Meglio tutte e due

Lilla: “Sai come ti vorrei io, mamma?
Più magra; coi capelli lunghi fino qua (indica la vita); che puoi camminare veloce; che puoi piegarti fino a così (indica inchinarsi a prendere qualcosa da terra); con lo stesso cuore”.

Nina: “Mamma, perché la malattia è venuta proprio a te?”

Queste affermazioni e questa domanda ultimamente si alternano (o si susseguono) praticamente ogni giorno, preferibilmente alle ore dei pasti.

Allora sia chiaro: io adoro le mie figlie, ma proprio le amo con tutto il mio cuore, non ci piove.
Però ragazzi, credetemi, ci vuole fegato a non scappare in un angolo ogni volta a piangere per la frustrazione, la depressione o la semplice impotenza.
Fegato o una buona dose di autoironia. Anzi, meglio tutte e due.

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30 thoughts on “Meglio tutte e due

  1. 😦 Ci vogliono fegato e autoironia. Ma capisco che con tutta la buona volontà e l’amore per le figliette certe parole sono stilettate che fanno malissimo. Se potessi direi a Nina e a Lilla che devono essere fiere di averti come mamma. Un bacetto (domani potrei passare…)

  2. Un grosso abbraccio. Purtroppo non posso darti di più. Sei fantastica perchè hai fegato e autoironia…..e le tue bimbe sono certamente fiere di averti come mamma…..e quel “con lo stesso cuore” non ha prezzo…….Un Bacione
    Romina

  3. Evidentemente, tra le altre cose, tra cui spicca “il tuo cuore” che loro non cambierebbero mai, hai offerto e preparato per le tue bambine un terreno così sano e sicuro per cui possa trovar sempre posto la verità. Anche quando la verità è dolorosa per chi la dice e per chi la sente, si riesce a condividere. Sono sicura che potete con altrettanto amore reciproco dividere i momenti di gioia e dirvi senza freni che vi volete tanto bene. Come saprai tutto ciò, inestimabile ricchezza tra persone, non è affatto frequente in una famiglia. Evidentemente tuo marito e tu vi siete sempre posti anche con le bambine a cuore coraggiosamente aperto, è un lavoro di tessitura iniziato da sempre, non si può ottenere all’ultimo momento una schiettezza simile. Ritieniti abbracciata col pensiero ogni volta che, come hai descritto, ci sarebbe da scappare in un angolo. .

  4. Lo so che non è una consolazione, ma le tue bimbe hanno il tuo stesso cuore. Un abbraccio, se vuoi scappare in quell’angolino, io ci sono

  5. io non me lo spiego, come mai le seienni (o forse pure le ottenni) hanno questo feticcio per i capelli lunghi. La mia ha appena smesso di disegnarmi come Rapunzel ma comunque mi aggiunge sempre un 20cm buoni di lunghezze. E io ho i capelli corti eh!
    Hanno pure, le seienni e forse anche le ottenni, la capacità di fare le domande più sbagliate al mondo (questa se vuoi e se mi mandi un indirizzo e-mail te la spiego pvt). Probabilmente è una cosa che dipende dall’età, non so.
    Pero sono carine di bestia, neh? E poi ti lasciano lo stesso cuore, che è la cosa importante!!

  6. io penso che la verita’ vada sempre detta ai bambini..anche se tutte le volte io non riesco ad avere tanta ironia e piango miseramente,,,,,un abbraccio per la tua forza…

  7. La cosa più difficile è sapere di essere, senza colpa ma sentendoci in colpa, la causa di tanto dolore per i figli. Proprio noi mamme che potremmo dare la vita per la loro felicità. Ma…senza risposte per i perché le cose accadono, non possiamo far altro che accettare anche il loro dolore. Anche piangere con loro, perché il dolore fa piangere. Dopo la malattia, come tante, ho fatto un viaggio dentro di me e ho imparato che é veramente difficile accertare il dolore. Forse è più facile combattere, essere forti anche se dentro ti senti sgretolato. Esternare con semplicità il mio dolore per quanto mi è successo e qualcosa che ho imparato da poco e credo che in questo nuovo modo di vivere il dolore, accettandolo , i miei figli possano trarre insegnamento. Ti sono tanto vicina e ti capisco profondamente. Mi chiamo grazie ti abbraccio

  8. Ricordo mia nipote seienne in prima elementare:” Vorrei una mamma come quella di A.” A. era un suo amichetto di classe, la mamma, a sua volta mia compagna di classe alle superiori, una gnocca da paura. Mia sorella? una normalissima mamma che quando accompagnava la figlia a scuola magari non era proprio truccatissima e col tacco 12 e che agli occhi di una bimba, di fronte all’altra mamma, spariva proprio. Il fatto è che i bimbi sanno tirare certe stilettate che mammamia…….. Però capisco la tua frustrazione e ti mando un abbraccio

  9. Quando a mia madre trovarono un tumore al seno lei reagì come se questa malattia fosse una “colpa” e decise di non dirlo a nessuno, neppure alle sue sorelle, fece la chemio e si rifiutava di farsi vedere pelata perfino da me. Io ero grande (andavo all’università e non desideravo fosse diversa da com’era, anche se la volevo sana) e questo mi fece soffrire perché non capivo come potesse non voler condividere questa sofferenza con sua figlia. Sono passati 17 anni, ne abbiamo parlato tanto e lei mi ha confessato di essersi molto pentita, di aver sofferto forse anche di più tenendosi tutto dentro, tutto il dolore per se.
    Le tue bimbe sono piccole, la loro onestà è “spietata” e posso (forse solo lontanamente) immaginare cosa tu provi di fronte alle loro domande ed affermazioni, ma credo che sia la maniera più sana di vivere questa realtà.
    Tu sei forte, hai tanta ironia, ma i figli ci mettono sempre con le spalle al muro.
    Però il cuore non lo vorrebbero cambiare e questa secondo me è l’affermazione più importante.
    Ti abbraccio Wide.

