Nessuno

Nessuno ha idea veramente della vita che fa una persona nelle mie condizioni. Nessuno. Chi crede di averne un'idea leggendo qua, si illude. Qui mi descrivo come una personcina molto più equilibrata, matura, ironica, stabile e generosa di quanto non sia in realtà. Le parole servono a questo. Magari prima o poi renderanno più vera la realtà che tentano di descrivere. Ma per il momento siamo lontani anni luce.
Nessuno ha idea degli abissi di frustrazione e della banale meschinità che si prova (che provo, diciamolo) per quelli che sono "normali", o meglio, sani. Nessuno si può immaginare quanto abbia a volte solo voglia di essere compianta e di sentire dei pietosi pat pat sulla testa, di quanti bassi mezzi sono capace di mettere in piedi. Di quanto spesso utilizzi la malattia per mettermi al centro dell'attenzione. Almeno c'è qualcosa per cui valga la pena parlare di me. Con me. Nessuno deve stare lì a tollerare il mio abbrutimento fisico e materiale, intellettuale e umano, magari anche legittimo per via della vita reclusa che faccio, ma sicuramente non piacevole da affiancare. Le bambine che devono subirmi sono fortunatamente piccole ancora. C'è ancora tempo per imparare a capire che una vita con me non è una vita con una madre normale. E se, anche ci fa schifo la normalità, credetemi: quanto sembra affascinante vista da qua!
Nessuno deve subire me, che nascondo dietro al cancro l'inadeguatezza e la paura più inconfessabile, quella di vivere.
Nessuno.
Se non quel poveretto di Obi.
E, credetemi, se Obi sopravvive a me, c'è una buona speranza che io sopravviva al cancro.

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25 thoughts on “Nessuno

  1. Mi dispiace dovertelo dire, questo è il post piu' meraviglioso che tu abbia scritto fino ad ora. Te lo dico perchè io non posso capire quello che una donna nella tua situazione sta passando. Non mi permetterei mai di capire, perchè capire non è possibile. E ci sta tutto. Ci sta la meschinità, ci sta l'invidia, ci sta la depressione, ci sta il voler mollare tutto. Ed è bello quando una donna, anzi quando qualunque persona metta nero su bianco questa consapevolezza. Parlo in generale per tutto il genere umano. Il male e i sentimenti negativi e la merda in cui si sguazza esistono tutti. Perchè negarli? Io amo le persone come te, che alle volte sì, dicono anche: sapeste che brutte robe che mi passano per il cervello, e mi attraversano il cuore. sapeste..E ti voglio ancora u n pò piu' di bene.
    sononera sempre sloggy

  2. Nessuno può capire cosa passa nell'anima, nessuno vuole affrontare quello che passa nell'anima e nella mente di chi è malato, dei pensieri malsani e deviati che si fanno.
    Nessuno lo deve capire altrimenti si spalanca l'abisso

  3. Nemmeno io capisco, lo so bene, io ti leggo e ti ammiro, ma se lo sconforto prende me che non ho il cancro e una dose di sfortune normale, posso immaginare che quello che prende te sia il mio elevato a potenze assurde. Eppure anche quando ci sveli che sei gretta e meschina, quando ci dici delle tue ombre, a me ricordano meglio la tua luce, e se una volta hai voglia solo di un pat pat, di parlare di quello che vuoi, per ora non sei mai riuscita a annoiarmi, non ho mai saltato qualche riga dei tuoi post, che tu parli di cancro, delle Nane, di Obi di mici, di viaggi, di pause, del bisogno di riposo. 

  4. Sarebbe stupido pensare di conoscere una persona solo leggendo quello che scrive sul proprio blog. Affacciandosi a una finestra per guardare dentro dal di fuori il massimo che si intravede è una stanza, non l'intera casa.
    E per il resto, ti abbraccio, compagna di strada, e non solo di strada cancrodotata

  5. @tutti: siete molto cari, ma mi avete dimostrato che anche quando penso di fare finalmente outing e confessare le mia atrocità spezzando una lancia per l'eroico (e dico alla lettera, E-R-O-I-C-O) Obi, in realtà sto ancora cercando complimenti e di parlare di me. non se  ne esce…sic

  6. Eppure wide, ogni volta che ti leggo trovo senso e ragionevolezza, delicatezza e leggerezza, semplicità. Non sarà tutto quello che sei, ma è un pezzo di te e mi piace molto. A prescindere dalla malattia e compresa la malattia

  7. Per i bambini, per fortuna o per disgrazia, esiste una sola normalità, la loro e a quella sono straordinbariamente adattabili perché nno hanno la nozione di possibilità diverse.

    Quindi credo che le tue figlie sappiano già di avere la miglior madre possibile e comunque l'unica tra cui scegliere e secondo me gli vai benissimo come sei, negli alti e nei bassi.

