Tornare a lavorare

Ho preferito aspettare un po' prima di scriverlo, ma sono effettivamente rientrata a lavoro già da una settimana. Certo, per due giorni la settimana sono in ospedale tra emocromi e terapie, ma gli altri tre sono qui in ufficio. E sono felice. Sono felice per tanti motivi. Sono felice per tutti i motivi di cui parla Anna Lisa. Sono felice perché mi piace prendere la metro e gli autobus e vedere le persone, annusare la puzza di umanità, spostarmi senza stress ma con una direzione nel passo. Mi fa sentire uguale agli altri, arrivare a prendere le nane al post-scuola senza attardarmi a parlare di cazzate con le mamme casalinghe sempre presenti invece all'uscita, sempre puntuali, sempre con la merenda giusta, sempre piene di opinioni su tutto: la mensa, la didattica, le gite. Che palle. Bello invece andare a prendere Lilla che dipinge beata al postscuola tutta impiastricciata, e Nina che tiene in braccio un'amichetta mentre ascolta un libro sugli animali. Bello sentirmi uguale alle altre mamme che lavorano. Anche io sono una mamma che lavora. Sono orgogliosa di esserlo. Sono felice di essere come tutti gli altri.
Mi fa anche capire che mi è mancato tanto. Che stare a casa era necessario (non riuscivo a immaginarmi a lavoro fino a poco tempo fa, è innegabile) ma che era anche una privazione. Una delle molte di questa vita da malata.
Perché malata sono e non voglio nascondermelo e la condizione di giovane donna malata è quello che più mi descrive. Con gennaio entro nel quarto anno di terapie continuative. 
Ma, allora, sono anche una mamma lavoratrice.
Sapeste quanto sono orgogliosa.
Non è secondario che sono rientrata a lavoro e tutti, tutti, dagli ultimi ai vertici, mi hanno accolto con una gentilezza a cui non erano tenuti. Che apprezzo solo ora, dopo anni di ingratitudine, diciamocelo. Forse è perché se lo possono permettere, forse è perché non gli sono mancata/servita in questo anno di assenza. Ma è gentilezza comunque, sono sorrisi di accoglienza, sono passi verso di me. Ne sono grata, ne sono profondamente e inequivocabilmente grata.
Ho la piena consapevolezza della mia fortuna, ma sono veramente felice di poter fare qualcosa di più per meritarmela.
Adesso ci sono quattro settimane davanti a me prima dei prossimi controlli. E' tutto il tempo che ho prima di sapere se potrò andare avanti.
Speriamo che il corpo tenga la fatica e che non si ammali di troppa umanità. Perché io ho la sensazione che invece mi farà bene. E speriamo che sia così.

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33 thoughts on “Tornare a lavorare

  1. Bene, mi fa molto piacere percepire questa tua serenità.
    Il corpo terrà la fatica.
    Sull'ammalarsi di troppa umanità, diciamocelo, il rischio c'è, ma ne vale la pena.
    E' un buon anticorpo, troppo male non fa.
    Mi sembra di vederti  affacendata, la sera un po' stanca, ma gratificata dal tuo entusiasmo verso la vita.

    Un abbraccio

    Fourpi 

  2. Io sono certa che ti fara' bene… perche' quando la mente è serena anche il corpo di conseguenza lo è.
    Sono propri contenta di questo tuo ritorno al lavoro.
    Tante volte mi lamento del fatto che devo venire a lavorare ma in fondo so che se dovessi stare a casa mi annoierei da matti.
    Continua cosi' πŸ™‚

  3. donna-malata-mamma-lavoratrice, girale come vuoi, queste parole, tu sei tutto questo e anche molto altro. e tu hai la saggezza e la forza per gestire al meglio il precario equilibrio , momento per momento, scegliendo quello che in ongi momento è prioritario. fai bene ad esserne orgogliosa. un abbraccio, laura.ddd

  4. Buon lavoro cara Wide, e che insopportabili quelle mamme sempre puntuali, informatissime su ogni virgola non solo della vita scolastica dei loro pargoli, ma anche sulle vicende dell'intero plesso, neanche c'avessero un bollettino giornaliero, e quando si arriva un po' più stanche la sera, appoggiare la testa al cuscino è anche più bello!

  5. Ciao Wide,
    felicissima per questa bella notizia!
    Però…perdona questo mio appunto,ma,anche sul posto di lavoro (ahimè), ci sono persone sempre puntuali,sempre con il pranzo giusto e che parlano solo di caxxxte come le casalinghe…non mi sembra che il solo fatto di lavorare nobiliti un animo di per sè vuoto.
    Un abbraccio a te ed alle bimbe,a cui aggiungo,allora, anche un: Buon lavoro! Daniela

  6. So happy and proud of you!

    Certo che fa bene, fa un gran bene, insieme a quello che già sei e già sai.
    Perchè il lavoro è solo un bel contorno di normalità alla tua essenza, già di per sè incredibilmente meravigliosa!

