Effetti collaterali imprevisti

Non so se sia corretto attribuirne la responsabilità alla nuova chemio, ma in queste settimane faccio fatica a parlare, anche a scrivere. Faccio fatica a sentirmi in ordine con la mia vita e con le persone. Mi sento a disagio sempre con tutti. Fatta eccezione per le nanine che sono invece due angiolette. Mi stranisce la mia vita, gli impegni casalinghi o famigliari, i pochi burocratici. Mi stranisce il modo in cui reagisco alle cose. I sogni che faccio (che sogni orribili che ho fatto stanotte). Mi intristisco appena, in maniera invisibile, mi fanno male le vene, ma sono sciocchezze. Non sopporto le tante amenità che accompagnano la routine ospedaliera. Mi infastidiscono troppo. Senza motivo. Perché apparentemente sto bene, i capelli – lentamente – stanno ricrescendo, e anche se ancora sembro un uomo col riporto e sono grassa, tutto sommato, apparentemente, sto bene. La chemio non sembra infastidirmi, non ho nausee e non ho sviluppato, ahimé, l’anoressia che speravo. Leggo tanto e con piacere. Ma comincio a chiedermi se non sia il caso di tornare a lavorare per sentirmi meno a disagio, costantemente. Il cancro, di solito, ti prende a un’età in cui sei pronto a mettere da parte un parte di vita e a cominciarne un’altra. Quando ti prende così giovane, metti tutte le tue energie ad affrontarlo e a superarlo. Ma quando ti prende così giovane e devi viverci, viverci, viverci, una chemioterapia dopo l’altra, un mese dopo l’altro, un anno dopo l’altro. E portare avanti tutta la tua vita come niente fosse. La tua e di chi dipende da te. Separata, mentre lo fai, dalla vita di tutti gli altri. Ecco forse sono un po’ affaticata. Forse questi sono i neri pensieri della giornata di somministrazione (oggi per l’appunto) che passeranno più tardi.
Forse però devo trovare un altro modo di vivere, ho la sensazione sempre più forte di essere in bilico. E che è ora di darmi una spinta da una parte o dall’altra.

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24 thoughts on “Effetti collaterali imprevisti

  1. Ti sono grata della tua fatica, di scrivere e di vivere. Sono sicura che le persone intorno a te ti sono grate di "portare avanti tutta la tua vita". E sono anche sicura che troverai la spinta per buttarti dalla parte giusta, oppure anche per stare in bilico. un forte abbraccio e tanto riposo…Laura.ddd

  2. tutto "aiuta" , tutto fa brodo, la chemio, il dover pensare alla propria vita da dividere sempre con il cancro e con la chemio, l'arrivo dell'autunno, dai diamo un po' di colpa anche a lui, che ci rende introversi, fondamentalmente il carattere che abbiamo che ci porta a guardare sempre con occhio critico il nostro non essere all'altezza e al non sentirci adeguate al ruolo che ci viene imposto, quello di madre e donna perfetta.
    tutte cose che il cancro e le terapie ribaltano, tutte cose che vengono messe in secondo piano, tutte cose che DEVONO esser messe in secondo piano se vuoi vedere diverntare grandi le nane e poterle aiutare in questo lungo cammino.
    Il tutto (cancro e chemio) vanno guardati alla lunga distanza e anche gli effetti collaterali, dopo diventano una routine, ma non è una routine normale, accidenti se non lo è.

  3. Sono così felice di averti trovata..troppo felice. Quando scrivi cose così, mi fai andare oltre il mio modo di pensare sciocco e ottuso, mi apri la mente come poche persone sanno fare
    Anche se leggerti così in bilico mi fa male davvero.Ma sei una tosta e so che troverai la strada. ti abbraccio forte forte

  4. Io ti direi di provare a tornare a lavorare (se ti senti e se le attività che devi fare non sono troppo faticose) per un periodo e vedere come va.
    Il lavoro garantisce qualche ora di distrazione (semi-totale) dai pensieri che macinano sempre intorno al cancro.
    Però devi essere davvero convinta, altrimenti diventa solo un peso e basta.
    Altrimenti appunto rimani tranquilla a leggere i libri e a goderti le nane, che in fondo secondo me è sempre la scelta migliore.
    Un abbraccio infinito.