    Evvai, donna, forse non ce lo immaginamo che rompipalle manipolatrice che sei, ma non importa a noi vai benissimo così.

    Mammamsterdam

  8. ancora una volta mi riconosco in quello che scrivi; nelle tue parole vedo (e forse capisco per la prima volta) la mia stessa intermittente insofferenza per il mondo fuori, la mia nostalgia per quella che ero e l'inconfessabile invidia per tutti quelli che "non sanno", il vittimismo che scarico soprattutto sul mio ragazzo infinitamente paziente. i capelli ricrescono, le cicatrici sbiadiscono, ma oggi so che, anche se dovessi non riammalarmi più, non sarò più la stessa persona di prima. quello che non so è che persona potrei e dovrei essere da qui in poi.
    tu sei  bravissima però – io lo so, ne sono certa – con le tue bimbe, con chi ti circonda (obi a parte…), hai costruito tante cose bellissime su questo dolore, a partire da questo spazio.

    ti abbraccio forte con gratitudine

    l.

  9. Credo che nessuno possa comprendere fino in fondo la vita degli altri, i pensieri che si fanno e quello che si prova, a volta succede anche a noi stessi, no? Di non capirci, intendo. Penso che dai blog, o meglio da certi tipi di blog, si possa capire molto di una persona. E tu a me piaci, assai e sempre di più.
    Anche se solo oggi ti scopro così egocentrica e scassamaroni  : )
    E poi, e lo so che non risulterò credibile proprio io, ma per le tue bimbe sei la mamma più perfetta che ci sia.
    (e non faccio la ola per Obi, chè l'ho sempre pensato che sia un gran uomo, che sta appunto con un a gran donna).
    baci
     
     

  10. Sai, penso che questa "paura di vivere" sia comune a tante persone, come la voglia di essere compatita, capita, al centro dell'attenzione per qualcosa che "ci distingue" ……
    Io non ho la tua malattia, ma convivo male con me stessa da tanti anni….sono stata a lungo anoressica e bulimica e ora mi barcameno tra periodi "alti" e altri "bassi" (molto bassi) nei quali mi odio da sola, da un lato, mentre dall'altro odio il mondo intero e chi mi circonda che "non capisce" come sto!!!! che non vede che macigno mi schiaccia la testa, che morsa mi stringe il cuore, che buco nero ci sia nella mia anima….e mi incacchio!!!! con tutti!!! e mi do' un gran fastidio da sola, ma mi incacchio…sempre con tutti!!!
    E chi ci sta vicino è davvero un santo!! hai ragione! come hai ragione a sentirti come ti senti ogni tanto, anche se, è vero, per chi ci circonda non è facile!
    Io, più che mai, poi, mi odio perchè di fatto combatto con me stessa e ne esco sempre, o quasi, perdente, tu, invece, affronti con un coraggio enorme una bestiaccia che non meriti!!!! 
    Baci.
    Silvia

  11. Sento il tuo sfogo e penso tu abbia ragione.
    Quando si tira fuori quello che abbiamo dentro serve solo ascolto, ed è già tanto, e un po' di pacche sulle spallucce e qualche sano abbraccio.
    Le parole non servono, tu i pensieri di chi ti è vicino li conosci, e che palle Anna è super, Anna è bella, Anna è intelligente, Anna capisce sempre, ma ahimè non sempre si sente capita. Tutto vero, è una menata, un elogio continuo, da farsi venire quasi il dubbio, "ma mi dicono tutte ste smielate, perchè ho il cancro??". Senti anima in pena, tutte le cose vere che ti vengono scritte te le CIUCCI TUTTE, perchè sono vere, tu sei vera, si percepisce la tua autenticità.
    I cattivi pensieri ce li abbiamo tutti, niente colpe, sei pesante ecchecazzo vorrei vedere, la paura di lasciare tutto a metà, di non vedere le nane crescere, ti vedi abbruttire nell'anima e fisicamente, bene, ma mi incazzo, Anna vivi e vivi adesso.

    Obi è favoloso, paziente e molto carino (avevo visto la foto ti ricordi).
    Ha scelto la sua vita con te, anche nel momento difficile.
    Sai che c'era il marito di una signora, che appena ha sentito "ho un cancro", se n'è andato, sì volatilizzato, pfff via.
    Sei tu che ce lo devi far conoscere un po' di più. Se non ci racconti qualche petteguless è chiaro che tu prendi il sopravvento, sempre.

    Lascia a lui il boccino e raccontacelo.

    Ti abbraccio tanto forte da toglierti quasi il respiro e spero che tu non ti sia incazzatella per quanto ho scritto.

