Letture faticose

Ci sono letture che si possono fare solo alla luce del giorno. Come quella di adesso. Obi dice che forse è una letturina un po’ pesante, ma a me capita così, i libri mi chiamano e io posso solo rispondere. In questo caso è una risposta sofferta, disgustata, orripilata, avvilita, ma almeno non arresa. Quello mai. E però.
The horror, the horror.
Questa settimana ho saltato il consueto appuntamento con la chemio e forse è stato un bene. Il motivo reale sono i globuli bianchi bassi, ma io mi chiedo se anche questo abbassamento non sia causa o conseguenza della fatica nervosa che mi sento addosso. In ogni caso sono tesa come una corda di violino, mi sento intrappolata nella mia stessa voce troppo alta, troppo facile a scattare nelle direzioni che meno vorrei. Forse è il caldo. Forse dovrei perdonarmi un po’ di più. Forse dovrei accettare che ci sono giornate anche così, che sono solo giornate e che poi passano. Ma quando mi sento così, non posso non chiedermi se è colpa dei farmaci che prendo ininterrottamente da così tanto tempo, che mi hanno cambiato l’umore, il carattere, o è semplicemente che sono diventata proprio una stronza. O che lo sono sempre stata. La risposta razionale, sepolta in qualche angolo tra le mie due orecchie, sussurra che invece non è proprio un bel niente, solo che a volte è così e che la devo piantare di stare lì a girarci intorno.
Devo fermarmi più spesso e devo fermarmi prima.
E devo sbrigarmi a finire di leggere questo piccolo capitolo dell’impensabile umano, a infilarlo da qualche parte nel mio cuore, tra le pieghe della mia voce, perché passi nelle mie parole alle mie figlie, nei miei gesti alle mie figlie. E invece di strillare, gridare, perdere la calma e tutto il resto, devo imparare che, proprio perché è banale e così diffuso, il male, che va eliminato da ogni gesto, ogni giorno.
O quantomeno devo imparare che questo è l’unica fatica che veramente ho il dovere di fare.

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15 thoughts on “Letture faticose

  1. Cara, secondo me è il caldo (e un pochino tutto il resto, te lo concedo, eccetto la stronzaggine), ma la tua voce è molto bella ed ho scoperto che mi tranquillizza, pensa un po'…Io in questo periodo tendo a letture frivole, oserei dire da spiaggia (anche se NON sono in spiaggia, uffa). :-*

  2. Ho letto da poco sul blog di Biancax questa frase di Calvino.Prendilo (prendiamolo) come un impegno, faticoso, forse non realizzabile,ma non eludibile:L’inferno dei viventinon è qualcosa che sarà;se ce n’è uno, è quello che è già qui,l’inferno che abitiamo tutti i giorni,che formiamo stando insieme.Due modi ci sono per non soffrirne.Il primo riesce facile a molti:accettare l’inferno e diventarne partefino al punto di non vederlo più.Il secondo è rischiosoed esige attenzione e apprendimento continui:cercare e saper riconoscere chi e cosa,in mezzo all’inferno, non è inferno,e farlo durare, e dargli spazio. 

  3. Quando ho letto La banalità del male sono rimasta fulminata. No, non è una lettura leggera, ma ciò che non è leggero, soprattutto, è che sia accaduto e che potrebbe di nuovo. Mentre leggevo la Arendt ho avuto la profonda comprensione del fatto che potrebbe accadere di nuovo. E allora hai ragione cara Wide dobbiamo vigilare, innanzitutto su di noi. Avere il coraggio di tenere ogni piccolo e banale gesto di odio e  di male lontano il più possibile da noi. Ciao Rosita

  4. Ecco, mi sento di dire che Obi ha ragione: la letturina, è un po' pesantuccia, e presta il fianco a domande e considerazioni sul mondo intorno a noi e  su noi stessi. Anche io sono spaventata e vedo nella società un varco che può lasciare spazio al ripetersi di una storia orribile. Per quanto riguarda te personalmente… non ti conosco direttamente (anche se spero di colmare molto presto questa lacuna), ma quando ti leggo "sento" una sensibilità e una intelligenza fuori dal comune. E proprio queste tue caratteristiche ti portano ad essere davvero troppo severa con te stessa. Concediti un po' di indulgenza, prenditi come sei, soprattutto non chiederti se saresti stata diversa. Perchè la risposta è sì, senza cancro saresti stata diversa, ma non necessariamente migliore.

