Come una funambola

Traccheggiavo, io.
Facevo finta di niente.
Lo avevo ricevuto in mano dall'autrice, con tanto di dedica personalizzata, ma me lo tenevo lì, per dopo.
Per un altro momento.
Per più avanti.
Poi, in questi giorni di intensissima fatica mentale, di ferreo contenimento emotivo, mi ci sono rifugiata dentro, trovando il porto sicuro della comprensione, così come è stato due anni fa quando sono capitata sul suo blog.
Leggendolo ho capito perché non volevo farlo e perché è così bello.
La verità è che non volevo leggerlo questo suo libro, perché vorrei che Giorgia non fosse mai stata malata, e perché voglio che non lo sia mai più. Perché mi viene da piangere ogni volta che riconosco le sofferenze, gli abbattimenti e gli sforzi che ci vogliono ad alzare la testa, nella malattia e nel superamento della malattia. Sono quelli che affronto ogni giorno da tre anni. Ma non sopporto che lo debbano vivere, o che lo abbiano vissuto, quelli a cui voglio bene. Sono egoista. Voglio sta cazzo di malattia tutta per me, che ci volete fare.
Ma Come una funambola è bellissimo, ha quella bellezza discreta della verità e della vita che è fatta di inciampi, di mattine luminose, di capelli che cadono e che ricrescono, di amici che spariscono e di gatte che ci sostengono.
E' bello perché racconta con il semplice scorrere delle pagine che, se non hai paura di avere paura, la vita è un viaggio molto interessante, pieno di persone amabili, pieno di fatiche nobili, di incredibili fortune, e insondabili tristezze. Anche se hai avuto il cancro. Anche se ti è tornato. Anche se devi fare di tutto per non fartelo tornare.
E racconta – e non so in quanti finora lo abbiano saputo fare così bene – che accanto alla chemioterapia, accanto a tutti gli esami diagnostici del caso, quello di cui è fatta la guarigione profonda è l'impegno, a volte per niente facile, di mantenere aperto, vivo, anche polemicamente, il dialogo con il proprio medico, l'impegno a credere che bere l'aloe tutte le mattine può aiutarti (ed è vero che ti aiuta)  e che imparare i passi dell'anatra selvatica non solo non può farti male, ma probabilmente ti aiuterà a rimettere in circolo tutto quello che di buono hai sotto le tue di ali naturali.
Ecco, le ali naturali di Giorgia sono molto grandi, e si dispiegano con forza lungo tutto questo bel libro, tanto che alla fine, ti tirano su con loro.
E, benché in equilibrio precario, da lassù si sta molto meglio, datemi retta. Leggetelo.

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14 thoughts on “Come una funambola

  1. Il titolo io trovo sia già molto intenso. Appena ho tempo di passare da feltrinelli lo ordino.
    Ciò che hai scritto mi ha fatto venire i brividi, ma già lo sapevamo che tu eri brava a scrivere, anzi a parlare di emozioni e ad emozionare.
    Quando ho letto "la verità è che vorrei che Giorgia non fosse mai stata malata…sono egoista, voglio sta cazzo di malattia tutta per me" mi è scivolata via una lacrima Wide, la tua umanità è qualcosa di così puro.
    Sei una mamma bellissima, perchè se ami così le tue amiche, immagino quanto tu possa amare le tue figlie e forse anche per questo che la lacrima è sulla mia guancia.
    Aspetto tue notizie in merito a ieri e alle piccole Winx.
    Ti abbraccio e faccio il tifo per il tuo equilibrio, a qualunque altezza tu decida di stare

  2. Avevo intravisto un post relativo a questo libro sul bellissimo blog che avete creato(Ovviamente sto parlando di "oltreilcancro":-)) ma non mi ci sono potuta soffermare perchè, purtroppo, avevo fretta:-(
    Questa recensione è bellissima…è molto probabile che deciderò di comprarlo:-)
    Un bacione,
    Giulia.

  3. Il liobro è stupendo, e consiglio a tutti di leggerlo. Poi la recensione di Wide è così commovente, così calzante, che non si può evitare di passare davanti a una libreria Feltrinelli e comprarlo, anzi per ora ordinarlo. Milva

  4. Pingback: Ciao Anna, Widepeak, amica e blogger | Il mio karma

  5. Pingback: Ciao Anna, Widepeak, amica e blogger | Oltreilcancro

  6. Pingback: Tra funambole | Il mio karma

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