    Baciobacio
    Fourpi 

  12. questo post è speciale. e lo è obi, indubbiamente, se tien duro con te accanto. e lo sono le tue figlie, che, se anche piccole, ti sopportano. ma, credimi, prima di tutto, lo sei tu. e se rileggi questo post e quello del 13 dicembre (la fine, soprattutto) e molti altri in cui sei incazzata, sorridente, furibonda, esaltata, triste, sorridente, stanca, piena di carica… beh, te ne renderai conto anche tu, fidati.

  13. We love Obi!
    E tu sei un arcobaleno con le tinte chiare e delicate e quelle scure e più cupe.Non ti posso capire Wide ma ascolto e ti mando un abbraccione.
    Tua terza figlietta

  14. @tutti: siete tutte/i molto saggi e troppo buoni. e tutti dite  alcune cose molto vere. poi, lo so, nessuno è perfetto, è evidente. il punto è che credo che la malattia cronica, ovvero, di lunga durata, metta alla prova il rispetto reciproco molto più spesso. e che dover convivere anche con la scoperta che si è peggiori di quanto si sperava di essere, non è mai una bella cosa. anche se è la mia vita.

    ps. di obi poi non parlo tanto cara fourpi perché lo rispetto e penso non sia giusto dare voce a quello che penso di lui più di tanto, specie non in forma pubblica. e poi, volendo, lui può leggere qui e non voglio che si possa mai sentire in imbarazzo, giusto, no?

  15. Struggente, tenera, spaesata, caparbia, fiduciosa, incrollabilmente innamorata della vita ( e di Obi ), con una carica vitale meravigliosa : così
    ti vedo io,Wide …
    Ti abbraccio forte. Silvana

  16. Cara Wide non ti conosco se non attraverso le tue parole sul blog.
    Allora che dirti; io stessa provo le tue frustrazioni per la malattia, sento che nessuno può davvero capire…i sani a volte non li sopporto con tutte le loro inutili lamentele; mi stancano e mi imbufaliscono talvolta.
    A volte riesco ad ostentare dentro di me superiorità, a volte li prenderei a sberle per le inutili lamentazioni: a dicembre perchè nevica, in estate perchè fa caldo, tutto ciò è normale ed ampiamente tollerabile; cari sani provate ad immaginare per un secondo di subire il terremoto, lo tsunami od  una diagnosi di cancro.
    A volte la rabbia, più che la paura, mi sovrasta: rabbia perchè chi non sa dice cazzate, rabbia perchè chi credevo vicino non c 'è stato se non in modo fasullo,  sarebbe stata preferibile la latitanza alla finzione, rabbia verso me stessa quando mi sembra di usare il cancro per accendere i riflettori su di me, o di usarlo per sottrarmi alla vita di cui anch'io ho una gran paura.
    Però Wide come  hai scritto tu ad un mio commento rabbia e cancro insieme sono un pò troppo per una persona sola, ho cercato di far mia questa frase ed ognitanto riesco a disintegrare la rabbia prima che disentegri me.
    Comunque guardandomi intorno vedo meschinità,  frustrazioni, cattiverie e invidie in persone perfettamente normali e sane ed allora mi chiedo perchè tu pretenda così tanto da te stessa; perchè tu dovresti essere più equilibrata,  stabile sempre affabile ed ironica di quanto tu già non sia malgrado le difficoltà della malattia.Perchè oltre ad avere il cancro dobbiamo essere anche sempre in grado di affrontare tutto con il sorriso, dimostrarci forti e coraggiose sempre, perchè dobbiamo  accettare la stupidità altrui senza fare un plissè od essere esenti da meschinità?   Forse oltre che lasciare andare la rabbia bisogna lasciare andare anche questo impietoso autogiudicarsi che alimenta il senso di inadeguatezza.
    Io purtroppo non ho nessun Obi vicino, ma sono certa che se lui è eroico tu lo sei altrettanto.Un abbraccio Marinasilvia

