Il coraggio

Il coraggio è una cosetta silenziosa e piuttosto ottusa. Una cosetta che hai dentro, nascosto nelle viscere profonde del tuo essere. Affiora appena appena qualche volta se qualcuno ti tocca tua madre e/o i tuoi figli o gli amici. Altrimenti, in genere, è un animaletto quieto quieto, che si nutre di te e viceversa ti nutre ogni qual volta pensi che non ce la fai. Allora rialza la testa. Fa capolino, sempre discreto, ma ottuso, tignoso, sorridente, feroce.
Il coraggio è quello di Jen e di tante altre donne come lei che scopro leggendo con regolarità
Mothers with Cancer, che pure è molto spesso pieno di inviti alla felicità e alla speranza. Ma adesso Jen sta morendo. Ha due figli: uno ormai grande e uno di circa 8-10 anni. Ha avuto il cancro più di 5 anni fa, e adesso sta morendo per alcune recidive. Da circa un paio di mesi non può più vivere da sola, è andata in un hospice (una di queste istituzioni anglosassoni dove lasciarsi curare nelle ultime fasi della malattia) e ha lasciato che il suo figlio piccolo tornasse a vivere a casa con il padre, con cui lei ha divorziato a suo tempo. Hanno organizzato insieme il cambio di scuola, di casa, di amicizie. Questo padre adesso aggiorna il suo blog per lei. Le porta i figli a trovarla. Risponde ai numerosi sofferti commenti sul blog. E poi durante le visite del finesettimana glieli legge, anche se Jen è sempre più stanca e non ce la fa quasi più.
Il coraggio è proprio una cosa così. Basta andare sul suo blog, vedere la sua foto, leggere e capire con il proprio inglese più o meno smozzicato, capire con il cuore, e scoprire il coraggio, la solidarietà vera, la forza profonda della vita, anche quando la vita scivola via con dolorosa e meravigliosa lentezza.
E giuro che, nonostante le apparenze, questo non è affatto un post triste.

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19 thoughts on “Il coraggio

  1. Sai Wide che grazie a Jen mi sono innamorata dello scrapbooking?
    Sono rimasta incantata dall’amore che ha messo nei suoi splendidi lavori.
    E non trovo le parole per dirle quanta ricchezza mi ha dato leggerla.
    E’ una donna eccezionale davvero e la porto nel cuore.
    Un bacio. Luisa

  2. Ci vuole coraggio per stare da entrambe le parti della barricata…
    E’ il coraggio ha una virtù portentosa: mentre quotidianamente se ne sta rintanato in una scatolina persa nel nostro cuore, si materializza prepotentemente quando più se ne ha bisogno.
    Bacio coraggioso

    Dangerousmind

  3. @perfectpain: grazie, è un libro che ogni volta anche io guardo con la voglia di leggere, ma poi aspetto ancora. come se aspetto il momento giusto per leggerlo, hai presente? un abbraccio a te!

    @Luisa: è vero, è una persona straordinaria, circondata da persone straordinarie, o anche meravigliosamente ordinarie…ma che sono gli scrapbooks? lei ne parla ma io non ho capito bene…

    @dangerous: esattamente!  ps. ah, allora il commento si è smaterializzato nel webworld, chissà…non che fosse niente di eccezionale, come sempre nel mio caso 😉

  4. Guarda qui 🙂 http://www.scrapbook.com/
    Ci vuole tempo e pazienza ma il risultato è spettacolare…
    Immagina un album di foto, pieno di decorazioni,
    ritagli, bigliettini, un po’ collage, un po’ tutto…
    Molto bello, molto caldo.
    Li hai visti i lavori di Jen?
    Il libro di Terzani io lo sto leggendo da molto tempo, troppi mesi.
    E questo mi fa capire che non è un libro che si accontenta dei miei ritagli di tempo. Un libro speciale e profondo che mi riprometto sempre di RI-leggere con il dovuto rispetto e con un po’ di "raccoglimento" in più.

