Chiedere aiuto

Il post di ieri non lo avevo capito. Pensavo di voler scrivere di una cosa, ma da come avete reagito, ho capito di averne detta almeno anche un’altra e forse con più forza di quanto non credessi. Pensavo di aver parlato di normalità, del fatto che intorno a me le persone abbiano raccolto la mia adattabilità forse con un sollievo eccessivo senza rendersi conto, e come potrebbero, del senso di fragilità in cui vivo. E invece stavo parlando, e molto, del senso di solitudine legato alla malattia. Forse ho calcato un po’ il lato "librocuore" della mia vicenda, ma mi rendo conto che avevo bisogno di farlo per sfogare il disagio e il senso di abbandono.
Se un giorno dovessi dire alle mie figlie le cose più importanti che ho imparato nella mia vita, chiedere aiuto sarebbe la prima. E mettendo l’orgoglio da parte, di aiuto ne ho chiesto in questi due anni e mezzo. E mi è stato dato. Da Obi soprattutto, ma anche da mia madre, mia suocera, le mie cognate. In modi piccoli, a volte inadeguati, a volte insufficiente, a volte inimmaginabile.
Quell’aiuto che mi suggerite di chiedere a gran voce però è un aiuto che non si può chiedere. E’ quello che ognuno di voi mi ha dato subito spontaneamente. Ho la sporta piena di panini virtuali (e anche una torta salata) per domani quando farò l’ennesima chemio. Ed è bellissimo. Mi ha commosso davvero tanto.
Ma se dovessi andare a dire alle persone che mi vogliono bene e sono anche preoccupate per me, e lo so che lo sono, se dovessi dire loro, "perché non vieni mai con me? perché non passi mai a trovarmi?" come credete che si sentirebbero? In un secondo le farei sentire malissimo perché non ci hanno mai pensato da sole loro prima. E francamente non ce la faccio a gestire pure questo senso di colpa. Anche se io sono convinta che sia un problema di buona fede. E credo che sia la loro paura ad avergli impedito di guardare negli occhi quello che significa una malattia. Che sia la loro paura per me e anche per se stessi. Ma questa paura è una cosa loro. Io non posso e non voglio aiutarli a uscirne.
E poi, lo sapete, certe cose non si possono chiedere, se non vengono spontanee. Chiedere l’aiuto concreto non è semplice, ma lo abbiamo imparato. Chiedere a qualcuno di condividere la tua strada è impossibile. Per strada, le persone ci scendono con te, oppure no.
Insomma, forse io non ho la forza e la voglia di prendermi la responsabilità di far stare male chi mi vuole bene, ma non sa aiutarmi. O forse lo sto facendo qui.
O forse non sono quelle che credevo le persone che possono aiutarmi come avrei bisogno, ma siete voi come è successo ieri.
E allora raccolgo la sporta d’amore che mi avete riempito fino all’orlo, me la carico nello zaino e prometto di sentirmi molto meno sola d’ora in poi.
Perché di fatto lo sono molto meno.

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25 thoughts on “Chiedere aiuto

  1. mia sorella è stata molto ma molto malata. non avevamo prima della malattia l'abitudine a trascorrere molto tempo assieme pur volendoci bene.Un legame forte ma scandito da vite diverse, abitudini diverse e pure compagnie diverse.E' arrivata la malattia e non ne è stata individuata subito la gravità.Compagnia ed aiuto li ho centellinati per non dare peso alla cosa. Temevo che vedendomi assiduamente si preoccupasse + del dovuto. Poi piano piano ho aumentato la mia presenza perchè avevo capito che le faceva piacere ma quanta paura ho avuto di sbagliare e quanto sono stata contenta di esserle vicina.Probabilmente anche i tuoi cari pensano, vedendoti forte e abbastanza serena, che un'invasione non sia gradita.Senza chiedere direttamente ci sono molti modi per fare capire le proprie necessità.Forza, wide, aspettano solo un tuo cenno..ne sono sicura.chicca 