  17. Nessuno, hai ragione. Anche noi che abbiamo vissuto il cancro, io che l'ho vissuto due volte, ma con un lungo intervallo di buona salute, possiamo capire che vita fa una donna, madre, moglie, che da due anni non ha avuto tregua.
    Però so – perché è successo anche a me – cosa significa l'invidia per chi può fare una vita normale e scelte libere da condizionamenti, il bisogno di utilizzare il cancro per essere considerate uniche, speciali, la cattiveria che lasciamo dilagare senza controllo perché pensiamo di potercelo permettere. Siamo autorizzate ad essere lagnose, impaurite, incazzate, depresse, ansiose, scostanti, frigide, vogliose. Dalla malattia (e pure dalla post-malattia, te lo assicuro) pretendiamo almeno questo: un lasciapassare qualunque cosa. E visto che non ce la fanno passare tutte aumenta la frustrazione, la rabbia.
    Posso credere che ti senti inadeguata, ma non che tu abbia paura di vivere. No, non ci credo. 
    Per il rapporto con il proprio compagno, marito – se lo abbiamo – questa è la prova più grande. Se resiste, come resiste il tuo Obi, dopo può accadere di tutto, e a tutto si sopravviverà.
    E le tue figlie, vedrai, cresceranno con una marcia in più.
    Ti strapazzo di baci, e ti compatisco, nel senso più profondo del termine (soffro insieme a te) perché so che stai facendo una vita di merda, che non ti meriti, che tu, Obi e le nane non vi meritate. Ma so che ce la faranno a trovarti la cura definitiva, devi pazientare ancora, ancora arrabbiarti e intristirti e mandare affanculo il mondo.
    Con amorevole affetto
    Giorgia

  18. Nessuno, hai ragione. Anche noi che abbiamo vissuto il cancro, io che l'ho vissuto due volte, ma con un lungo intervallo di buona salute, possiamo capire che vita fa una donna, madre, moglie, che da due anni non ha avuto tregua.
    Però so – perché è successo anche a me – cosa significa l'invidia per chi può fare una vita normale e scelte libere da condizionamenti, il bisogno di utilizzare il cancro per essere considerate uniche, speciali, la cattiveria che lasciamo dilagare senza controllo perché pensiamo di potercelo permettere. Siamo autorizzate ad essere lagnose, impaurite, incazzate, depresse, ansiose, scostanti, frigide, vogliose. Dalla malattia (e pure dalla post-malattia, te lo assicuro) pretendiamo almeno questo: un lasciapassare qualunque cosa. E visto che non ce la fanno passare tutte aumenta la frustrazione, la rabbia.
    Posso credere che ti senti inadeguata, ma non che tu abbia paura di vivere. No, non ci credo. 
    Per il rapporto con il proprio compagno, marito – se lo abbiamo – questa è la prova più grande. Se resiste, come resiste il tuo Obi, dopo può accadere di tutto, e a tutto si sopravviverà.
    E le tue figlie, vedrai, cresceranno con una marcia in più.
    Ti strapazzo di baci, e ti compatisco, nel senso più profondo del termine (soffro insieme a te) perché so che stai facendo una vita di merda, che non ti meriti, che tu, Obi e le nane non vi meritate. Ma so che ce la faranno a trovarti la cura definitiva, devi pazientare ancora, ancora arrabbiarti e intristirti e mandare affanculo il mondo.
    Con amorevole affetto
    Giorgia

  19. la malattia mette alla prova tutte le umane resistenze, in qualche modo la tensione si sfoga ed e' chi e' piu' vicino che si prende questo carico.
    Per cui l'egoismo e' comprensibile, e l'importante e' che sappiate trovare di volta in volta, come coppia, un punto di equilibrio.
    E poi, lo credo davvero, dietro una grande donna c'e' spesso un grande uomo. E Obi lo e' per te. bacio.

  20. Fatico molto a commentare, perché ho la presunzione di aver capito molto di te (ma forse proietto), e ho anche un'immagine precisa di come saresti stata senza tutto questo, in una condizione come la mia o anche del tutto estranea al mondo del cancro. Ma certo non so come stai davvero, come ti senti adesso, cosa prova Obi. So che stai facendo del tuo meglio e immagino che in certi casi il meglio forse non basti, ma fatico a credere che in giro ci sia qualcuno più eroico di te. E questo, con tutta la debolezza che pensi di aver dimostrato in questo post.

  21. Hai inteso male, assolutamente il privato è privato e più di tanto per educazione non si espone mai nessuno. 
    Io parlavo di un racconto simpatico, per conoscerlo e fargli ulteriori complimenti.

    Poi scusa, se l'hai sposato, straordinario lo è di certo.

    Spero tu abbia capito il mio intento.

    Bacio
    Fourpi  

  22. Scrivo con un vergognoso ritardo perchè solo ora ho letto i tuoi ultimi post, la prima cosa che mi viene da pensare è che sei troppo severa con te stessa. Questa malattia mette in gioco troppe cose, il desiderio di essere "normali" e la voglia fortissima di avere di più degli altri perchè di più degli altri patiamo. Una volta ho scritto una "poesia che iniziava così : Voglio un trattamento speciale! Non credo, perdona che tu nasconda dietro la malattia la tua inadeguatezza, non è quello che si evince conoscendoti, come ti conosco io, dal tuo blog.
    E' questa malattia , è questa realtà che distorce tutto anche i sentimenti più puri, come i tuoi, carissima. Scusa i pensieri confusi, ti abbraccio forte forte. Perdix (C.)

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