Post-risposta

Questo doveva essere un commento di risposta, ma poi mi è sfuggito di mano e allora, tiè, beccatevelo qui…
@tutti: grazie a tuttissimi, non sapete quanto avevo bisogno di tanta solidarietà imbufalita, grazie 🙂
comunque oggi poi Obi ha avuto una buona idea, abbiamo chiesto alle maestre se Nina poteva guardare lo spettacolo in una posizione separata dagli altri spettatori e dai bambini e poi ritirare il diploma al momento giusto. Le maestre hanno acconsentito e così, non solo abbiamo potuto portare Nina comunque alla cerimonia e lei ha potuto ritirare il suo diplomino (con incluso cappellino!!), ma abbiamo anche potuto vedere Lilla in una posizione privilegiata rispetto agli altri genitori. AH AH AH AH!!! Le mie brave patatelle!!!
Siamo ancora in forse per i viaggi invece. Abbiamo comunque annullato Gardaland visto che si poteva fare senza perderci la prenotazione…aspettiamo di capire se domattina anche Lilla o Obi hanno preso la varicella e poi decidiamo se annullare anche quello per Venezia, che tanto con quello i soldi li perdiamo comunque.
Per quanto riguarda me, invece, poiché al DH hanno pensato che potessi essere un "vettore di varicella" per gli altri malati, oggi mi sono fatta la chemio in una stanzetta da sola, un vero lusso, con colonna sonora di De andré. molto bello…peccato però che poi mi si sono scordati là, e quando a un certo punto mi scappava la pipì, ho dovuto cominciare a gridare perché mi salvassero da un umiliante destino.
Infine al ritorno a casa ho avuto una piccola crisi perché la casa era tutta in disordine, mia madre è scappata non appena abbiamo rimesso i piedi in casa, mentre io mi aspettavo che si fermasse ad aiutarmi fino all’ora di cena. E come ciliegina sulla torta, la babylalla che era stata con Nina e Lilla ieri sera mentre noi eravamo , e stamattina con Nina a casa quando siamo dovuti uscire per la chemio, mi ha sporcato tutta la macchina del gas, e là lasciata lì sporca da ieri sera. Ora, quando babysittera le bimbe, è ovvio che pensa a loro e non alle pulizie. Ma cavolo, io pulisco quando sporco! soprattutto se so che la persona che mi paga sta tornando dalla chemio rincoglionita e ieri sera a mezzanotte ha trovato comunque il tempo di ascoltare le sue preoccupazioni per un prossimo viaggio che deve fare. Ma guarda te! ci sono rimasta male e ne ho approfittato per sentirmi la più tapina derelitta sfigata del mondo, ho pianto un paio d’ore d’ordinanza. Poi ho alzato le chiappe dal letto, ho preparato un bel minestrone di miso e ho telefonato a mia madre e gliene ho dette quattro, ma nel modo giusto. Spero. E questo vale anche per la babylalla, cioè devo trovare il modo di farlo, perché non è facile rimproverare qualcuno con cui hai un rapporto di lavoro che è anche di profonda amicizia, per una cosa che di per sé è una cazzata, ma che rappresenta una vera mancanza di sensibilità…
Vabbè, la pianto e vado a dormire, sono ben le nove e mezzo e tra meno di 4 ore devo svegliarmi per dare l’antivirale a Nina. Che pacchia!
buonanotte a todos!

ps. No, Grigia non è tornata. Lo so che i felini sono per natura infedeli. Ma non è questo, è solo che vorrei sapere che è felice.
E che lo era anche qua.
Sic.

Concentrazione

Il titolo del post è riferito alla concentrazione di cose che mettono l’ansia.
Passi per il fatto che a Natale ho duemila persone a pranzo e non ho intenzione di concentrarmi sul menu prima del 24 verso le 17. Questo non mi mette ansia per niente. No.
Poi questa settimana Obi è fuori quasi tutto il tempo e io dovrò lavorare tantissimo. Ma passi. Mi sono abbastanza organizzata con la babylalla. Mi mette l’ansia non farcela fisicamente, ma psicologicamente, sono anche contenta di sbattermi un po’.
Passi pure il fatto che forse mercoledì decideranno se devo cambiare lavoro tra 15 giorni. Ecco questo mi ansiotizza abbastanza. Vorrebbe dire lasciare il magico mondo di za, ma visto che è un anno che si prospetta questa eventualità, senza che poi si concretizzi, mi preoccuperò da giovedì in poi. 
La cosa che invece mi paralizza lo stomaco e mi ottenebra il cervello è che mi chiama mia madre, e parlando, tra una cosa e l’altra, mi butta là un: "Sai che dovrei fare una TAC perché il medico ha visto qualcosa, che non capisce bene cosa sia. Probabilmente non è niente, ma mi ha detto che devo fare la TAC."
"Ah. Ok."
Silenzio mio.

"Ti serve che passo in questi giorni?", mi fa.
Pausa. Poi:
"Ah, in effetti martedi pomeriggio potrei aver bisogno di un aiuto".
"Ok, allora a martedì, vengo quando vai a prendere le bambine".
Silenzio mio.
"OK", dico.
Mia madre deve fare una TAC, il mio mondo è temporaneamente paralizzato dall’ansia.
Ora gliela prenoto.
Ma, sinceramente, non so se riesco a reggerla questa cosa.

Adottati

Siamo stati adottati, almeno temporaneamente, dai due gatti famelici che ci fissano fuori dalla porta finestra. Oggi la babylalla ci ha informato, lei esperta, che si tratta di mamma-figlio abituati a stare in casa. Per questo vogliono entrare e non gli basta stare in giardino.
Più che adottati, direi che siamo blindati dentro. Non possiamo aprire le finestre sennò entrano, per cui sono due giorni che moriamo di caldo con le finestre chiuse e ci fissiamo reciprocamente dal vetro. Tranne quando esco a dargli da mangiare e innaffiare l’orto asfittico.
Sono fetenti i gatti.
Loro lo sanno.
La badante ucraina nostra vicina di casa e di giardino, persona amabilissima, gli ha fatto una cuccia e gli dà da mangiare. Ma, come siamo rientrati dalle vacanze, loro si sono piazzati da noi.
Hanno capito che da noi c’è un punto debole.
Che c’è una speranza.
Proprio ieri con Obi dicevamo che quello spazio vuoto lasciato dal fasciatoio già da più di un anno lo dovremmo riempire.
Mmm.
Già lo so che come rientra Nina prenderà un gatto per la collottola e un altro per l’altra e li porterà dentro come se fosse la cosa più normale del mondo. Nina è fatta così, ha una naturale predisposizione per gli animali. Lilla invece scappa impaurita. Patata.
Ma è proprio da lei che io ho imparato che non sono in grado di prendermi cura di un altro essere vivente nella nostra famiglia. Che quattro sono il massimo.
Epperò. I gatti d’inverno ti si piazzano sulla pancia mentre leggi, ti danno quei simpatici morsettini.
E soprattutto annusano la speranza a miglia di distanza. E questo a noi potrebbe anche tornarci utile. In ogni caso, mi impegno qui pubblicamente, gli troveremo una casa. Alla faccia di quegli infami che li hanno abbandonati.