Quello che vorrei

C’è un mito strano dietro il cancro, e cioè che ora che hai il cancro, cavolo, puoi finalmente fare quello che hai sempre desiderato. Ma insomma, a parte qualche vero sfortunato, immagino che ognuno di noi cerchi sempre di fare ciò che più desidera (speriamo, nel rispetto della libertà altrui). A prescindere dalla malattia.
Sicuramente Obi e io da 5 anni viviamo con più consapevolezza, ci perdoniamo molto di più di come faremmo altrimenti, ce la prendiamo meno per le scemenze. E forse facciamo le poche vacanze e i viaggi con molta più gioia ed entusiasmo (ma chi non va in vacanza felice, deve essere scemo).
Ma anche adesso che io riesco a fare pochissimo (non lavoro, non posso viaggiare, non posso camminare più di tanto, ho zero energie per le relazioni sociali, etc), non sento che c’è qualcosa che dovrei proprio fare per non sprecare questo tempo (poco? Boh, non lo so mica. Non lo sapete nemmeno voi).
Io faccio esattamente quello che voglio.
Solo che voglio molto poco. E sempre meno.
Vorrei solo vedere crescere le mie figlie.
Ma questo è quello che desidera ogni genitore, senza bisogno di avere il cancro.
Solo che se hai il cancro, sai un po’ meglio che non puoi contare sui tuoi desideri.

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61 thoughts on “Quello che vorrei

  1. “Ma non voglio combattere.
    Se accetto la metafora del combattimento, accetto la possibilità di poter perdere.
    E io non posso permettermi di perdere.
    L’unica cosa che posso permettermi è di vivere, con ostinazione, volontà e anche una certa tigna.
    Per cui, niente battaglie per me.
    Questa è una strada, e intendo percorrerla tutta e il più a lungo possibile.”
    https://widepeak.wordpress.com/2009/03/26/questa-non-e-una-guerra/

    Io questo tuo post l’ho tatuato nel cuore, volevo solo ricordartelo.

    Ti voglio bene Wide.
    E ti mando una scatola di bacini appiccicosi per tirarti un pò sù.

  2. e avendo la consapevolezza di tutto questo, saprai trarre il massimo profitto e vantaggio per te, per Obi e per le nane.
    tu mii nsegni che chi è passato attraverso l’epserienza cancro ha un’altra visione della vita e del futuro, sappiamo apprezzare tutto il bene che arriva e, a volte, riusciamo a vedere il positivo anche dove un’ altra persone vedrebbe solo nero.

  3. Una mia cara amica, più di dieci anni fa, durante la chemio per cancro al polmone ricamava, se non vomitava, una tovaglia da dodici posti per la figlia- Pensava di avere così poco tempo davanti a se’ e di non arrivare al matrimonio della figlia, allora sedicenne. Sono passati dieci anni, la tovaglia è finita, ne ha fatte altre, la figlia non si è ancora sposata ma chiaramente per altri motivi, tra cui la giovane età. La mia amica è stata rioperata per recidiva e le hanno detto che capiterà ancora. Intanto lei va avanti, naturalmente con una concezione del tempo che solo lei può capire a suo modo, come capita a te. Tuttavia, ciò che ci accomuna è saper di non esserne padroni in termini di quantità, ma abbiamo la libertà di usarlo come possiamo-vogliamo.Un po’ come essere in affitto in una casa senza sapere la data della scadenza. Dicono di vivere senza sprecare tempo, ma io penso che si sia anche padroni di provarci, che anche questo sia un diritto.

      • Grazie cara e in bocca al lupo alla tua amica…il senso del tempo, delle occasioni e del futuro, beh sono questioni così mutevoli e personali…è sempre difficile e anche molto semplice, se vuoi. E in ogni caso, malattia o meno, è un po’ un mistero.

  4. Carissima ti auguro con il tutto il cuore di poterle seguire nella crescita tu!!!!! sei una splendida mamma e una splendida donna scusami se mi permetto in fondo non ci conosciamo ti seguo sempre sono mamma come te, ex malata di cancro (due anni fa un linfoma sono fra i più curabili) ad esso in attesa di una bimba alla faccia di “Lei è quasi sicuramente rimasta sterile!” Combatti come già fai loro non hanno sempre ragione…………………………scusami!!!!!!!!!!!