  5. Ho guardato il blog di Jen, le belle foto del suo splendido bambino ed ho cercato di leggere l’ultimo post….
    Davvero tanto coraggio, in lei, nei suoi familiari, in quell’ex marito che ha ritrovato un legame ancora vivo. E mi ha commossa l’immagine di quel ragazzino che "prova" la carrozzina della mamma, chiedendo se sia il caso di inserire la terza, in una ricerca di normalità tranquillizzante…
    Un abbrccio di cuore, cara Wide!

  6. Ho guardato il blog di Jen, letto qua e la i suoi post, sempre più dispiaciuta per lei. Quando sono arrivata alle foto bellissime del suo matrimonio non ce l’ho fatta più a leggere oltre.
    Il cancro distrugge le esistenze delle persone in una maniera assurda.
    E’ vero, nei tempi antichi c’era la peste. Ma ora che il cancro è studiato dall’interno e sappiamo le devastazioni che compie dentro, non penso che sia così diverso.
    Mi hai fatto venire in mente una cosa successa mentre facevo la chemio.
    Avevo salvato i dati di un vecchio hard disk sul mio nuovo pc e ho trovato un libro in pdf. Si chiama Theresa dy Nancy M. Moore. La storia di una donna giovane che si ammala di un cancro al seno molto aggressivo.
    Era in free download molto tempo fa su un sito.
    L’avevo scaricato e mai letto.
    L’ho riletto con avidità quando l’ho ritrovato sul pc. Ma poi andando avanti con la storia che purtroppo si conclude con il peggio, mi ha fatta stare male, avevo così tanta paura.
    La stessa sensazione provata nel leggere il blog di Jen.
    Perché alla fine è quello che lei racconta ciò che fa più paura a tutte noi.
    Ma non sempre si riesce ad affrontare questa paura in maniera così diretta…
    Comunque il coraggio nelle sue parole è evidente.

  7. @ziacris: ognuno ha il suo animale coraggioso dentro, che fa le scelte più opportune, caso per caso

    @giorgi: non so, per me è confortante vedere che esiste un modo di affrontare la vita e la morte con serenità, pulizia, amorevole assistenza e vicinanza. non mi fa tristezza, anche se so che piangerò quando sarà il momento, ma per la sua assenza, non per paura

    @perdix: mi dispiace, non volevo abbatterti. anche perché, ripeto quanto detto a giorgia, per me è confortante piuttosto questo modo di affrontare la questione

    @cautelosa: eh si, la vita corre, i bambini giocano. e si può essere felici, nonostante tutto, anche dopo. la mia ammirazione per il marito è davvero sconfinata. ve lo immaginate qua un uomo che abbia la stessa dignità e senta la stessa responsabilità per una sua ex? io lo trovo difficile…

    @camden: a me non fa paura l’esito negativo delle malattie altrui, né della mia. sono altre le mie paure e riguardano sia la conservazione della propria dignità, sia la costruzione di una felicità duratura per chi ho intorno. trovo sempre invece molto sano questo parlare della morte come una cosa che esiste, e sta per accadere. qui abbiamo una tale fifa solo di nominarla…

  8. @silvia: bello trovarti qui! (anche se ti sei beccata un post un po’ complesso..ma quali non lo sono?) spero che visiterai anche gli altri link e che possano esserti vicini come a me!

  9. Non vado a vedere il blog di jen, tutti i giorni lo vedo, quando lavoro, sono medico, in un grande ospedale, radiologo. Il coraggio però è strano! E se fosse altruismo? Cioè, avere a cuore gli altri come la propria persona! Fino alle estreme conseguenze.

  10. @gianlucaroma: quello che colpisce me soprattutto è la forza e la dignità di chi ti sostiene che non è affatto scontata…le estreme conseguenze poi sono i confini della nostra vita, non c’è niente di male ad esplorarle. anzi. credo. grazie del passaggio, ora ricambio da te.

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