  2. Wide, la penso come Chicca e mi sa che non è casuale visto che anche lei ha vissuto lo stare insieme ad una persona malata ed anche lei ha fatto attenzione a dove metteva i piedi per non far casino.Del resto se io fossi nei tuoi panni penso farei lo stesso. Cioè, non so se sarei altrettanto coraggiosa e lucida che una si immagina in certi frangenti e poi quando davvero accade scopre di funzionare in modo davvero diverso.Però anch'io sono una che si ritrae molto facilmente non per timidezza (ah proprio no!!) quanto per un misto di orgoglio, non voler pesar sugli altri e tutte le cose che dici tu in questo post. Quindi credo di capire cosa intendi e penso che forse io farei uguale.Insomma, era solo uno spunto di riflessione ed un abbraccio virtuale e mi sembra che siano arrivati entrambi, da lì in poi il capo sei tu :-)))

    Come la vuoi la torta??? fammi sapere che domani te la trovi precisa nella sporta :-)/graz

  3. Ho letto il tuo post di ieri e ho avuto un pò di difficoltà a commentarlo, mi sei sembrata così piena di rabbia e, ho pensato, a ragione! Scrivere cose consolatorie o di presenze virtuali mi pareva troppo piccolo rispetto alle cose che avevi scritto. Forse mi sbaglio, non so. Oggi ho letto queste altre cose: credo che chiedere aiuto sia giusto ma neppure io lo faccio perchè mi sembra di mettere in difficoltà le persone, persone a cui voglio bene, ben inteso. E' vero che poi ci si sente in colpa di aver fatto sentire in colpa qualcuno. Questa cosa, il non chiedere, a me da una grande forza anche se è dura e difficile. Penso che dopo questo ogni cosa sarà facile. Che è una gran prova. Scusa di questo discorso un pò contorto e poco confortante. Mi va di dirti che ti ammmiro e ti penso spesso anche lontano dal blog ma che mi viene anche voglia di abbracciarti. C.

  4. Ieri ho letto il tuo post, ma non ce l'ho fatta a commentarlo.Oggi però ci provo.  C'è molta dignità in quello che scrivi. E altrettanto coraggio. E' da ieri che penso al profondo significato del dire che nella vita a volte le cose vanno affrontate a testa bassa, non per rassegnazione ma come una testa d' ariete. E chi ha provato la sofferenza e la voglia di reagire allo star male, credo capisca bene cosa intendi. Io ho un amico saggio che dice che purtroppo ci si abitua a tutto. Anche alla sofferenza. Un' altra mia amica poi dice che quando hai preso troppe botte al cuore, il cuore non ti fa più male. Ma questo non c'entra niente con la voglia di reagire che non deve mancarti per andare avanti. Io ti ammiro. Sei una donna forte e a me le donne forti piacciono. Vorrei averti come amica, amica vera, in carne ed ossa. Non solo come blog amica. Se fossimo amiche però non so se avrei la forza di starti così vicino, come vorresti chiedere giustamente alle persone che sono intorno a te. A volte tanto più vuoi bene ad una persona, tanto più ti proteggi perchè vedere che sta male ti fa male…che giro di parole, ma capisci cosa voglio dire? Io ti abbraccio, fortissimamente. Spero davvero che il nostro calore ti arrivi domani, quando sarai su quella poltrona. Credimi, per te domani mattina ci sarà un pensiero da parte mia. Ah, volevo anche dirti che tutte le volte che leggo la storia del gatto con gli stivali alle mie pata…come succede a te, anche per me li c'è un pensiero per te e per le tue cucciole.

  5. Anche io non sono riuscita a commentare il tuo post di ieri, non sapevo che dire, mi hai scatenato un mucchio di pensieri, il primo dei quali è stato correre a farti un bel panino, o se ti piace la pizza (con la macchina del pane, perché a impastare non sono capace). Poi ho pensato se anche io, attorno a me, ho qualcuno che ha bisogno e che non aiuto o aiuto in modo inadeguato. Insomma, sei proprio entrata a far parte della mia vocina della coscienza!

