Ansie da prestazione

La verità è che ieri avevo un sacco paura. Avevo paura che avrei guastato la festa dell’incontro con le altre. Avevo paura di essere troppo grassa, troppo chiaccherona, troppo visibilmente ancora in cura, invece che fuori. Troppo nervosa.
Perché anche se siamo tutti adulti, ormai non mi capita più spesso di conoscere persone nuove, alle quali vuoi fare una buona impressione, con le quali devi trovare il modo di parlare, rischiando che la tua faccia di gomma possa essere interpretata male.
La verità è che sono spesso scema, e appena ho incontrato Rosie in stazione e poi quando siamo scese insieme dal treno e ci siamo incontrate con le altre, la mia "ansia da prestazione amicale" si è dissolta.
Ci conosciamo bene noi, non c’è niente da temere. Ziacris è molto più morbida e tenera di quanto voglia apparire, AnnastaccatoLisa e Sissi sono molto più giovani e ancora più luminose, Mia, Julia Rosie e io ormai abbiamo la confidenza di vecchie compagne delle medie. Il Principe e il Ferrari sono stati cavalieri e vittime innocenti e perfette di qualche risata benevola. Milva e Giorgia non non hanno potuto esserci, ma sono certa che saremmo state bene tutte insieme e che presto lo faremo di nuovo anche con loro.
Ieri sera provavo a spiegarlo a Obi, che mentre parlavamo a tavola ero tranquilla nel parlare di tutto, di niente, di cancro, senza temere che i miei interlocutori potessero irrigidirsi, impaurirsi, trovarsi in imbarazzo. Questa libertà è così rara per me, così preziosa. La certezza che chi sta intorno a te sa bene come te tutto quello che c’è da sapere, ti rispetta automaticamente, meravigliosamente ti vuole bene e non potrebbe ferirti mai.
Sono molto orgogliosa di questo incontro, di essere riuscite a organizzarlo nonostante le vite frenetiche di ognuna di noi. Sono contenta che l’idea di progettare insieme piccoli pezzetti di futuro sia il naturale sviluppo del modo in cui siamo, senza protagonismi, ambizioni e piccole faide. Sono contenta perché passare dal virtuale al reale non si è rivelato traumatico e nemmeno forzato.
E che non avevo nulla da temere, ma solo di che essere felice. Ecco. Siamo proprio forti!

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23 thoughts on “Ansie da prestazione

  1. Che bello quando la rete ti fa incontrare persone con cui ti trovi bene come se vi conosceste da una vita! Io ho provato la stessa sensazione col giro delle mammeblogger milanesi: quando usciamo insieme, una volta ogni tot mesi,  riprendiamo il filo del discorso con grande naturalezza e mettiamo in tavola qualsiasi argomento. E la cosa più bella è che probabilmente nella vita "reale" non ci saremmo mai incontrate, perché siamo persone con gusti e abitudini molto diversi.

  2. Belle queste tue parole. Io, vecchia di malattia (e non solo) ho provato tante volte emozioni simili. Ed è sempre uguale, un attimo e ti ritrovi in sintonia con persone che sono lontane da te, che non avresti mi incontrato nella vita. Il comune denominatore, però, quel buco stretto per il quale siamo passate, ci ha rese uguali nelle emozioni, nelle paure, nelle incertezze. Avere PROVATO su di noi cosa significa avere il cancro ci rende positivamente uguali.
    E’ da ieri che sono molto arrabbiata con il mio rene pazzo che non mi ha permesso di vedervi a Bologna, ma assolutamente dobbiamo incontrarci presto. Forse a Roma, o dove volete. Stavolta non manco di sicuro. Milva

  3. Hai colto un aspetto di questi incontri, e che poi è quello fondamentale, del quale anche io ho parlato molto con Federico.
    Il fatto di poter parlare liberamente della nostra malattia, della chemio, di cicatrici e problemi vari, sapendo che dall’altra parte ci sono persone che capiscono.
    So bene cosa significa vedere le strane espressioni della gente che invece non sa bene di cosa tu stia davvero parlando e assume quella mimica facciale che forse io sbagliando interpreto come: "poverina, quanto mi dispiace…però in fondo, sotto sotto, meno male che è successo a te e non a me…"
    Ecco tra noi non è così, siamo libere di essere sincere fino in fondo senza suscitare atteggiamenti di finta pena.
    Questo lo apprezzo davvero tanto, ed è una delle cose più belle di quando ci vediamo…

  4. Ecco le prole giuste, nessuna di noi si è sentita sotto la lente, nessuna di noi si è sentita guardata "male", ci siamo gaurdate, misurate e pesate per quello che siamo, perosne, donne adukte che hanno e stanno tuttora lavorando per sè stesse, e se trovano qualcuno che le aiuta, ancora meglio