  5. Aspetto con avidità i tuoi pensieri, mi emoziono, rifletto e talvolta mi arrabbio, talvolta mi sembra di conoscerti da sempre….a mio parere la tua ricerca di nuovi modi di vivere non ha niente a che vedere con il cancro ma l'inesauribile tuo bisogno di crescere e rinnovarti. La tua energia mi disarma. Lasciati andare a desideri, sensazioni  e  istinti mi sembra la strada giusta per te.

    la-la

    t

  6. In bilico… lo sai che siamo funambole, no? Il lavoro lascialo perdere, devi essere concentrata e raccolta in te stessa, hai le nane, Obi, i libri, e la scrittura pure, direi che c'è. Cammina sul filo, che non cadi.

  7. la immagino, la sensazione che provi. e non so se sia un effetto collaterale della chemio: è molto, molto simile a quello che ho provato io mentre aspettavo che finisse ufficialmente con l'Ex, quando ero la sola a lottare e vedevo in lui solo freddezza e disprezzo. non è lo stesso, lo so: l'Ex non è un cancro (anche se, qui in veneto, per dire di qualcuno che è un pessimo soggetto, si dice: "xe un cancaro"… ok, scusa, cercavo di farti ridere…), ma ricordo la sensazione di peso, di insofferenza verso tutto, la fatica fisica di alzarsi, di andare avanti, la fatica di vivere. ecco, la fatica di vivere. a me il lavoro non ha aiutato, anzi, avrei voluto che sparisse per un po'. ma, forse, se tu lo vedi come un miraggio positivo… io mi abbraccerei le nane, intanto: quello, con me, funziona sempre alla grande.

  8. Credo di essere d'accordo con camden. Se il magico mondo di za è ancora 'magico', forse vale la pena di dedicarci qualche ora.

    In questi momenti, in cui ci si aspetta di 'tirare su qualcosa', ma 'la rete è desolatamente vuota', in cui si vorrebbe un cambiamento e invece ci si ritrova in una fase di stasi, forse (e sottolineo forse) un buon ambiente di lavoro può aiutare a divagarsi. Forse dal lavoro può venire fuori lo stimolo per superare la stasi ora che la fatica ce la fa pesare ancora di più.

    Tutto questo vale se il lavoro è capace di darti degli stimoli e di non aggiungere frustrazioni, perchè, non serve dirlo, queste ultime quando non si sta bene siamo in grado di affrontarle meno che mai!
     

    Spero che il tuo pensiero di ieri sia stato indirizzato dalla somministrazione e  che oggi già l'umore sia migliore.

    Un abbraccio

    Antonio

  9. Cara Wide, un abbraccio e una spinta ideale che ti aiuti a prendere la direzione che più ti si addice. A volte esistono giornate nere, poi la sera, col buio ingigantisce i pensieri. Penso tu abbia tutto il diritto di sentirti così in bilico, ma non guardare giù, guarda avanti. Una volta una persona mi ha detto "tengo stretta la corda che mi hai lanciato". Tu hai molte di queste corde e sono belle forti, proprio come te. Poi mi auguro che con la luce del sole, gli incubi della notte passino e tu possa avere una giornata migliore.
    Gin

  10. @laura: sono io che sono grata a te! un abbraccio e prometto di riposare un po' di più così magari ci capisco qualcosa di più…

    @ziacris: eh già, zietta, hai detto praticamente tutto, esattamente come sta…
    un bacione! oggi ho conosciuto una tipa che mi ricordava te, mi ha fatto fare una bella risata πŸ™‚

    @sononera: e io sono troppo felice che tu sia così ma così tanto gentile da sostenere questa pezzetta di autostima che mi ritrovo. ti bacio tanto!