  6. Nel mio primo commento mi riferivo proprio alla spontaneità, avere un qualcosa, un po' di compagnia senza  chiederla.Rispettando i tempi e i modi di colui che ha bisogno di noi.Se la cosa non funziona, nessuno deve rimanerci male, si è abbastanza grandi per capire e magari proporsi ancora di volta in volta, secondo me non c'è una regola fissa.Non ti devi porre il problema di chi non riesce a condividere fino in fondo con te questo cammino, ma di chi lo vorrebbe, ma è timoroso.Quando hai voglia di parlare ad alta voce, ci siamo noi, comunque io domani mattina sono lì con te e ci pappiamo due bei cannoli siciliani.Slurp un abbraccioneconbaciottone4 P

  7. Sono pronta con i cannoli siculi, appena fatti, posso………Mi sta venendo in mente una cosa, sarà anche una cazzata, ma te la dico lo stesso.La chemio se te la iniettano nel braccio a sinistra, il destro è libero, se uno volesse potrebbe portarsi il pc.??????Non ridere, Annette!!!!!!!Baciobaciobacio4 P

  8. Questo post, ancora più del precedente, copisce il bersaglio, e bene. Fin dal periodo degli interventi e delle terapie mi sono trascinata dietro una serie di piccole incomprensioni che ora, a emergenza quasi finita, sono tutte risalite a galla. Fa male scoprire che qualcuno, all'interno della propria cerchia di affetti, non si è accorto che la tua organizzazione nascondeva la paura che tutto andasse fuori controllo, che il tuo chiuderti e rivolgerti all'esterno per avere conforto servisse solo a proteggere gli altri (magari prendendo una cantonata), che lo scegliere un caregiver piuttosto che un altro fosse pensato come un gesto di amore per entrambi. Io ho fatto diversi sbagli, tutti in buona fede, di cui però ora non mi sento in colpa per niente. Il mio carattere è cambiato, si è limato in certi punti e si è indurito in altri, ma non ho perso la mia solarità e la tenerezza verso il genere umano, per fortuna, e ora so che lo devo prima di tutto a me stessa e poi alle persone che mi hanno dato quellìaiuto spontaneo e semplice di cui parli tu. Ora riconosco meglio l'indifferenza, l'egoismo, l'incapacità di essere d'aiuto delle persone (e so che spesso hanno una ragione d'essere, per carità), ma più vado avanti più ne prendo atto senza starci male, perchè credo di aver sofferto abbastanza senza essermela cercata, e quando posso evitare il dolore inutile lo faccio e basta, semplicemente.Ancora un abbraccio, buon w.e.!:-*

  9. @/graz: naa oggi niente torta, dai, con pasqua in arrivo devo stare attenta alla dieta!!! :D@perdix: come sempre tu cogli molto bene il senso di quello che voglio dire (e magari lo capisco solo dopo che l'ho detto) perché essere spesso sola è una situazione che fa parte della malattia e che forse non è necessario cambiare. voglio dire che la solitudine è anche parte della mia forza. in ogni caso è il modo in cui sono. quello che uno desidera dagli altri sarebbe solo un po' più di comprensione, che però è impossibile e forzare la comprensione è altrettanto ingiusto, non sarebbe poi nemmeno quello che vogliamo@yayabmamma: grazie amica! virtuale o meno, fa poca differenza nel bisogno :)@tinkie: il tuo commento ha generato immediatamente una tale voglia di pizza che ieri con le nane ci siamo messi i grembiuli e abbiamo prodotto una quantità industriale di margherita. ahhhh, fantastico! grazie. un abbraccio!@ziacris: sapessi il tuo commento dell'altro giorno, come mi ha ridotta. ti sono stata così grata, ma mi hai anche così emozionato…un abbraccio zietta!@fourpi: eh eh, infatti avevi detto benissimo. comunque preferisco la vostra compagnia virtuale a quella reale, mi sa…con tutte le leccornie che mi avete proposto, chi si accontenta più del panino!!!@fourpi: scherzi! obi l'anno scorso a natale mi ha regalato un micro pc proprio per questo, magari non durante l'infusione di chemio (che lì è proprio un po' stretto e scomodo) ma per le lunghe attese e infatti, anche se lo uso poco, quel pc resta uno dei regali più meravigliosi che abbia mai ricevuto perché mi dà la possibilità di portarvi con me ogni volta che ce n'è bisogno!!! :D@juliaset: si, immagino che tu abbia capito benissimo quello che intendo. e in verità forse – me ne sono accorta scrivendo – il problema per me è che ancora ne soffro un pochino e devo imparare invece a fare come se non ci fosse. come se non fosse quello importante, come è infatti. ma come sai ci sono i momenti di down. e meno male che c'è questo bloggastro che me li fa tirare fuori, sennò sarei un mostro!!

