Periodi buoni

Potrei rallegrarvi con i miei appunti sul TABU' nr.2, ma poiché lì andremo sul pesante (preparatevi), forse oggi che è lunedì, ve lo risparmio.
Potrei raccontarvi dell'orgoglio di me ieri alla manifestazione. Di come sono stata fiera di aver mollato le nane a Obi e aver preso la metro, benché stanchissima e dolorante (piccoli dolori da vecchia, niente di che) e aver manifestato insieme alla mia Lepi felice felice di essere tutti così belli, così brave persone, così tante.
O potrei raccontarvi di sabato, di come ho fatto una ecografia epatica perché Mr.Clint ha deciso che mi sono presa abbastanza radiazioni gratuite a botte di TAC ogni tre mesi e allora, d'ora in poi, dove si può, controlliamo con l'ecografo.
Si. Sono d'accordo. Va bene. Ok.
Solo che si sono sbagliati e mi hanno fatto una richiesta per la sola eco epatica, cioè mi hanno guardato solo il fegato. E la tac di giovedi mi vedrà solo il cranio e i polmoni. Nonostante la mia tendenza a minimizzare le preoccupazioni proprie e altrui, ho il sospetto che tra la mia panza e la mia schiena alberghi qualche altro organo piuttosto importante e sono dovuta andare a puntualizzare  che così no, non va bene, non sono per niente tranquilla e che sì, può andare stavolta che i marcatori sembrano stabili, ma la prossima volta l'ecografia deve essere addominale completa. Sai com'è, il pancreas ci mette anche meno di tre mesi a farti secco, e vorrei proprio evitarmi il rischio, visto la vita d'inferno che faccio comunque.
O no?
Sabato mi hanno fatto parecchio arrabbiare, non so se si è capito. Ma mi hanno dato ragione e hanno ammesso lo sbaglio.
Umpf.
Comunque il fegato sta bene. E questa è una prima buona notizia.
Per il resto è stato un buon weekend. Mi sono stancata un po', ma è stato bello. E le nane sono state bravissime. E poi è tornato quell'abbacchio di Cimino (che era scomparso per 5 giorni, e io avevo già fatalisticamente accettato la cosa) e poi sono stata in biblioteca e ho preso un sacco di libri, e poi oggi pomeriggio prendo le prime pagelle di Nina e lei e Lilla stanno crescendo così serene, vivaci, aperte. Insomma, è un buon periodo e aver ripreso a lavorare è una cosa che mi fa bene veramente, sono molto aperta a tutti gli stimoli, e ho la fortuna di un lavoro che davvero ne offre tanti. Ecco, sono serena. E questo a 4 giorni dalla consueta visita alle mie metastasi polmonari è una specie di evento. Dico davvero. Speriamo che duri un pochino.

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Whitepeak

Nevica nevica nevica!!!
Lilluccia malatina, i gatti e io ce ne stiamo dentro casa a guardare cartoni natalizi.
Poi torneranno anche Nina e Obi e, se continua a nevicare fuori, la felicità dentro sarà perfetta!
Ci sono certamente un sacco di cose che potevano rendermi felice, ma diciamo che la neve era decisamente una di quelle tra le prime in lista.
Bello. Bello. Bello!

Come una funambola

Traccheggiavo, io.
Facevo finta di niente.
Lo avevo ricevuto in mano dall'autrice, con tanto di dedica personalizzata, ma me lo tenevo lì, per dopo.
Per un altro momento.
Per più avanti.
Poi, in questi giorni di intensissima fatica mentale, di ferreo contenimento emotivo, mi ci sono rifugiata dentro, trovando il porto sicuro della comprensione, così come è stato due anni fa quando sono capitata sul suo blog.
Leggendolo ho capito perché non volevo farlo e perché è così bello.
La verità è che non volevo leggerlo questo suo libro, perché vorrei che Giorgia non fosse mai stata malata, e perché voglio che non lo sia mai più. Perché mi viene da piangere ogni volta che riconosco le sofferenze, gli abbattimenti e gli sforzi che ci vogliono ad alzare la testa, nella malattia e nel superamento della malattia. Sono quelli che affronto ogni giorno da tre anni. Ma non sopporto che lo debbano vivere, o che lo abbiano vissuto, quelli a cui voglio bene. Sono egoista. Voglio sta cazzo di malattia tutta per me, che ci volete fare.
Ma Come una funambola è bellissimo, ha quella bellezza discreta della verità e della vita che è fatta di inciampi, di mattine luminose, di capelli che cadono e che ricrescono, di amici che spariscono e di gatte che ci sostengono.
E' bello perché racconta con il semplice scorrere delle pagine che, se non hai paura di avere paura, la vita è un viaggio molto interessante, pieno di persone amabili, pieno di fatiche nobili, di incredibili fortune, e insondabili tristezze. Anche se hai avuto il cancro. Anche se ti è tornato. Anche se devi fare di tutto per non fartelo tornare.
E racconta – e non so in quanti finora lo abbiano saputo fare così bene – che accanto alla chemioterapia, accanto a tutti gli esami diagnostici del caso, quello di cui è fatta la guarigione profonda è l'impegno, a volte per niente facile, di mantenere aperto, vivo, anche polemicamente, il dialogo con il proprio medico, l'impegno a credere che bere l'aloe tutte le mattine può aiutarti (ed è vero che ti aiuta)  e che imparare i passi dell'anatra selvatica non solo non può farti male, ma probabilmente ti aiuterà a rimettere in circolo tutto quello che di buono hai sotto le tue di ali naturali.
Ecco, le ali naturali di Giorgia sono molto grandi, e si dispiegano con forza lungo tutto questo bel libro, tanto che alla fine, ti tirano su con loro.
E, benché in equilibrio precario, da lassù si sta molto meglio, datemi retta. Leggetelo.

