Volentieri

Ogni giornata al Day Hospital è una sfida al buonumore. Da una parte sei contento che qualcuno si prenda cura di te, dei tuoi piedi sanguinanti e tumefatti, del tuo spirito provato. Sei anche contenta di avere delle ore autorizzate in cui – nell’attesa – puoi semplicemente leggere o ascoltare buona musica. E sei pure contenta, diciamocelo, di aver di fronte qualcuno a cui puoi dire quanto  faccia maledettamente male, perché ti devono aiutare a farlo passare, mentre se lo dici a tua madre o al tuo compagno, rispettivamente si innervosiscono o si deprimono. Gli altri tagliano corto. (Li infastidisce, non so. E sì che non passo ore a lamentarmi. O forse si, e non me rendo più nemmeno conto).
D’altro canto è tosta passare ore in attesa sempre completamente sola, circondata di vecchi. Bravissime persone certo, benché abbiano la tendenza a banalizzare qualunque cosa e a lamentarsi cento volte più di te e a trattarti di merda perché "tu sei almeno sei giovane".
(E solo chi è nella mia condizione può capire la rabbia inesprimibile e meschina che può generare una frase del genere.)
E’ ancora più tosta quando piove, quando sei fisicamente molto provata, quando proprio all’ingresso, mentre corri a prendere il numeretto per il prelievo – in ritardo e zoppicando -, una viscida manina si appoggia sulla tua spalla e uno sguardo pietoso ti ferma.
Le volontarie.
Mi hanno sempre rotto le palle, lo confesso. Se ne parlava anche con Marco qualche tempo fa.
Non ho dubbi che siano persone bravissime, animate dalle migliori intenzioni. E che facciano uno splendido, ammirevole lavoro nel 99% dei casi. Confesso anche un certo senso di colpa a dirlo, ma è innegabile: nella mia personalissima esperienza, i volontari che ho incontrato dall’inizio della mia convivenza forzata con gli ospedali, sono stati sempre fastidiosi e inutili, maldestri e indiscreti. Alcune volte dannosi. Come oggi.
E’ solo perché ero di corsa e stupita dal gesto, che non ho ribattutto come avrei voluto. Perché:
a) non mi toccare;
b) chi cazzo sei, non ti conosco;
c) non mi toccare.
Un vero attentato alla mia buona volontà, alla mia esauritissima pazienza. Al mio spirito natalizio. Alla mia fisicità piuttosto nordica.
Le volontarie.
Nel casino di questa giornata di medicazioni sofferte, sospensioni della terapia, pioggia, auguri di buon anno, buon-anno-de-che e grasso postnatalizio, beh, almeno delle volontarie avrei fatto volentieri a meno.

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9 thoughts on “Volentieri

  1. I volontari sono pericolosissimi. Tutti i tipi di volontari. Da quelli della protezione civile a quelli negli ospedali. I volontari, nell’1% dei casi, sono animati da egoismo spinto alla massima potenza unito all’incompetenza (non richiesta, peraltro: sono volontari). Roba da analisi coatta. E dovresti pure ringraziare che ci sono.
    Guarda caso, tutti becchiamo l’1%.
    No, grazie. Voglio professionisti, anche stronzi. 
    E tu non sentirti in colpa a scrivere verità.
    Frittino

  2.  Una volta mandai a quel paese una volontaria che mi disse: "Oh, sei la più giovane, coccolata da tutti"…
    Ma sono cose da dire a una ragazza di 15 anni che sta facendo la chemio?
    Per quanto riguarda il dolore, è normale che le persone a te vicino si deprimano o comunque non riescano a capire…

  3. @frittino: deve essere un 1% bello pieno di persone allora!

    @cinziainthemiddle: sì decisamente un commento geniale…e io pensavo che rompessero le palle solo a me…ps. si, gli altri si deprimono, però che palle, eh?!

  4. Sarò strano io, ma il mio concetto di ciò che dovrebbe fare un volontario è "io, medico, infermiere o uomo delle pulizie ti dico cosa fare e tu scatti, altrimenti zitto ed in un angolo"… brutta cosa la sindrome dell’eroe e/o del buon samaritano.

  5. A me invece è andata bene, forse è stata pura fortuna, ma mi pare che le volontarie attive nel centro a cui mi rivolgo siano piuttosto discrete.
    Ce ne sono sempre un paio all’ingresso, con un banchetto di informazioni: ho chiesto aiuto le prime volte, quando non riuscivo a trovare la strada per gli ambulatori e mi hanno accompagnata; anche al day hospital le ho viste solo accompagnare qualcuno, mai cercare di avvicinare i pazienti che non avessero richiesto la loro presenza.
    Durante il ricovero una è venuta l’8 marzo a portarmi un rametto di mimosa e poi è tornata a trovarmi un’altra volta, ma solo perchè è la mamma di una mia amica.
    Sarà mica che mi sono "salvata" perchè fanno parte di un’associazione legata al tumore al seno e io invece avevo un sarcoma?

  6. Mah, io non le ho mai avute tra i piedi. O forse sì, quando sono stata ricoverata per assenza di globuli bianchi una decina di anni fa. Mi sembrarono discrete, a dir la verità, ci scambiai due parole due, niente di più. Marco/Frittino, io direi che invece in molte occasioni i volontari servono e come, però la loro utilità dipende molto da chi li coordina e, soprattutto se non è un volontariato episodico, come può essere quello nei casi di alluvioni, terremoti ecc., dalla formazione.
    Detto ciò, cara Annuzza, capisco il tuo spirito provato, la tua rabbia per i vecchietti egoisti, il tuo fastidio per i volontari non richiesti. Spero che con la sospensione della terapia arrivi un po’ di sollievo e di carica per ricominciare. baci

  7. @aries1974: eh già, nel caso specifico si tratta di persone che anche volendo non credo possano proprio fare di più che andarti a prendere un succo, l’acqua e fare due chiacchere. se aggiungessero anche il silenzio alle loro qualità però sarebbe senz’altro meglio…

    @miasorriso:  c’è una gran differenza tra il volontario "generico" e quello di una determinata associazione…almeno credo. a ripensarci già quando ero ricoverata per la nascita di lilla (stesso ospedale delle cure attuali), queste volontarie venivano a svegliarmi nelle pause da allattamento (e già le detestavo) per "fare due chiacchere"

    @giorgi: è vero, dipende da chi li coordina. nel mio caso basti dire che medici e infermieri chiamino le volontarie "le veline del dh" !!!

  8. @cautelosa: hai ragione, è un compito delicatissimo, per questo quasi mi sento in colpa a criticarli…eppure a volte ho proprio la sensazione che dietro alla disponibilità di volontari non ci sia un vero sostegno, organizzazione…per cui non è neanche colpa loro…

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