  10. Ah, vedi, queste sono le soddisfazioni, mettere voglia di mangiare la pizza (vedo che ti fa lo stesso effetto che fa me, la sola parola mi fa venire l'acquolina in bocca), stasera la faccio anche io!

  11. Solo per dirti grazie, Wide, per il post di ieri e per qullo di oggi; grazie per quello che pensi e per quello che dici. Alcune delle tue frasi sono cosi' intrise di verità che mi danno da pensare per giorni. "Chiedere l'aiuto concreto non è semplice, ma lo abbiamo imparato. Chiedere a qualcuno di condividere la tua strada è impossibile. Per strada, le persone ci scendono con te, oppure no." eih, ci sta ancora una briciola d'amore nella tua sporta?

  12. Cara Wide è un percorso lungo, faticoso, irto di tante difficoltà sia nostre che di chi ci circonda e queste difficoltà rimarranno sempre, ci sarà sempre qualcosa di non detto, qualcosa che ci ha disturbate che continuerà a disturbare e non avremo mai il coraggio di confessare agli altri. fa parte del gioco? Non lo so, so solamente che chi ci sta a fianco ha ancora più paura di noi, ha paura dei modi, dei tempi, delle parole, del nostro cambiamento veloce e repentino. Certo gli anni passano, i ricordi si diluiscono, ma il cambiamento epocale avvenuto in noi, nel nostro fisico e nel nostro carattere rimane, a ricordo perenne di quello che è accaduto e niente e nessuno potrà mai toglierci da dosso lla sensazione di quello che abbiamo passato, la nostra paura, paura di morire e paura di disturbare per chiedere aiuto, per chiedere una carezza quando a noi fa comodo, perchè magari in quel momento ne abbiamo bisogno per rimettere assieme il nostro equilibrio, le nostre certezze, certezze che sono basilari e importanti durante tutto il percorso. Noi abbiamo paura, noi non capiamo quello che ci sta succedendo, ma chi ci sta a fianco è terrorizzato da tutto, ma con questo non li giustifico, perchè basta poco per passare oltre, basterebbe da parte loro un minimo sforzo per calarsi nei nostri panni, visto che noi facciamo tanto per calarci nei loro, per non disturbare più di tanto il loro mondo fatto ancora di certezze che a noi sono state tolte per sempre.In bocca al lupo Wide e sappi che qui ci sarà sempre qualcuno che ti penserà nei momenti bui, non disturberà ma se tu vorrai disturbare ci sarà sempre

  13. Ecco, son partita con un commento, poi ho iniziato a sproloquiare e mi è uscito fuori un post dei miei.Però voglio dirti che mi hai stupito davvero, con questa tua lucidissima analisi, sono cose che sentiamo tutte, dentro, e tu le hai tradotte in parole.buon weekend : )

  14. http://bianc[..] DELLA FORZA E DELLA FRAGILITA' OVVERO DELLE DONNE Premetto che questo è uno dei post più difficili che mi sia capitato di scrivere, ma è da ieri che mi gira in testa. Tra i miei link, ci sono dei cosidetti e sono tra i blo [..]