Regali

Domani è il mio compleanno e anche se non ho l’entusiasmo dello scorso anno, anche se peso 8 chili di più, anche se ho una zazzera in testa ancora più ridicola (sembrava impossibile, e invece…), e anche se di fatto sono più vecchia e nelle foto di questa estate sembro spesso la suocera di Obi piuttosto che la compagna, beh comunque sono contenta in primo luogo che questo anno sia passato. E’ stato troppo spesso doloroso e faticoso, anche se come ogni anno porta perle luminose di serenità e di felicità concreta. Ma i miei 36 anni sono stati duri e vorrei che questi 37 fossero un pochino più clementi, e anche più leggeri (specie all’altezza dei fianchi, se possibile).
In ogni caso, domani celebrerò la giornata con tutti i crismi, vi ricordo che sono peggio dell’ultimo dei ragazzini viziati, adoro i regali e voglio fare la reginetta della giornata.
E per compiacere la mia anima ciacciotta, sappiate che i festeggiamenti sono cominciati dal mio amichetto Lamar qualche giorno fa, con una giornata meravigliosa, seguita poco dopo dal regalo che avevo chiesto a Obi per questo compleanno. Un regalo che è arrivato per caso. Anche se, come ci ricorda sempre Lilla, citando Kung Fu Panda: "il caso non esiste".
Signore e signori, date il benvenuto a Rubino e Cimino i nuovi componenti della famiglia Wide.

estate_2010 628

…e letture estive

Tra pochi giorni si parte per andare qui.
Vagolo ancora nel mio umore strano, che soprattuto è molto affaticato, credo. Vagamente ciclotimico. Per impedirmi di fare troppi casini, mi sono data alle pulizie integrali della casa, che con 40° è una esperienza sicuramente gratificante. Ieri mentre pulivo sopra il pensile più alto della cucina, luogo dove chi mi fa le pulizie in genere evidentemente non è mai arrivato, cosa ho trovato? un palloncino sgonfio di qualche nanofesta e tante piccole ormozampette di Grigia. Così stanotte per nostaglia me la sono sognata. Sic.
In compenso ho finito la splendida, ma cupa lettura di cui sopra e adesso devo preparare i bagagli per le vacanze. Che ne dite di suggerirmi un titolo leggero e/o di facile lettura, e/o molto entusiasmante, e/o molto bello? Domani andrò in libreria a fare scorta. Le uniche indicazioni che chiedo sono che non sia troppo breve, non riesco a leggere libri troppo corti. A meno che non siano geniali, è ovvio.
Mentre ci pensate vado a finire le pulizie. Ma che palle però, eh?