    • Carissima ti faccio i miei migliori auguri per la tua avventura di mamma: è una cosa bellissima! Grazie di averla condivisa qui 🙂

  5. beh senti io ho da poco scoperto che il tempo è mio e ho 54 anni! Ho passato la vita a lavorare a crescere mia figlia a correre tra lavoro, spesa, asilo poi scuola ecc.Adesso ho dovuto chiudere il negozio e a parte la preoccupazione economica, mi sono trovata a reinventarmi la giornata e ti devo dire che non dover correre, non dover far quadrare i minuti mi piace tanto.
    Spero tanto che tu possa uscire da questo periodo te lo auguro di cuore!

  6. Wide carissima. Alla fine nessuno di noi sa che cosa ci capiterà. Tutto cambia, e il dolore capita fra capo e collo quando meno ce lo si aspetta.
    Esiste solo il giorno per giorno che ognuno di noi dovrebbe imparare ad apprezzare perché l’unica certezza è il presente.
    Tu mi sembra che sai come goderti quello che vivi. le tue bimbe, la tua vita faticosa e difficile ma piena. E’ questo ciò che conta veramente.
    Ti abbraccio forte

  7. Ciao Wide..Ogni giorno può essere l’inizio e può essere la fine, per tutti, nessuno escluso. Le tue figlie stanno crescendo alla grande e tu ci sei. Punto. Un abbraccio. Giulia

  8. Annette cara, so che ti vengono i “fumini” se ti dico, che sei di una bellezza cristallina straordinaria, ma ogni tanto la mano sul pc prende il via insieme alla mente e al cuore, e va da sola. Ehm!!
    Io non lo so come si sta ad avere il cancro, (mò aspetta che tocco qualcosa di ferro), e non so come il tutto procederà, ma so che ce la metti tutta, a volte leggo tra le righe una fatica immane, percepisco i tuoi silenzi e i tuoi mini-letarghi come oasi di pace dove ti rifugi con consapevolezza e amore, per fare scorta di quel “benessere” che a mani grandi e braccia larghe come il mondo doni ai tuoi beni più vicini.
    L’ultima riga del post nella quale scrivi: …….sai un po’ meglio che non puoi contare sui tuoi desideri, ecco allora permettimi di mandarti attraverso la mia frequenza di pensiero, tanta energia positiva. Ciao e alla prossima un megaabbraccioneconsmackettoneincorporato.
    Fourpi

  9. Bellissima la tua frase: voglio molto poco, e sempre meno. Non ti da in un certo qual modo un senso di libertà? Sapere che i tuoi desideri più materiali hanno lasciato spazio a desideri più ristretti, concentrati. Dopo le mie due operazioni (e tenetevi pure per voi: “non c’è il due senza il tre” perchè tanto non ci credo :-P) ho capito quanto poco ho tenuto in considerazione il mio corpo nella vita. Era attenta a vestirlo, a inghirlandarlo (si dice? mah…) ma il tutto era rivolto alla superficie… Ora ho moooolti meno desideri, e mi sento più libera.
    Un bacio e buona domenica amica!

    • Assolutamente d’accordo: il processo di semplificazione “obbligata” della mia vita è sicuramente uno degli aspetti positivi di questi anni di malattia e di, spero, crescita personale…

      • Avevo frainteso il senso di quel “voglio molto poco, e sempre meno”. Grazie all’anonima per avermelo fatto vedere sotto una nuova luce e nel suo vero significato, e grazie a te, come al solito sei parecchi passi più avanti.

  10. che dire, sei molto saggia, sei un esempio per tutti, perche’ la vita riserva sempre un sacco di sorprese..e io sono epssimista, quidni penso solo brutte…
    sei capace di mettere in parole le mie paure piu’ profonde…sei porprio una grande…annalisa

  11. Cara Wide, per me la consapevolezza della precarietà della vita esiste da molto tempo, anche se apparentemente sono “sana”. In compenso ho perso qualcuno durante il mio percorso (ora ho 47 anni) e non solo a causa del cancro ovviamente. A 22 anni mi sono operata al seno per un fibroadenoma (che allora si ipotizzava potesse trasformarsi in qualcosa di serio). Essere arrivata alla mia età mi sembra una fortuna anche se i miei desideri non si sono realizzati. Tutto qui.
    Con affetto. Ambra.

    • I desideri cambiano. Sono certa che ne hai realizzati altri, e forse chissà erano anche meglio di quelli di un tempo. Ma in ogni caso io penso che la felicità sia una cosa più complessa del realizzare semplicemente ciò che desideriamo, no?