    @camden: già. ma non so, davvero non so. ora ho appena letto un'antipatica comunicazione dal lavoro, ma io devo scegliere per me, non per loro…

    @veneziapalermo: beh, questa sì che è un'altra carica di energia e di forza! grazie mille, mi hai quasi travolto πŸ™‚

    @giorgi: e brava, vedi che le parole le scegli bene davvero! è che gente della mia stazza sui fili ci cammina in maniera piuttosto goffa πŸ˜‰

    @erinni: hai ragione, in effetti oggi ho dovuto passare la giornata sola con lilla che non stava bene e fare tutte le commissioni, i doveri, le pratiche burocratiche insieme alla sua manina nella mia ha cambiato volto alla giornata. e poi hai ragione, si tratta di fatica pura e semplice fatica di vivere. che è comune e che per fortuna poi passa. un bacione

    @antonio: eh magari lavorassi ancora nel magico mondo di za, non me ne sarei mai andata per tutto questo tempo. ma da gennaio scorso sono stata – fortunatamente, dati i tempi di crisi e la chiusura di za – assunta da un'altra struttura dove però devo ricominciare da capo e questo rende ancora più complicato un mio eventuale rientro con le cure ancora in atto. per capirsi, non tutti i colleghi hanno il dovere di capire perché io dovrei comunque assentarmi due volte  a settimana e in ogni occasione che sto male. a tutti conviene che io stia piuttosto a casa…

    @gint: grazie cara, ma lo sai che sei proprio saggia? sicura che sei così giovane? πŸ˜‰ un bacione (oggi meglio)

  11. Devi sforzarti di trovare la gioia in quello che riesci a fare: leggere un libro, passeggiare, stare con le figlie, cucinare. Respirare a fondo e impegnare la mente in cose per te gratificanti. Io ho iniziato a ricamare. Non smetterei mai, ma anche leggere un buon libro è un ottimo antidoto, guardare dei telefilm divertenti (big bang theory, desperate, modern family), ti fai delle allegre risate senza impegno. Poi mettici che l'autunno butta sempre un po' giù… Al lavoro non pensare, se riesci a trovare altre distrazioni, stai a casa… Intanto quello non scappa, questo tempo, invece è prezioso per riscoprirsi.

  12. Guarda vivo un conflitto corpo-mente.L'altro giorno un'infermiera mi ha chiesto se ero maggiorenne…Come la mettiamo?Un abbraccio wide, risponderò poi alla corrispondenza

  13. Facciamo che di negroni ce ne spariamo una riga? : )
    Penso che salterai, anzi che spiccherai il volo, dalla parte giusta, perchè anche 'sti giorni passano, anche sei stanca, anche se il fastidio è tanto.
    Io, da qui, ti abbraccio forte, anzi fortissimo.

  14. Io quoto Camden…
    E vorrei solo aggiungere che capita a tutti di avere questi momenti un po' così, in cui sembra di vivere quasi sospesi e sembra di sentire il peso di tutto il mondo sulle proprie spalle…
    Un abbraccio affettuoso 

  15. Anche io credo che, forse, potresti tornare al lavoro, se te la senti!Sarebbe un modo per tenere occupata la mente!Un modo per concentrare le energie anche su altro, non solo nella lotta contro il cancro:-)
    Un bacio,
    Giulia.

  16. Io non so che dirti, ma credo che con la tua sconfinata saggezza (potrebbe sembrare ironico se non stessimo parlando della persona che scrive i post incredibili di questo blog), troverai la soluzione che più si adatta a te.
    Un abbraccio stretto.

  17. Solo tu sai valutare se il gioco vale la candela…Mi permetto di dire che trovare un lavoro o comunque un'attività esterna alla famiglia, che ti dia soddisfazione e qualche soldino, non può farti male. l problema, lo sappiamo, è la stanchezza, la difficoltà di gestire gli imprevisti in una situazione in cui le cure hanno la priorità su tutto. Non è affatto facile, la società non è ancora del tutto pronta. I miei datori di lavoro, ai tempi delle terapie, mi hanno concesso una grande flessibilità, e io posso dire che il lavoro mi ha tenuta a galla più di ogni altra cosa, nel senso che ogni giorno ero spronata (non obbligata) a lavarmi, vestirmi, rendermi presentabile e concentrarmi su altre cose. Ti auguro di trovare al più presto la soluzione più giusta per te, intanto ti mando il solito bacio!:-*

  18. @inno: mi rendo conto che quando penso al lavoro penso alla persona che ero tre anni fa, a quello che credevo e speravo di diventare, a quello che avevo ottenuto e speravo ancora di ottenere. oggi queste riflessioni sono troppo difficili e dolorose per me, non c'è niente da fare.