Post-risposta

Questo doveva essere un commento di risposta, ma poi mi è sfuggito di mano e allora, tiè, beccatevelo qui…
@tutti: grazie a tuttissimi, non sapete quanto avevo bisogno di tanta solidarietà imbufalita, grazie 🙂
comunque oggi poi Obi ha avuto una buona idea, abbiamo chiesto alle maestre se Nina poteva guardare lo spettacolo in una posizione separata dagli altri spettatori e dai bambini e poi ritirare il diploma al momento giusto. Le maestre hanno acconsentito e così, non solo abbiamo potuto portare Nina comunque alla cerimonia e lei ha potuto ritirare il suo diplomino (con incluso cappellino!!), ma abbiamo anche potuto vedere Lilla in una posizione privilegiata rispetto agli altri genitori. AH AH AH AH!!! Le mie brave patatelle!!!
Siamo ancora in forse per i viaggi invece. Abbiamo comunque annullato Gardaland visto che si poteva fare senza perderci la prenotazione…aspettiamo di capire se domattina anche Lilla o Obi hanno preso la varicella e poi decidiamo se annullare anche quello per Venezia, che tanto con quello i soldi li perdiamo comunque.
Per quanto riguarda me, invece, poiché al DH hanno pensato che potessi essere un "vettore di varicella" per gli altri malati, oggi mi sono fatta la chemio in una stanzetta da sola, un vero lusso, con colonna sonora di De andré. molto bello…peccato però che poi mi si sono scordati là, e quando a un certo punto mi scappava la pipì, ho dovuto cominciare a gridare perché mi salvassero da un umiliante destino.
Infine al ritorno a casa ho avuto una piccola crisi perché la casa era tutta in disordine, mia madre è scappata non appena abbiamo rimesso i piedi in casa, mentre io mi aspettavo che si fermasse ad aiutarmi fino all’ora di cena. E come ciliegina sulla torta, la babylalla che era stata con Nina e Lilla ieri sera mentre noi eravamo , e stamattina con Nina a casa quando siamo dovuti uscire per la chemio, mi ha sporcato tutta la macchina del gas, e là lasciata lì sporca da ieri sera. Ora, quando babysittera le bimbe, è ovvio che pensa a loro e non alle pulizie. Ma cavolo, io pulisco quando sporco! soprattutto se so che la persona che mi paga sta tornando dalla chemio rincoglionita e ieri sera a mezzanotte ha trovato comunque il tempo di ascoltare le sue preoccupazioni per un prossimo viaggio che deve fare. Ma guarda te! ci sono rimasta male e ne ho approfittato per sentirmi la più tapina derelitta sfigata del mondo, ho pianto un paio d’ore d’ordinanza. Poi ho alzato le chiappe dal letto, ho preparato un bel minestrone di miso e ho telefonato a mia madre e gliene ho dette quattro, ma nel modo giusto. Spero. E questo vale anche per la babylalla, cioè devo trovare il modo di farlo, perché non è facile rimproverare qualcuno con cui hai un rapporto di lavoro che è anche di profonda amicizia, per una cosa che di per sé è una cazzata, ma che rappresenta una vera mancanza di sensibilità…
Vabbè, la pianto e vado a dormire, sono ben le nove e mezzo e tra meno di 4 ore devo svegliarmi per dare l’antivirale a Nina. Che pacchia!
buonanotte a todos!

ps. No, Grigia non è tornata. Lo so che i felini sono per natura infedeli. Ma non è questo, è solo che vorrei sapere che è felice.
E che lo era anche qua.
Sic.

Lunedì

Svegliarmi in ansia per la gatta, tappezzare il quartiere di facce di gatta pelosa con il mio numero di telefono alla mercé di ogni portiere disponibile della zona. Pranzare con noodles scotti e alghe marine. Vagare per un angolo del quartiere armata di busta di croccantini al grido di grigiiiiiiiiiaaaaaaa. Comprare tre pacchi di gommose e marshmallows e ingollarne 3/4 in pochi minuti. Mettermi due dita in gola e rivomitare tutto, gommose e alghe marine insieme, cinque minuti dopo. Partecipare a una riunione per la scuola elementare di Nina l’anno prossimo e incontrare il padre di un compagno di classe di Lilla che è stato uno dei miei primi fidanzati e che oggi non mi riconosceva. Tornare dalle bimbe e avere la geniale idea di giocare agli indovinelli e passare l’ora successiva in un vortice di pianti disperati e capricci perché entrambe vogliono vincere. Sempre. Preparare la cena e cercare di farle mangiare mentre entrambe sono troppo stanche, piangono, vogliono essere imboccate, vogliono starmi in braccio e vogliono sapere esattamente quanto, ma quanto gli voglio bene. E me lo chiedono al ritmo di 6 volte al minuto. E guai a rispondere prima all’una o all’altra. Riuscire in qualche modo a metterle a dormire. Aprire il quarto di gommose avanzato e ingollarlo in un colpo solo. Pasteggiare con il tavernello per cucinare. Fottermene di sapere se il cancro mi è venuto perché a botte di autolesionismo ci sono arrivata a 36 anni come letture recenti mi fanno temere, e avere la certezza di soffrire anche di questa patologia.
Insomma, è dura ammetterlo, ma anche oggi è stato un lunedì come tanti.

Ansia

Da giovedì sera la mia Grigia non torna a casa. Se abitassimo in campagna non mi preoccuperei e sarei felice di saperla veleggiare verso i luoghi più ameni che possa trovare. Ma non abitiamo in campagna. E io sono preoccupata, impotente, e infinitamente triste. Quel musetto era diventato il migliore amico delle mie lunghe giornate di malattia, delle lunghe nottate da sola. Adesso, di lei mi resta solo una ferita sotto il piede di quando ha tentato di mordicchiarmi per l’ennesima volta le estremità durante la notte, prima di venire lanciata via malamente. ecco. pure il senso di colpa…Speriamo sia chiusa nella casa degli orco-vicini, partiti come al solito per il weekend. Speriamo che l’abbia trovata una signora di buon cuore che voleva proprio un gattino grigio come lei. Speriamo che si sia innamorata di un gattone locale e che rinsavisca presto.
Speriamo che quel musetto sia felice, per favore. E, se possibile, speriamo che torni presto da noi
.

estate 2009 396