      • Io credo che la serenità si raggiunge quando realizziamo quello che siamo nei vari settori della vita.

  12. Pienamente d’accordo, sono mamma di due piccole polpette e, cancro o meno, so che quello che desidero più di ogni cosa, in assoluto, è vederle crescere…il resto è accessorio…tutti cerchiamo di vedere nella vita quello che conta per noi, solo che alcuni lo vedono più limpidamente…
    Tu quando scrivi tocchi sempre il mio cuore…grazie wide, grazie davvero

  13. Cara Wide,
    mia mamma ieri sera si è commossa nel dirmi che vorrebbe tanto vedere la sua nipotina (mia figlia, quasi seienne) crescere e che questo la farà vivere più a lungo (lei che quando 17 anni fa ha avuto un tumore maligno al seno, forse non immaginava neanche di diventare nonna).
    Questo per dire che alla fine vogliamo tutte la stessa cosa….
    Ti abbraccio. Le tue figlie hanno una mamma consapevole di quanto sia prezioso il tempo che condividete…cosa che ultimamente mi pare sempre più rara!

  14. Ricordo un tuo vecchio post.. Non saprei dirti a quando risale.. Ma c’è una frase, che da quando l’ho letta mi è rimasta nel cuore, e per me, che sono credente, mi ha ricordato la passione vissuta da Gesù (visto che siamo vicini alla Pasqua): ‘il mio corpo è sacro’.
    Ed è da allora che, leggendoti, ho capito cosa sia la sacralità della vita umana, di quanto sia bello ed infinitamente prezioso il tuo corpo martoriato, maltrattato, stanco. È prezioso perché porta il peso della malattia senza togliere dignità alla tua persona. È bello perché manifesta in ogni gesto, lento e sofferto che sia, la bellezza della vita.
    tieni duro Wilde, che la strada è ancora lunga.

    ti saluto con i bellissimi versi di una poesia di Neruda:
    ‘Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
    richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
    respirare.
    Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una
    splendida felicità.’

    Ti abbraccio.

    • Hai davvero un modo speciale di scrivere, cara Wide, perchè anch’io, come l’amica qui sopra, sono rimasta colpita da quella stessa frase, e più volte mi sono ritrovata ad usarla, sicuramente con più banalità, con le mie figlie per spiegare loro che devono stare attente agli adulti che si avvicinano troppo, che gli orecchini non sono importanti, che il corpo è una scatola bellissima il cui scopo è dare spazio alla mente… tante cose, che si spiegano tutte con le tue semplici parole. Dici che prima o poi dovremo iniziare a chiamarti “maestra”??? grazie! ciao

      • Ti ringrazio, ma spero proprio di no 😉 non c’è niente di originale nella mia idea del corpo…è originale solo il modo in cui riusciamo a sentirlo in situazioni di “bisogno”. Ma grazie

  15. Sì, ognuno di noi desidera tante cose per il futuro che ci ‘daran le stelle’.
    Ed è importante per tutti vivere appieno il tempo che abbiamo a disposizione, con posiitvità e animo sereno, godendo delle tante ‘cose’ belle che abbiamo intorno, grandi o piccole che siano.
    Un abbraccio, cara Wide!

  16. Come sempre dici cose sagge. E la malattia non cambia i nostri desideri. Che tutto sommato sono semplicemente di vivere una vita semplice ma piena, di stare vicino alle persone che amiamo e di non perdere tempo con le follie di questo mondo. Solo che tu, noi, forse lo capiamo meglio (o solo prima) di altri…

  17. Scrivendo dal cellulare sono rimasta fregata: non mi ha messo il nome.
    Mi chiamo Daniela, ho 21 anni e da quando ho iniziato a leggerti faccio tantissimissimo il tifo per te!! 🙂

  18. ehm..la mia presentazione è riferita al post con la poesia di Neruda xD ma mi sa che è meglio se mi fermo perché sto facendo un pò di pasticci! Un bacino grosso grosso 🙂

  19. Quello che vorrei e che ne avessi tanto tanto di tempo così’ come vorrei ne avesse ogni mamma che ha figli da crescere. Nessuna di noi però’ sa quanto il destino decide sia la sua “dote”. Forse per quello ogni attimo che dedico a mio figlio cerco di scolpirmelo nell’anima. Quanto profondo si va leggendoti….

  20. “Vorrei veder crescere le mie figlie”…..questa frase mi ha colpito tanto perchè è quello che penso anch’io tutti i giorni.
    Simonetta

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