    @gint: eh eh eh. mi fai ridere! πŸ˜‰

    @biancax: ah come non vedo l'ora di sbronzarci insieme! bacione πŸ™‚

    @stribili: hai ragione, è solo stanchezza, e macché lavoro, giusto, semplice!

    @cautelosa: si infatti, sono momenti comuni, ma io che non mi accontento mai a pugnalate me ne do sempre qualcuna di più πŸ˜‰

    @gegia: infatti il punto è questo, ormai tutta la mia vita, le mie riflessioni sono cancrocentriche – rubo il termine a innoallavita che ha dedicato a questo tema un bellissmo post- e io per prima mi sono rotta le palle. è anche vero che non è proprio così. in realtà ho un sacco di interessi di pensieri e di sogni. ma è molto difficile tornare a lavorare quando sei in terapia e lo sei da tanti anni anni e per tanti anni. è diverso.

    @tinkie: meno male che c'è tinkie che mi tira su! sconfinata saggezza, ah ah ah, per un momento mi sento Silente, se non fosse che non ho abbastanza peli superflui per il barbone d'ordinanza πŸ˜‰

    @juliaset: è senz'altro vero. rispondo a te per chiarire me e anche altri che hanno suggerito quanto dici. è vero quello che dici sul lavoro, e per i primi sei mesi di chemioterapia, 3 anni fa, il mio posto di lavoro – altamente flessibile e coinvolgente – è stato sicuramente una valvola di sfogo importante, ma:
    a) da allora, altre 4 volte, per sei mesi, io ho dovuto fare chemioterapie pesanti e questo in termini di energia fisica e di continuità lavorativa, nonché di benessere psicologico è tutt'altra questione;
    b) il mio lavoro nel frattempo è cambiato e mi ritrovo in un contesto che ancora non ho avuto modo di conoscere bene (ma che soprattutto non conosce me) e sono stata de-funzionata, per cui non sono più indipendente come ero, ma dovrei rispondere ad altri e questo limita necessariamente e giustamente la flessibilità che mi si può concedere. non è una cosa che di per sé mi spaventa, anzi, ma è una situazione diversa;
    c) è vero che il lavoro era una valvola di sfogo, ma io ero molto più stanca e in quel primo anno di terapie, quella stanchezza l'hanno pagata soprattutto in famiglia. sapendo, come so, che a questa chemio ne seguirà un'altra, non so se ho il coraggio di chiedere ai miei di salire sul barcone della mia indipendenza lavorativa a costo di uno stress molto maggiore per tutti
    d) l'altro giorno dall'ufficio mi hanno fatto girare i coglioni per cui me ne sto sicuramente a casa un altro po' πŸ˜‰

    @dangerousmind: grazie cara, grazie grazie grazie.davvero.

  19. Ti sei spiegata molto bene, e onestamente devo dirti che sono contenta che al lavoro ti abbiano fatto girare le palle, così te ne stai a casa.

    baciobacione
    4 p

  20. Hai fatto una lista molto chiara, che rispecchia bene il tuo modo di ragionare lucido, onesto, pieno di energia e saggezza (anche e soprattutto in questi momenti "autunnali", come li definisci tu). Posso aggiungere che solo tu hai la facoltà e il diritto di scegliere cos'è meglio per te, e anche di cambiare idea tutte le volte che vuoi. Un abbraccio a te e alla family!

  21. Le risposte le hai dentro di te. Ma il nostro cancrocentrismo ci accompagnerà per molto tempo, fa parte di noi, non c'è proprio niente da fare. Qualunque cosa farai, sarà la migliore. Ora lascia che la chemio si sfoghi e lascia perdere i colleghi che ti fanno girare le scatole.
    Un abbraccio grande e luminoso, la vedi la luce che cerco di "inviarti"?

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