  7. Come sono felice cara Wide. Aspettavo proprio queste tue parole, proprio queste, è così bello immaginarti che cammini a passo veloce verso il tuo posto di lavoro. E che ti sbrighi per andare a prendere a scuole le piccole. E che ti innervosisci per i soliti stupidi problemi che succedono in ufficio. Tutto questo è come una bella canzone! Rosita

  8. Anch'io sono felice, felicissima per te e anche un po' incongruamente orgogliosa, perché se è vero che faccio parte anch'io della categoria delle giovani donne, tu con la tua grazia e intelligenza contribuisci a nobilitarla, proprio oggi che viviamo tempi bui e ingrati.

    Un abbraccio e buon lavoro

    l.

  9. Lo sai come la penso… A me non lavorare – o meglio – non andare a lavorare – era l'unica cosa che mi piaceva, quando dovevo curarmi. Ma certamente dipende dal lavoro che si fa, e da quanto si ha voglia di continuare a farlo. E forse dipende anche per quanto tempo si è smesso di lavorare. Quindi sì, a te farà benissimo questo rientro alla "normalità". Buon lavoro! Baci
    Giorgia

  10. πŸ™‚

    Ma che bello!
    Ci voleva proprio una notizia bella per colorare un pò questa giornata!

    πŸ˜€ Un abbraccione!

    OrsaLè + l'inquilino

  11. @fourpi: grazie cara, si, ci voleva. sono proprio contenta. e serena, grazie

    @brillantina: si, è vero, sai che mi sento ancora più fortunata ad essere consapevole diquanto sia importante tornare a lavorare, perché per molti ovviamente non è così, nella fatica della routine. era così per me anche prima del resto. un bacione πŸ™‚

    @laura.ddd: grazie delle tue parole e del tifo ;), ma a proposito, perché è da un po' che non aggiorni da te? continuo a passare e non ti trovo mai…

    @tinkie: è vero, è vero. anche se, va detto, ci sono delle mamme casalinghe che sono adorabili e mamme casalinghe che lo sono per forza e mamme casalinghe coi capelli per aria che si scordano tutto ma sono mamme perfette, o che si ricordano di tutto, ma sono simpatiche. diciamo che ieri ho buttato fuori un po' di acrimonia verso alcune – in particolare – delle mie "colleghe" della scuola di Nina, sarà una mia impressione, ma una volta entrati alle elementari è come se si entrasse in una specie di ring a chi è il genitore migliore, hai presente? bacio

    @inno: è vero. una piccola rinascita, come una "vacanza al contrario" πŸ™‚ un abbraccio

    @daniela: verissimo verissimo, e poi come dicevo su, ci sono poi quelle mamme casalinghe che sono delle sante per cui non è giusto prendersela con la categoria in generale. posso dirti però, che in questa mia nuova vita le persone qui a lavoro possono fare qualunque cosa, ma non credo che mi farò mai irritare. non sono qui per loro, per fortuna, sono qui solo per me. πŸ™‚

    @sononera: tu sei troppo buona ed è evidente che non mi vedi da troppo tempo! ma io ti mando un sacco di grati baci lo stesso πŸ˜€

    @mammaogglavora: ieri pomeriggio ho pensato a questo tuo commento quando mi sono messa alla testa di un gruppo di mamme protestatrici contro gli organizzatori del corso di ginnastica ritmica delle nostre figliette. alla fine l'abbiamo spuntata noi e in effetti a volte siamo anche capaci di avere opinioni, è che magari non vale la pena stare lì a lambiccarsi per il tipo di prosciutto da mettere nel panino per la merenda, no? bacione

    @rosita: grazie amica mia, che bella immagine che mi rimandi, grazie πŸ™‚

    @4P: πŸ™‚

    @l: oh ti ringrazio. peccato che non sia proprio così tanto giovane per nobilitare tutta quella fascia di povere ragazzette "prostrate" da questi tempi bui. quanto bui…

    @giorgia: ma si, dipende troppo dal tempo, dai tempi, non solo quanto sono stata a casa, ma quanto devo curarmi – continuativamente. all'inizio non lavorare nei giorni delle terapie era una specie di vacanza dalla routine, un momento anche per ascoltare musica e leggere. ma diciamo che alla 300esima infusione, mi sono un po' rotta le palle πŸ˜‰

    @sissi: no, secondo me non ti convinco nemmeno io (ovviamente questo post è del tutto falso, l'ho messo in piedi solo per convincere te :DDD)

    @OrsaLè: oh che bello quando ti penso, un bacio a entrambi πŸ™‚

  12. Ma Wide ma che meraviglia leggere le tue parole!Mi sono commossa te lo giuro, forse perchè mi ricordi tanto la mia mamma e sappi che le tue nanine sono tanto tanto fortunate.Un abbraccio dalla tua terza figlietta tanto tanto felice per te e di te.Gin sloggata

  13. E' ovvio che ci sono mamme casalinghe meravigliose (e io un po' ho sempre sognato che la mia appartenesse alla categoria), il mio sguardo di traverso va in particolare a quelle che sanno tutto di tutti (non tutte sono casalinghe, devo precisare)  e che fuori dalla scuola spulciano tutto e tutti. Quelle mamme io non le tollero.

