Ancora una volta

Avevo iniziato a scrivere questo post in modo molto triste. Poi ho sentito quello che Anna avrebbe detto. “E no, eh, così è troppo facile. Così fai piangere tutti, e non è giusto.” Allora sono tornato a sorridere e ho iniziato a scrivere da capo.

Questo è il miracolo che Anna ha compiuto e rinnova ogni giorno. Di trasformare le cose in meglio. Di ritrovare la strada maestra anche nel buio più profondo. E ritrovando sé stessa cambiare il mondo. E con lei chi era ed è parte di quel mondo.

Tre anni. Comincia ad essere un bel pezzo di strada percorso senza di lei. Senza perdermi e ritrovando ancora la strada maestra. Ancora grazie a lei. Che quella strada non può percorrere più.

E allora avrei voglia di tornare lì, quegli ultimi giorni, accanto a quella ragazza piccola e indifesa, che aveva dato tutto se stessa e che non avrei più visto, e toccato, e abbracciato.

Tornare ad accudire il suo dolore per ricambiare il dono di averla incontrata e aver cambiato per sempre la mia vita.

Ecco, alla fine vi ho fatto piangere lo stesso.

E allora vi abbraccio tutti. E stando così, abbracciati e in silenzio, come facevamo a volte io e Anna, nei momenti di maggiore tristezza, a poco a poco, rimanendo così stretti, inizieremo a sorridere e a sentire che la vita, camminando insieme, è proprio bella.

Lì con noi

anna

Questa è una delle foto di Anna che amo di più. Ho pensato di condividerla con voi in questo giorno.

Parigi, novembre 2003, Cafè Le Rostand. Anna ha da poco compiuto 30 anni. Un anno dopo il nostro matrimonio, un anno prima della nascita di Sara. Dieci ancora da vivere, quattro senza la malattia.

Anna era felicissima. L’aspettavo ad un tavolino vicino la finestra del caffè con due birre e colsi questo suo sguardo.

Tornare a quella ragazza è stata per lungo tempo una delle cose più difficili per me, come se la dimensione di Anna malata mi impedisse di ricordare e accettare l’esistenza di un prima. Ma ora che siamo al dopo, mi è più dolce ritornare al prima, e tornare a guardare quella luce negli occhi.

C’è tutto in questa immagine. Il desiderio di vivere, di amare e di essere amata. E mi piace pensare che, fissando in quel preciso momento con il mio sguardo il suo, le ho dichiarato in un attimo il mio amore per sempre. Come un riconoscimento, già da allora, alla persona che ha cambiato la mia vita.

Ecco qui un pensiero per lei, in questo 20 novembre 2015, e un pensiero per voi, che così generosamente avete trasmesso a me e alle bambine la vostra vicinanza e il vostro calore negli ultimi due anni.

Anna non c’è. Ma Anna è qui. Il vuoto che è rimasto è colmato ogni giorno dalla pienezza dell’amore che abbiamo condiviso. Da ciò che allora già c’era e da lì in poi sarebbe stato.

Vi lascio questa foto, vi lascio ancora un po’ in compagnia di Anna. Ci siete già anche tutti voi in quello sguardo, e oggi porto anche voi lì con lei.

AT

Materiale per la presentazione

Il termine ultimo per inviare contributi video o audio all’indirizzo mail annawidepeak@gmail.com per esprimere in modo libero un commento ai testi di Anna è venerdì 10 aprile. I contributi, della durata massima di un minuto, saranno montati e utilizzati durante la presentazione del libro prevista per il prossimo 17 aprile. Colgo l’occasione per ringraziare le persone che hanno già inviato materiale.

17 aprile 2015 – Presentazione del libro

Cari amici la pubblicazione del libro adesso è davvero in dirittura d’arrivo. Per fissare la data della presentazione ho cercato di tener conto di tutte le vostre esigenze, ma l’unica data buona è il venerdì 17 aprile, perché il libro sarà pronto pochi giorni prima. Mi spiace molto per chi mi aveva segnalato l’impossibilità di esserci in quella data ma, se vogliamo utilizzare un venerdì o un sabato, tra 25 aprile, 1° maggio e comunioni varie si arriva a metà maggio ed è un po’ tardi.

La presentazione avverrà al Palazzo delle Esposizioni (Palaexpo) in via Nazionale alle ore 17.00. Anna lavorava lì e sono contento che la Direzione del Palaexpo si sia resa disponibile con entusiasmo a riservarci la sala cinema. Contiene fino a circa 140 posti, se si riempie le persone potranno comunque stare nell’adiacente auditorium con la diretta streaming di quello che avviene nella sala cinema.

