopportune…

 

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7 thoughts on “Intuitismi

  1. Sì, lo so, è una piaga sociale questa dei film/telefilm/libri che fanno fuori le donne e le madri in questo modo… Per non parlare degli evidenti errori nel descrivere la situazione! L’ultima volta mi è capitato con un (pensavo) innocuo film con Meg Ryan…che a dire il vero non so come va a finire, perchè l’ho lasciato metà! Ogni volta che mi capita una cosa del genere devo risollevarmi il morale con due o tre filmati di Checco Zalone su Youtube…

  2. Ne troverai di certo, magari non scritti da papabii futuri premi Nobel, quei bei romanzoni costruiti ad arte, amore, lavoro, un po’ di sano sesso, qualche contrattempo, ma superabile s’intende, e un bel lieto fine….
    Sto pensando a qualche bel romanzone, ma non mi viene in mente alcun titolo…
    Comunque, buona ricerca e facci sapere!

  3. Quando voglio distrarmi e allontanarmi dai problemi quotidiani (cioè quasi sempre), leggo buona fantascienza: in genere le situazioni che gli autori prospettano non hanno contatti con la mia vita. Ora sto leggendo (fra i tanti libri ammucchiati sul comodino) "Straniero in terra straniera" di Robert A. Heinlein, in edizione integrale. Un mattoncino della bellezza di 724 pagine. Mi aiuta a prendere sonno!!!! Chissà se l’idea può esserti utile?Cari saluti.
    MT

  4. Ah, ecco che ti stavi leggendo di Eggers… Sì, lo so, è un cazzottone nello stomaco l’inizio, però quel libro è grandioso. Pensa che il "mio editor" me l’ha indicato subito come grande esempio di scrittura sul cancro. Se non sbaglio anch’io l’ho avevo letto abbastanza a ridosso della prima operazione, però ero in una fase in cui non riuscivo a contemplare la possibilità che avevo corso – o correvo – quel genere di rischio.

    E Se mi lasci ti cancello? Insomma davvero non ti è piaciuto?

  5. @cautelosa: attendo, come sempre, suggerimenti 😉

    @MT: ora recupero info su internet e mi informo…potrebbe essere una buona via di fuga, grazie!

    @julia: 😀

    @giorgi: eh già…però è proprio un calvarietto. però vado avanti comunque nella lettura, è ovvio. non sono queste le cose che mi fermano 😉 ps. se mi lasci ti cancello non c’è piaciuto perché abbiamo l’emotività di un treenne disturbato ultimamente…dobbiamo vedere film lineari, semplici, felici…che ce voi fà!

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