  5. A me è capitato a diversi raduni del forum: e la sorpresa di trovare persone con cui ci si incastra come pezzi di puzzle non si esaurisce mai. 🙂
    Sono contenta che vi sia capitato.
    Tintaglia

  6. Ecco le parole giuste, cara amica…sentirsi tranquille nel parlare di chemio (per esempio) mentre mandi giù una forchettata di tagliatelle, e alternare risate, momenti commoventi, battute, confessioni e progetti, così, in maniera assolutamente anarchica e naturale…ganzissimo! Un bacione anche da parte del mio consorte.:-*

  7.  Immaginavo che sarebbe andata così, per questo era così forte il dispiacere per non essere lì a provare con voi tutte le sensazioni che ognuna sta raccontando. Era già successo, in piccolo, quando ho incontrato la prima volta Rosie, e la prima volta che ho incontrato te, Anna, e la prima volta che ci siamo viste insieme a Rosie e Mia. A dir la verità ho sempre avuto delle felici sorprese negli incontri dal blog alla vita, ma nel nostro caso c’è un doppio denominatore comune che ci rende ancora più affini.
    L’idea di Milva mi pare perfetta… Roma, a breve 

  8. @lanterna: verissimo. in effetti ci vorrebbe una nuova definizione che parli del mondo che si viene a creare quando quello reale e quello virtuale si toccano. è una dimensione diversa, no?

    @milva: intanto però mettilo a riposo quel povero rene e poi sì, sento che comincio a prenderci gusto a questa dimensione di libera e rispettosa affinità, dobbiamo organizzarci presto per un nuovo incontro!

    @aries1974: grazie, si in effetti non siamo niente male 😉

    @camden: si, la finta pena è una cosa pessima. ma ancora peggio quello sguardo ferito di chi ti vuole bene ma non capisce, non può (e meno male), quando fai una battuta sul cancro…

    @ziacris: e la cosa rara è che continuo a ripensare a delle cose che ci siamo dette, altre ne vorrei approfondire, mi vengono domande, insomma, si risveglia il cuore e la mente. felicemente

    @AnnastaccatoL: oh yeahhhhhh!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    erm
    ops
    si la pianto anche io

    @fourpi: e devi vedere che fisicacci, fourpi!! 😉

    @tintaglia: bellissima l’immagine del puzzle infinito, perché dà proprio il senso delle milioni di immagini che gli incontri fortunati riescono a creare!

    @juliaset: mi piace la definizione di comunicazione anarchica e naturale, mi fa immaginare noi tutte in stile figlie dei fiori. Mica male, no? (te lo immagini!! ah ah ah) saluti anche al consorte!

    @all: ero io, wide, sloggata…per inserire ‘sto widget di anobii, sto facendo un po’ di casini, speriamo bene!

  9. @giorgi: stavamo scrivendo nello stesso momento. Beh certo, Roma sarebbe assai comoda…ma anche un bel casale in umbria (io sogno sempre delle piacevoli fughe come vedi;) )

  10. Ansia da prestazione? Paura di guastare la festa?
    Meno male che ti è passata da sola, sennò te la facevo passare io…

    Sai una cosa?
    Non è perchè abbiamo in comune la malattia.
    Non è perchè parliamo senza imbarazzo di chemio e cicatrici.
    Non è per questo che non avevi nulla da temere.
    È perchè TU sei una persona speciale, a prescindere dal cancro.

  11. Questa volta non riesco a non commentare. Oso parlare anche per il Ferrari confidantoti che è sempre un piacere conoscere donne intelligenti. Non posso che essere soddisfatto e orgoglioso del mio ruolo di "vittima". Sono davvero contento anch’io di avere conosciuto tutte voi.
    Il Principe

  12. Allora…
    Dovete farlo più spesso!!! E per quattro buonissimi e validissimi motivi.
    Primo, perchè lo dico io. Sono più grande e grosso di tutte voi, e questo conterà pure qualcosa, no?
    Secondo, perchè vi fa bene. Anzi, vi fa molto bene. Anzi, vi fa un bene della madonna.
    Terzo, perchè vedere l’espressione raggiante di Mia dopo questa giornata è il più bel regalo che potevate farmi.
    Quarto, perchè se disubbidirete sarete sottoposte ad una terribile tortura: L’ascolto coatto e senza soluzione di continuità della discografia completa di Nino D’Angelo, Gigi D’Alessio, Raffaella Carrà e Mario Merola.
    Ocio, Eh?

    Un bacio a tutte.
    Nato

  13. Ahahahahah, questo commento è tropppooooo, ragazze Nato fa sul serio,
    se posso, aggiungerei il pezzo a intermittenza del ritornello del Principe, Pupo e l’altro… non mi ricordo.
    ahahahah ,
    Fourpi che ride ancora

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