La mia idea è poi di promuovere altre presentazioni (lo dico soprattutto per chi non potrà esserci), ad esempio a Milano, Torino, Bologna e in qualsiasi luogo in cui riusciamo ad organizzarle. Ho già alcune proposte. Sarebbe bello insomma fare una sorta di itinerario Widepeak che accompagna la diffusione del libro. L’editore ci aiuta volentieri a organizzare il tutto con locandine e promozione.

Per la presentazione del 17 aprile ho pensato questa cosa. Ciò che Anna ha scritto, con la forza e l’immediatezza delle sue parole, non sarebbe stato possibile senza la vostra presenza di lettori e interlocutori sensibili. Il libro contiene il testo dei post di Anna, ma rimanda a una comunità. Vorrei allora che quella stessa comunità fosse la prima a commentare il valore e il significato di questa pubblicazione. Il libro che parla del libro. Ho pensato di chiedere a ciascuno di voi (chi vuole, ovviamente) di inviare un contributo video, o anche solo audio, della durata massima di un minuto per esprimere in modo libero un commento ai testi di Anna. Io poi provvederò con un nostro amico a montarli in modo da poterli presentare il 17 in alternanza ad interventi programmati, ma anche in successive presentazioni del libro.

Credo sia un modo per condividere questo momento così bello e importante e restituire ad Anna, con Anna e per Anna, l’esperienza degli anni in cui il blog ha accompagnato la sua vita. E anche per testimoniare il valore di un messaggio – la forza di costruire un rapporto diretto e consapevole con la malattia – che ora è possibile trasferire ad altri, a tutti coloro che avranno il coraggio e il desiderio di entrare in quel mondo.

Riassumendo: l’evento di presentazione è tra un mese esatto, vale a dire venerdì 17 aprile alle ore 17.00 a Roma, al Palazzo delle Esposizioni (posterò nei prossimi giorni la locandina), e vi invito a mandare un contributo audio/video della durata max di 1 minuto con un vostro personale messaggio di “recensione” o di commento al libro, di cui conoscete già tutti i contenuti prima ancora che sia edito.

L’invito è a inviarmi i vostri files al più presto, e comunque entro il 5 aprile, in modo da darci il tempo necessario per curare il montaggio. Potete inviarli via mail all’indirizzo annawidepeak@gmail.com o, se per caso il file dovesse risultare troppo pesante, utilizzando We Transfer.

Penso di avervi detto tutto, sono contento che il libro stia per uscire e di poter condividere con voi la celebrazione di questo evento.

A presto

Libro

Con fatica ma anche tantissimo amore sono quasi riuscito a completare la sistemazione del libro. Ho trovato persone straordinarie con cui lavorare all’edizione, che mi ha obbligato a fare i conti, rileggendo parola per parola, e rivivendo giorno per giorno, con un’assenza e un dolore che lacera.

Ma il testo è uno straordinario dono che Anna ci ha lasciato e che voglio assolutamente restituire a tutti, per lei e con lei.

Conto di organizzare la presentazione a Roma intorno alla metà di aprile e, come preannunciato, siete i primi a saperlo. Per comodità ho pensato a un venerdì o sabato pomeriggio.

A breve vi comunicherò data e luogo. Sarà bello stringersi in un abbraccio. Per Anna e con Anna.

Anna

Se potessi dire cosa ha fatto irruzione nella mia vita illuminandola a giorno e trasformando ogni cosa nel suo esatto valore

Se potessi dire chi ha dato nome a ciò che ho di più caro al mondo e collegato il presente al passato e al futuro

E racchiudere in una sola parola la forza che ci vuole a respingere ogni notte e ogni giorno per anni l’angoscia della morte quando sai che il male è incurabile

E accettare che è imminente la fine del viaggio, proprio quando sei finalmente partito

E se ancora riesco a rinascere e rialzarmi e sentire l’urgenza della vita che reclama e la fiducia in ciò che è stato e sarà

Se dovessi pronunciare il nome di chi non posso più chiamare e della voce che non posso più sentire

E per questo nome, dopo aver versato anche l’ultima lacrima, posso dire di aver imparato a piangere e a ridere, ad amare e a vivere

E da ultimo di aver imparato a morire

Se potessi esprimere ciò che più ha riempito la mia vita e ciò che più manca alla mia vita

E mi ha insegnato ad aspettare ciò che è già arrivato, ad accettare anche l’inaccettabile, a ritrovare ciò che non hai mai perduto e a ripartire sempre, e sempre ripartire

E trovare anche ora la forza per guardare ad occhi aperti l’immagine di un anno fa che scava dentro e soffoca la parola

E con pochissime forze tornare a sentire che tutto finisce i tuoi occhi il tuo respiro il tuo essere qui con noi, il tuo essere noi

Se potessi ora raggiungerti lì dove neanch’io ho potuto seguirti e accompagnarti per l’ultimo viaggio, nel tormento e l’agonia delle ultime ore

E con la stessa tua forza continuare, per te e con te, ad accogliere tutto come un dono

Se potessi pronunciare il nome che nella mia vita a tutte le cose ha dato nome

direi te, Anna. Ragazza mia. Anima mia.