  5. Ti vorreri dire che ti capisco, ed è vero, anche se il mio sentirmi male in questo momento ha origini diverse e un pò mi vergogno a paragonarmi. Dici delle cose bellissime, Anna, quando nell'ultima parte del tuo post parli di insegnamento di trasmissione, alle tue figlie,  in genere a chi teniamo,del concetto e purtoppo della realizzazione del male. Se anche solo riuscissi a trasmetterlo alle tue piccole nane sarebbe un meraviglioso risultato. Uno dei tanti che gli stai avendo, NONOSTANTE TUTTO. Non è facile vivere e saper vivere sempre messi alla prova. tu mi pare lo faccia egregiamente.Ti mando una recensione del libro che stai leggendo presa da Anobii, l'ha scritta un mio caro amico e mi pare particolarmente "giusta""Questo libro non ha bisogno di una nuova entusiastica recensione, né di una ulteriore disanima dei suoi contenuti. In punta di piedi (ma senza avere Marzullo tra i piedi) vorrei dire a cosa mi ha fatto pensare: alla Bosnia, al Rwanda, alla Cecenia, alle scuole per italiani e a quelle per "tutti gli altri", agli insegnanti a denominazione etnica controllata, alla disinfezione dei sedili dei treni, a Rosarno, a quelli che sono stati rispediti in Libia, al fatto che indignarsi non sia più di moda, ai meridionali che sono diventati più leghisti del Lego, al fatto che Eichmann non avesse mai ucciso un uomo ma solo correttamente e maniacalmente applicato le leggi del suo paese, ho pensato anche: "questo in Europa non potrà più accadere", poi ho ripensato alla Bosnia e a tutto il resto…e ho pensato che ho un bel po' di paura " Atterue, 9 may 2010.Un abbraccio forte forte. C.

  6. Con questo caldo, umido, pesante come un sudario non hai nulla di meglio da leggere?E' così, mettici un po' il caldo, un po' la stanchezza per questo altalenare di sedute fatte, sedute saltate, il dover stare tutto il giorno concentrata sulle bambine, oltre che su te stessa, alla fine si scoppia, si sbotta per un niente, per poi sentirsi fagocitare dai sensi d colpa quando capiamo che siamo sbottate con loro, che sono piccole, che non ne hanno nessuna colpa, solo perchè siano stanche, solo perchè la nostra mente, la nostra anima e il nostro cuore non ce lafanno più a reggere un ritmo del genere.Vuoi un consiglio? Finisci in fretta quel libro e datti a letture più leggere, a letture più estive.a prestoE si sbotta con loro perchè non hanno la facoltà di mandarci a 'Fanc**** come gli adulti, come gli adulti farebbero, e così ci sentiamo ancora più di cacca, perchè ce la siamo rifatta con due più deboli…ecco l'ho detto!

  7. Ciao Annette, maronnina che afa, ammazzate che letturina che hai tra le mani!! Urca, arriva la caldanaaaaaaaaaaaaaaaa, fanculooooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!Ti racconto una barzellettina che ho scritto anche a Cris, me l'ha detta stamattina il mio figliolo.Una banana dice a un vibratore, "ma perchè tremi così tanto? A te mica ti mangiano!!" Vero che è tremendamente carina, ahahahah ciao carississima, ah per le reazioni, niente sensi di colpa, se ce la fai, ridimensiona un pochino tutto, la perfezione non esiste, è la vita che ci porta ad avere mille reazioni,  e il nostro umore track è preso all'amo.Tu grida e pensa a stare bene, per il resto c'è tempo, con calma va tutto a posto.Un abbraccissimo e un bacissimoFourpi 