  15. BWUHAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!Ecco, piango!Come questo tempo autunnale fuori dalla finestra.*Commossa**Commossa**Commossa*Bacini al miele di scorta alla sportaOrsALè

  16. Mmmh, sono ancora in tempo pff..ff  che corsa.Volevo arrivare in tempo a darti un bacione, perchè fra pochi minuti è venerdì, e domani giornatina alticcia, se ben ricordo.Buona notte Annette

  17. Ho commentato prima il post di Bianca, perché mi veniva più facile. Questo, ogni volta che ci ripasso, mi fa venire in mente tante cose ma poi non riesco a mettere nulla nero su bianco.Io oggi ho una cazzata: ho un mal di denti che non so come evolverà, non so nemmeno più se è solo il dentone come scrivevo da me. Partiamo cmq per Levanto, ché almeno, se devo soffrire durante le vacanze, almeno soffro al mare. E la mia preoccupazione principale non è star male o non godermi la vacanza: non voglio rovinare le vacanze alla mia famiglia e contemporaneamente, se starò tanto male da non poter fare qualcosa con loro, mi dispiacerà di non essermi goduta i loro momenti belli. Probabilmente cercherò di non far vedere quanto sto male, probabilmente cercherò di cavarmela da sola e di non dare disturbo a loro. E loro, dopo un attimo di "sei sicura?", mi crederanno e si faranno i fatti loro.Tutto questo per uno stupido mal di denti, che per me è un problema.Mi basta leggerti per ridimensionare le mie pretese e le mie incazzature.Grazie!

  18. @all: ragazze, grazie a tutte per i vostri commenti. a questi ultimi due post ognuno di voi ha risposto con commenti molto sentiti ed elaborati. ognuno di voi mi ha lasciato qualcosa di suo, al di là del semplice e sempre felice passaggio. vorrei rispondervi singolarmente, ma oggi sono stanchissima, niente di grave, solo chimica, immagino. ma con le nane a casa ormai da una settimana, non ho avuto molto tempo per recuperare e adesso comincio a risentirne. vi abbraccio tutti/e!

  19. C'è solo una cosa su cui mi sento d'insistere: secondo me dovresti cercare di rimuovere dal tuo vocabolario e dall'orizzonte dei tuoi pensieri il senso di colpa. Il senso di colpa è una trappola, Anna, che ci fa macerare in un dolore immotivato che si aggiunge al dolore che invece ha un senso, e che richiede tutte le nostre energie per sopportarlo e superarlo. Soprattutto quando la colpa proprio non esiste, non c'è. Se non vuoi chiedere d'accordo, ma se lo fai per paura di urtare le suscettibilità di chi dovrebbe provare a metterle da parte, almeno con te, allora no, ti prego.Sono contenta se qui, grazie a quello che scrivi e che ti scriviamo, ti sembra di alleviare la solitudine. Ma vorrei tanto che qui, il blog, fosse un supplemento di aiuto e non la sua sostituzione.Abbracci, coccoline e buoni riposi con Obi  e le nane.

  20. Ho letto il commento di Giorgia, cara Annette, e trovo che le sue parole sul "senso di colpa", siano da tenere ben in considerazione.Ma come dicevo alla mia amica D. che non voleva mai chiedere aiuto, si lamentava con me, piangeva, perchè con la malattia si erano in un certo senso allontanati un po' tutti. Forse per riguardo, forse per non disturbare, forse per paura, forse per superficialità, forse e per tutti i forse del mondo non era un problema suo e non è un problema tuo.Posso capire che "chiedere" sia limitante, perchè dovrebbe essere un qualcosa di spontaneo, che viene da sè, ma il sentirsi in colpa di provocare dispiacere in chi ti vuole bene anche se lo capisco e ci sta come ragionamento, lo diceva anche Marco, la mia amica D., il mio cognatone non deve prendere il sopravvento su tutto.TU NON HAI NESSUNA COLPA, è questo destino di merda che  ti ha fatto lo sgambetto. Non è colpa tua, fallo entrare questo concetto in quella testolina, tieni le forze per te, è chi non si comporta come tu vorresti che deve avere i sensi di colpa.Ti sono piaciuti i cannoli????????AbbraccionebaciottoneFourpi

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