Quattro cose da dire, anzi cinque

Cari amici ho quattro cose da dirvi, anzi cinque.

Primo. Rassicurarvi. Non ho nessuna intenzione di trasformare il blog di Wide nel mio blog. Il fatto di aver scritto di me l’ultima volta l’ho considerato come parte di un percorso iniziato il 20 novembre 2013, e in modo naturale il debito di un aggiornamento e di reciprocità per la vostra amicizia e la vostra vicinanza. Ma anche, probabilmente, la risposta a un mio bisogno di trarre energia dal vostro affetto, di bere un po’, solo e assetato, da una fonte sicura. Lo riconosco. Non avrei scritto se non avessi saputo di essere letto da voi. Da questo punto di vista, l’ho fatto sia per voi che per me. Non mi è sembrato sbagliato. Ma non trasformerò per questo Widepeak nel mio blog. Tranquilli su questo.

Secondo. Ringraziarvi. In nessun luogo del mondo vi sono persone capaci di ascoltare, di comprendere e di rispondere a ciò che ho scritto il 2 luglio come in questo posto. E’ incredibile come le vostre parole arrivino al cuore, come espressione di chi è dentro la storia e non deve sforzarsi di dire la cosa giusta ma soltanto leggere e comunicare i propri sentimenti. Voi ci siete. Questa presenza silenziosa, attenta, rispettosa, ma al tempo stesso calda, accogliente e amorevole è il grande regalo che Anna ha lasciato a me tramite voi, ed è il più grande regalo che fate ad Anna tramite me. Grazie grazie grazie.

Terzo. Tranquillizzarvi. Comunicare il vuoto e la solitudine non equivale a dire che è andato via il sorriso. Abbiamo imparato da anni a coniugare dolore e tristezza con felicità e fiducia. Il sorriso è la cifra della nostra vita da sette anni, anche se puoi piangere fino a un minuto prima di andare al lavoro, di fare un pranzo in famiglia o di incontrare amici. E’ un sorriso diverso, più forte e convinto, che nasce da dentro e non vuole celare il dolore e la consapevolezza del tempo che fugge. A chi mi augura con affetto che il sorriso torni voglio dire che non è mai andato via, c’è stato sempre con Anna e c’è dopo Anna. C’è sul viso di Sara e Lea. Abbiamo fatto splendide vacanze insieme noi tre, al mare e in montagna, ricordando ogni tanto abbracciandoci quanto ci manca la mamma e parlando sempre di lei al presente. Anche il suo, di sorriso, non è andato mai via, e prevale sul ricordo della sofferenza delle ultime settimane. Proprio un anno fa, il 16 ottobre, vi salutò ringraziandovi, ed entravamo mano nella mano nelle ultime difficili settimane del nostro straordinario viaggio e della sua troppo breve vita. Il dolore non si può rimuovere, si può solo riconoscere e accogliere. Anche con il sorriso.

Quarto. Informarvi. Ci sono due cose bellissime da dirvi. La prima è che quest’anno il Festival di Fotografia di Roma ha dedicato ad Anna un ciclo di lezioni tenute da esperti di fama internazionale e l’amico Marco Delogu, che è il Direttore Artistico del Festival, le ha chiamate “Anna Gianesini lectures”. L’idea è di ripetere ogni anno questo ciclo dedicato a lei, che aveva lavorato con grande entusiasmo, anche nei primi anni della malattia, alle relazioni internazionali del Festival di Roma con i Festival di altri paesi europei (Austria, Polonia, Francia). Un grande grazio a Marco per questa dedica, che mi ha profondamente commosso http://www.fotografiafestival.it/fotografia-2014-ritratti/