  8. @sononera: hai ragione, il caldo manda fuori di brutto…grazie cara, aspetto il tuo pvt quando vuoi. un abbraccio ma fresco!@juliaset: di complimenti come quello che hai fatto alla mia voce ne ho ricevuti pochi, cavolo mi hai commossa, sono quasi tentata di sentirmi meno una merda per oggi, grazie!@moreno: esatto. grazie di averlo ripostato qua, ora lo leggo con occhi diversi.@rosita: è una rivoluzione quella della non violenza ma quando comincia è irrefrenabile. ed è proprio una cosa sulla quale voglio lavorare veramente, a partire dalle piccole cose. un abbraccio@baia: grazie milva, anche della fiducia sulla parola. è vero che sono severa. è vero pure che sono spesso una vera strnza però, credimi!@perdix: esattamente, esattamente. esattamente. è già successo. ma sai cosa mi colpisce di più? chi ha detto di no, come la danimarca, chi non ha chinato la testa all'orrore con la resistenza passiva e non violenta. ecco. vorrei tanto sapere che saprei essere un po' danimarca anche io, e vorrei esserlo davvero sempre. ma è un lavoro, un lavoro ineludibile, e urgente. ti abbraccio forte cara amica@ziacris: verissimo, che altro dire…ma infatti non è che non sappia che in qualche modo sono giustificata, quello che mi avvilisce è che io non riesca a fermarmi anche se sono consapevole. ci vuole esercizio!@fourpi: grazie cara amica rasserenante. qui si muore veramente, ma veramente di caldo, mi sa pure da voi, pfiuuuu!

  9. Io sono convinta che gestire la famigliai in maniera serena, pur essendo sempre sotto terapia non sia molto facile, per cui mi sentirei proprio di giustificare fino in fondo ogni scatto di nervi, ogni parola in più.Che poi per il resto sei una persona così amabile, non stare troppo a colpevolizzarti.Un abbraccio

  10. Quando l'ho studiato, a filosofia alle superiori, siamo rimasti tutti shoccati, abbiamo passato ore a discuterne col professore, a trarre conclusioni apocalittiche sul mondo, ma poi, piano piano, abbiamo metabolizzato e siamo andati avanti. Eppure quando ci ritroviamo, spesso, salta fuori questo testo, perché c'è chi c'ha fatto tesine, progetti, e ognuno se ne porta ancora la ferita che al minimo stimolo si fa dolorante.

  11. Vediamo, wide. Il testo della Arendt è fondamentale e non è, come tanti, una lettura facile. Ma occorre leggerlo, con grande forza, la stessa  a cui dobbiamo ricorrere ogni mattina nel leggere le non edificanti notizie sul nostro Paese nei giornali.E' vero anche che il male si annida nei gesti più banali e insignificanti ma…davvero, piccola, non puoi paragonare il MALE con  le sfuriate ( il male è freddo e calcolatore)  nervose o di stanchezza.Credimi, le tue bambine, con gli occhi dell' innocenza, vedono molto meglio di te che non sei mica seria, quandi di arrabbi e urli e che il male è altrove. Renza

  12. con il caldo si é delle pentole a pressione… il problema é trovare il giusto contesto per sbroccare, e il giusto punching ball umano, per non ferire alcune persone che ci circondano a cui vogliamo un mondo di bene. Chessò, far la piazzata al ganzo che ha parcheggiato sul marciapiede può essere dannatamente catartico. Però sei giustificatissima. Un abbraccio.

  13. @silvia: un abbraccio a te@camden: carissima, tu perché mi conosci pochissimo, altrimenti amabile non è proprio l'aggettivo che mi si addice di più. sono una vera rompipalle credimi!!@tinkie: l'ho finito ieri sera e veramente penso sia il libro migliore che abbia letto sui fatti orrendi della seconda guerra mondiale, per quanto poi non fosse che il resoconto di un singolo processo. e ti dirò, è stata una lettura faticosa, ma non rimpiango di averla fatta. e non posso non consigliarla intorno a me@renza: non paragono il MALE, ma il male quello piccolo sì, invece. l'aggressività comune e diffusa tutto intorno a noi e a volta anche da noi verso gli altri, sai io credo che sia spaventosa nel suo piccolo. e voglio veramente riuscire a domarla e vorrei tanto che le mie figlie imparassero a non accettare che sia normale essere violenti e aggressivi. io credo che si parta da qui. e per questo i nostri tempi sono veramente preoccupanti…@mammaoggilavora: sai credo sia una sorta di ciclo, ci sono delle settimane che tutto mi pesa, poi mi scrollo di dosso la tristezza e riparto. che ci vuoi fare, ormai sono ciclodipendente 😉

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