  10. Io ci sono andata qualche volta, in quell’angolino: è successo quelle volte in cui non sono stata in grado di gestire la frustrazione. Magari un giorno in cui il braccio mi faceva particolarmente male, e all’improvviso sentivo addosso il peso di tutto. Mi è successo, anche davanti ai miei figli che sono un filo più piccoli dei tuoi. Mi è successo e non è stato bello, non so come l’abbiano presa. Ecco, a me fegato e autoironia non sempre mi accompagnano…
    Un abbraccio

  11. è proprio questo il bello dei bambini: dicono ciò che pensano, senza condizionamenti. L’autoironia non ti manca certo, ma capisco che non si è sempre ben disposti. Quando non ci sono loro fatti un bel bagno di pianto e sfogati ….. tanto sai che ti amano lo stesso. Un superabbraccio dolce. simonetta

  12. Anche mio figlio minore, quando aveva pressapoco l’età delle tue bimbe, mi dava dei ‘suggerimenti’ perché fossi, esteticamente, come piaceva a lui: più truccata, con tacchi alti, sempre ben pettinata e con abiti appariscenti…
    Mi suggeriva perfino l’abito da sposa che avrei dovuto indossare (noi ci eravamo sposati in super-borghese..)… senza specificare il ‘quando’…
    Un abbraccio ‘pasqualizio’ a te e alle tue splendide bambine, così ‘dirette’ ma sempre piene d’amore per la loro mamma.
    Ciao, Wide!

  13. Cara Wide, come dice una canzone: “ci vuole un fisico bestiale per resistere agli “urti” della vita”!
    E’ proprio vero, ed io ne sò qualcosa,anzi molto al riguardo. Io credo che tu lo hai e lo mantieni anche grazie all’affetto del tuo Obi e delle tue bambine. Ti auguro di riuscire ad amare , nei limiti del possibile, ogni giorno della tua vita e dici alle tue bimbe che la vita è un pò misteriosa ed è difficile trovare risposta a certe domande……Ti abbraccio forte.
    Una tua ammiratrice.

  14. “con lo stesso cuore” racchiude tutto ciò che hai insegnato alle tue figlie.
    Non ti conosco ma posso dire che ti voglio bene.
    Un abbraccio a tutti e quattro
    Claudia

  15. Eccerto che ti vorrebbero più sana. Certo che vorrebbero capire… “perché proprio a te” (e chi non se la è posta questa domanda..). Ma il cuore, no… il cuore… vogliono proprio il tuo. Cara Wide, questa è davvero una grande dichiarazione d’amore. Alla quale attingere quando l’ironia e il coraggio sembrano assottigliarsi. Un abbraccio

  16. E’ la parte più difficile. E’ la cosa più dura. Vorresti risparmiarglielo, ma non puoi. Il cielo sa cosa daresti per evitargli questa cosa, e non si può. Ma nella loro trasparenza di bimbe, le tue figlie ti stanno amando come non mai. Ed è una cosa grande.

    • E’ come dice mamiga72, le tue piccole ti stanno amando come non mai, wide.
      E tu , deglutendo il dolore con tanto fegato e con l’ autoironia, procedi incessantemente. Vai wide, piangi quando è necessario, ma vai. Adesso è Pasqua, spero che qualche colomba ti porti un po’ di sollievo. Un abbraccio.

  17. Ah cara Wide, le tue bambine sanno che le parole sono importanti, aiutano a capire, a rallentare l’ansia, a dire la verità, a trasmettere l’amore. È questo lo devono a te. Impareranno il tuo magnifico talento. Trovare le parole per dirlo. Ora cercano, con tutto l’amore che possono, fisso su di te.

  18. Comunque tu la viva e la intenda, cara Wide, buona Pasqua. Un abbraccio caldissimo dal diluvio del nord Italia. Domani ci starebbe bene la polenta..

  19. Come ben dici tu, ci vogliono tutte due, fegato, una buona dose d’ironia, bontà, altruismo, intelligenza, e tanto, tanto, ma proprio tanto amore. Ops ma quante sono, più di due e penso ce ne siano altre, ma solo in cuore grande c’è posto per tanto bene.
    Fourpi

  20. Un abbraccio forte cara Wide, con l’agurio che possa arrivare presto un lunghissimo perido di serenità e che il tuo desiderio più grande si possa realizzare. Sono solo parole lo so, ma non posso offrirti altro purtroppo.
    Sonia

  21. io al fegato e all’ironia ci aggiungerei un porto… azz, ‘ste nane con leggerezza picchiano dove fa più male. Per fortuna compensano con tutta l’allegria che portano.
    Il mio primogenito per anni mi stressò, una mamma senza trucco non va bene, ci vuole il rossetto rosso, poi “mamma lo sai che sei cicciona”. Un giorno comprai il rossetto e lo misi per farlo contento. Mi guardò e mi disse “No, mamma. Toglitelo che è meglio”, 🙂
    Baciotto

  22. Cara Wide, condivido i commenti che ho letto finora ma vorrei aggiungere che i bimbi di oggi sono pericolosamente bersagliati da messaggi subliminali (e non) che enfatizzano l’estetica, i modelli di perfezione totalmente irreali della tv e di internet. Le tue piccole sono piccole ma già grandi per essere possibili destinatarie di questa cultura vuota e fatua.
    Mi è venuta un’idea: raccontare loro delle favole in cui le principesse sono cicciottine, i principi azzurri sono a volte calvi e a volte con cavalli zoppi….. e ovviamente gli eroi e le eroine ricordano vagamente i tratti di mamma 😉

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