Avrei voluto terminare qui, per ora, ma anticipo l’altra notizia bellissima, che pensavo di darvi intorno al 20 novembre e che non può più aspettare. E’ dunque la quinta e la più importante di tutte. Il libro del blog di Wide si farà, uscirà a gennaio-febbraio 2015. L’ho fatto per lei, per noi, per le bambine e le donne che saranno, per voi che siete stati destinatari attenti e coprotagonisti negli anni di quelle parole e degli straordinari testi che Anna ci ha lasciato. Ho ritenuto dovessero essere custoditi come un tesoro da rendere pubblico e consegnare in qualche modo alla storia. Siete i primi a saperlo. E’ infatti anche per voi e con voi che faccio tutto questo. Vi terrò informati. Volevo aspettare anche perché, non appena avrò un piano più definito, vorrei condividere con voi la data di organizzazione dell’evento di presentazione, se siete interessati ad esserci, soprattutto per chi non abita a Roma. Immagino infatti quel giorno e quel momento anche come un raccogliersi tutti insieme intorno a lei, celebrare e condividere l’amore che ci ha dato e che resta tra noi, l’energia che può trasformare in forza vitale il dolore per l’assenza. Come facemmo il 22 novembre. Ecco la quinta cosa. Sentire che qualcuno possa solo “sperare” che io ve ne renda partecipi restituisce un’immagine diversa di come interpreto tutto quello che sto cercando di fare per Anna, che è innanzitutto un grande inno corale, oltre che il mio personale tentativo di percorrere ancora altra strada in sua compagnia. E con la vostra, che mi è di grande aiuto e conforto anche nei momenti difficili. Capisco il senso e l’intenzione positiva di chi mi chiede di essere reso partecipe. Dico solo che non potrebbe essere altrimenti.

Grazie davvero di tutto. Il 20 novembre si avvicina, e nulla potrà lenire la sofferenza di Anna e nostra, ma abbiamo imparato tanto da lei e con lei. E’ arrivato il momento di restituirle con generosità il nostro amore. Per questo vi abbraccio tutti, ancora una volta. A presto.

Dopo

E’ sempre peggio dopo. Chi lo ha vissuto lo sa. La sensazione di vuoto può arrivarti potente all’improvviso, da dietro, o esplodere da dentro in un istante, e travolgere ogni cosa come un tornado, che passa e lascia una scia di silenzio stordito e dolorante.

La vita con. E la vita senza. Questo è il discrimine. E per noi due, che la “vita con” avevamo imparato a spingerla al limite, come dei trapezisti o dei rocciatori appesi alla parete più ripida, il discrimine è tra il presente intenso e appassionante che è stato, dove ogni attimo e ogni gesto aveva il senso delle ultime cose e si dipingeva di eterno, e il presente che c’è, in cui l’appiglio alla roccia si perde, il senso dei gesti spesso si confonde e non si vede la direzione del passo. Tutto sembra fuggire.

Avevamo imparato a fare di quella roccia da scalare, di ogni centimetro di quella pietra durissima e tagliente, il banco di prova della felicità, per capire se eravamo ancora vigili, innamorati della vita e di noi stessi.

Eravamo due, anzi quattro, anzi tanti a sentire e a condividere la vertigine di quella tragica scalata, cui non era dato peraltro sottrarsi. Oggi siamo pochi, anzi tre, anzi solo a volte mi trovo a guardare le mani ancora piene di tagli e ferite eppure forti come allora, ma che cercano invano altre due mani che mancano all’appello.

Avevamo imparato, Anna ed io, a stringerci le mani in silenzio e a racchiudere in quel gesto la storia di quindici anni vissuti insieme. Dei nostri ultimi sei in bilico. Mi aveva insegnato a concentrare ogni cellula sul presente sull’attimo che c’è e non torna, sulla strada che si costruisce insieme vivendo, sulla paura che si accetta se si riconosce. A vivere ciò che deve essere vissuto.

Ora è il dopo. E questo è il presente. E per quanto mi sforzi a convincermi che il presente sia qui, ogni singolo gesto mi riporta a quel presente che era lì, quando avevo una compagna di viaggio di cui prendermi cura e da cui ricevere cura. Quando il dopo non c’era. Non ancora.

Mentre ora c’è. E’ qui. E questo è il viaggio da viaggiare. E la roccia da rocciare. E il pianto da piangere. E il sorriso da sorridere. Il presente adesso è il dopo. Il prima del dopo non tornerà. Questo è il presente da presentare.

E ce la mettiamo tutta per non cadere e non perdere di vista ciò che c’è. Ciò che resta. Oltre il vuoto di ciò che manca. Oltre ogni nostalgia per il passato che non torna. Oltre il dolore per l’assenza e il ricordo di tanta sofferenza per la persona che amavi. E che amerai per sempre.

A lei ho dedicato tutto e ancora dedico queste parole. Nel tentativo di ritrovare il senso. Di non perdere l’appiglio. Il dopo ora è qui, e se io resto qui, senza fuggire, anche Anna è qui.