Scossa

Adesso ho bisogno di leggere questo più e più volte

ALLA SPERANZA

Quando solo siedo al mio focolare,
E odiosi pensieri mi vestono di tristezza,
Quand’anche i sogni vengon a meno all’occhio della mente,
E non ci son fiori per la nuda brughiera della vita,
Tu, dolce Speranza, profumami di magia:
Sì, portami via sulle tue ali d’argento.

Se, colto dalla notte dove i rami intrecciati
Escludono il raggio lucente della luna,
il tetro Sconforto impaurisse i miei pensieri,
E, accigliato, fuggisse la dolce Allegria,
Ti prego, un raggio affaccia di luce per lo sconnesso
Tetto di paglia, scaccia lo Sconforto Maledetto.

E se la Delusione, madre dell’Angoscia,
La figlia spingesse a predare il mio cuore sbadato,
Quando, come una nube, sull’aria assisa
S’appresta a colpire la vittima ammaliata,
Tu cacciala via, dolce Speranza, col tuo viso di luce
Spaventala, come la mattina quando terrorizza la notte.

Quando il destino racconta, di quelli che più amo,
Storie di dolore al mio cuore spaventato,
Tu, Speranza, occhi di luce, la mia fantasia
Morbosa rallegra, dammi dolce conforto:
Illuminami di cielo, danza
Sul mio capo con le tue ali d’argento.

E se di genitori crudeli o d’amante spietata
Dovesse mai squarciarmi il petto un amore infelice,
Non lasciare che io possa credere sprecata
La mia poesia, singhiozzata nell’aria notturna.
Tu, dolce Speranza, profumami di magia:
Sì, portami via sulle tue ali d’argento.

E quando guardo la teoria degli anni futuri,
Fa ch’io non veda l’onore del mio paese svanire:
Conservi l’anima la nostra terra, e la libertà,
L’orgoglio: non voglio, Speranza, fantasmi.
Dai tuoi occhi di luce riversa insolita radianza
E poi coprimi, con le tue ali d’argento.

Stupenda Libertà, grandezza in veste dimessa!
Ch’io non scorga mai quest’alta eredità
Dalla vile porpora della legge oppressa,
La testa chinata, pronta a morire:
Affacciata dal cielo, splendente,
Te, Speranza, con ali d’argento, voglio vedere apparire.

Come quando con regalità lucente una stella
Indora la cima chiara d’una nuvola scura
Accendendo il mezzo volto velato del cielo,
Così, se pensieri di tenebra il mio spirito presago
Avvolgono in un sudario, tu, dolce Speranza,
Con ali d’argento sul mio capo, spargimi d’azzurro.

John Keats (1815)

Non posso dedicarle questa poesia, ma posso chiamarle io quelle ali di argento. Che portino conforto, aiuto, magia. Ne abbiamo tutti bisogno.

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14 thoughts on “Scossa

  1. Arrivo a te da un altro blog, come spesso succede.Non ho veramente parole per esprimere cosa hai scatenato in me.ti seguirò e spero presto di poterti raccontare qualcosa di me.MI permetti di abbracciarti virtualmente forte?Cinzia

  2. @aries1974: eh già@cautelosa: ricambio l'abbraccio, di cuore!@graz: grazie@ziacris: a me è venuta un'insonnia rabbiosa, recuperata solo stamattina con un sonno esausto. mah!@OrsaLè: io ne ho tanti di abbracci, ti presto i miei e te ne do uno gigante@mammaoggilavora: si. ci vuole un gran fiato per imparare a tirare sospiri di sollievo piccolissimi.@cinzia: ti ringrazio di questo tuo commento e del tuo passaggio. l'abbraccio, poi specialmente oggi, lo accolgo con uno grande anche da parte mia@AstaccatoL: te l'ho detto, vecchie beghine diventeremo! ci tengo. così almeno da vecchia potrò mangiare tutta la cioccolata che mi pare senza che nessuno mi rompa le palle, e se vuoi, se ti porti la cioccolata tua, mi farai compagnia!

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