  14. @gin: grazie cara, non mi commuovere, sennò ora mi rimetto a piangere pure io πŸ™‚

    @tinkie: neanche io. e sopratutto: non le tollerano nemmeno i loro figli
    πŸ˜€
    vendetta, tremenda vendetta! πŸ˜‰

  15. ah per quelle ragazzette lì anch'io sono fuori target, temo, sono più vicina alla generazione delle nostre giovani ministre della gioventù e delle pari opportunità così pronte a battersi lancia in resta per la dignità delle giovani donne… πŸ˜‰

    l.

  16. Che bello, che bello, che bello!!!
    E ricordiamoci di questa contentezza anche quando tornerai stanca, anche quando maledirai il lavoro, anche quando ti farà una gran fatica andare in ufficio, anche quando rimpiangerai la maggiore libertà di prima!
    Ricordiamocelo! E vedrai che saremo ancora più contente.
    Che bella la vita normale!

  17. come ti capisco. appena saputo della amlattia ho cercato di nn variare di un millimetro la mia quotidianeità, mi sembrava che se continuavo a fare le stesse cose avrei fregato il tumore
    immagino che tornare a lavorare ti abbia fatto sentire più "sana", anche s eimmagino che alla sera tu sia cotta!!!
    coraggio ragazza, la scorza è dura!!!

  18. Anche io da una parte ho sermpre pensato che fosse più bello stare a casa e non lavorare, riprendendosi parte di una vita che è stata molto provata dal cancro.

    Però poi noti che c'è qualcosa di strano. Ti senti strana ad uscire la mattina, a vedere tanti anziani nei bar e sulle panchine e pensi, ma io sono ancora giovane, perché sto "per strada"?
    Ti senti strana quando senti i rumori delle porte che si chiudono sul pianerottolo la mattina presto, le auto che partono e la maggior parte della gente va a lavorare.

    Allora poi realizzi che lo svegliarsi la mattina presto, andare in ufficio, magari stancarti e tornare anche arrabbiata per qualcosa, fa però parte della vita normale.

    E come dice Anna Lisa, che bella la vita normale. Perché è quella che ci fa sentire ancorati alle giornate, quella che allontana il pensiero fisso della malattia.

    Forza Wide, continua così!

  19. Ciao, wide. Ti seguo sempre, combattiva e coraggiosa. Hai ragione, la normalità è importante ( e poi le mamme tuttologhe….):  faticosa, ma essenziale. Il rischio del troppo carico di umanità c' è sì, ma è un rischio che hai sempre corso : la tua grande, meravigliosa sensibilità ti rende così speciale per tutti , ma ti chiede in cambio di fare i conti quasi sempre con questo  tuo forte sentire   che sempre ti accompagna. Un abbraccio. Renza

     

  20. @l: se almeno avessi la taglia di quelle ministre,non dico certo la levatura politica, mi basterebbe la taglia…;)

    @anna lisa: si amica mia, non me lo scorderò né per me, ne per te. anzi sappi che porto un pezzetto di te con me ogni mattina che mi alzo ed esco per il lavoro. così poi quando ti toccherà di nuovo, non arriverà come una sorpresa. bacio grande!

    @anonimo: OH YES

    @emily: si anche il mio primo anno di terapie ho sempre lavorato, ma dopo tre anni pensavo di non potercela fare. adesso entriamo in una nuova fase e forse chissà, potrei farcela. speriamo, sicuramente mi serve, anche se arrivo al finesettimana completamente bollita. bacio!

    @camden: l'hai descritto benissimo, benissimo, quel sentimento di straniamento del sentirsi tagliati fuori. è vero sappiamo impiegare bene il nostro tempo libero, non ci piove, ma, beh, l'hai detto benissimo.

    @ziacris: o meglio, la sensazione di essere quasi normale. ma si, appunto

    @romina:troppo buona, troppo buona, ma grazie dell' incoraggiamento : )

    @juliaset: si lo so, ma prima sarebbe stato impossibile e anche adesso non so quanto durerà…non lo dico a nessuno, ma da quando ho ripreso soffro di strane vertigini, mi ondeggia tutto, spesso. stanchezza, emozione? boh. staremo a vedere…

  21. Vertigini?????? Non ne parlo con nessuno, eh no!!
    Parlane con l'esimio doct., sarà stanchezza, e ci sta, ma è l'emozioneeee!!!!!
    Non devi far vedere di più di quello che fai, ma quanto ti fanno lavorare ????
    Prima coccole, ciciecciccciò, mo' ti sfruttano.
    Guarda che sto scherzando. Però parlane.
    Sarà l'altitudine, forse se scendi in collina e lasci la grande e larga montagna spariscono anche le vertigini, mah chi lo sà.
    Indovina grillo che ti farò ricco! 

    Ciao cara Annette
    Fourpi 
     

  22. Ciao Wide,
    passavo da queste parti, tutto tace, "stai bene?", manco un scrittino stringatello, niente, nada, va bè ripasserò.
    Ciao carissima
    Fourpi

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