Il filo

“Consapevole che se ne sarebbe dovuta andare troppo presto, ci ha regalato tutti gli strumenti necessari per andare avanti, nonostante questa sua assenza che, oggi più che mai, è riuscita a rendere acuta presenza.”

Queste parole di Daniela, un anno fa, esprimono con precisione quello che penso, quello che sento, quello che è successo. Già, perché in questo mondo di Wide ciò che si pensa è esattamente ciò che si prova, e ciò che si prova corrisponde a ciò che si genera nell’incontro, nell’essere qui, insieme.

Non vorrei apparire troppo filosofico. Sto solo cercando di dirvi che ogni anno che passa, e in realtà ogni giorno che vivo, prendo coscienza di come Anna sia riuscita a trasformare il dolore per la certezza di doverci abbandonare in un’altra certezza, che possedeva solo lei, e che ci ha saputo comunicare, quella che di fronte alla vita, come alla morte, hai solo due strade: puoi scegliere di fuggire o di sostare, di vivere con consapevolezza o con l’inganno, accogliere il presente con amore o cercare di combatterlo in una cieca e disperata solitudine.

Questa capacità di vedere le cose e renderle visibili agli altri è stato un dono straordinario e unico, di quelli che trasformano la realtà e la cambiano per sempre. Un miracolo, quello che ognuno vorrebbe per sé e per le persone che ama, quello di rendere la propria assenza una presenza, avendo fornito a chi resta gli strumenti per non sentirsi mai più solo e senza via di uscita.

Ognuno è solo, in verità, sulla propria strada, e deve imparare a camminare, giorno dopo giorno, anche sbagliando e cadendo. Ognuno è artefice della propria vita e non può delegare altri né sostituirsi ad altri.

Ma dare l’esempio è possibile, così come provare a fare pezzi di strada insieme, scoprendo che anche la caduta serve, se la sai accettare e ne sai parlare, se insegni ad altri come ci si rialza.

Ritrovarsi ogni anno è come celebrare insieme questo miracolo, rinnovarlo. Ed è bellissimo per me leggere le vostre parole, perché qui, in questo luogo in cui Anna ci raduna, c’è solo la nostra umanità. Anche solo una volta l’anno, come intorno a un falò, ci riscaldiamo e ci riconosciamo, e sostiamo un attimo per scambiarci un bacio, una carezza, un sorriso.
Per condividere la gratitudine per quel dono, consapevoli che nulla torna ma tutto ciò che è stato vive in noi.

Cinque anni sono tanti e sono pochi. L’assenza è un vuoto ma anche una presenza. Il ricordo è dolore ma anche consapevolezza di un dono ricevuto. Mettere insieme gli opposti fino a quando non si toccano, per scoprire che il filo è lo stesso. Ecco cosa è riuscita a fare Anna, con il suo coraggio e la sua vita, e io provo a tenere ancora in mano quel filo, anche quando mi sembra si aggrovigli non lo mollo. Perché ho imparato a fidarmi.

C’è tanta fiducia nelle vostre parole e in questo nostro ritrovarci qui. C’è come un adesione del pensiero alla realtà. È come una luce che riscalda e illumina in un attimo la strada fatta e da fare, per non perdersi e non dimenticare. Perché anche il ricordo si trasformi in futuro e il filo che teniamo in mano oggi, e che un giorno consegneremo ad altri, non si spezzi mai.

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Una luce che rischiara

 

Eccoci qui. Ancora per condividere con voi ciò che sento in questo giorno. Anche se un altro anno è passato. E tutto cambia. Ma non c’è contraddizione tra il ricordo e il cambiamento, oramai l’abbiamo imparato. Anna illumina non solo il passato ma anche il mio presente e il futuro. E’ stata talmente forte da generare una luce che non si spegne e si alimenta sempre, camminando. E illuminando la strada aiuta a percorrerla. Senza paura di farne ancora. Anche senza di lei. Dato che la faccio anche con lei e grazie a lei, in una relazione senza fine, per la vita.

Questa premessa per dirvi che stiamo bene. Le nane crescono. Serene. E io continuo a guardarle anche con gli occhi di Anna. Nonostante sia difficile a volte trovare le parole mie senza poter contare sulle sue. Ci provo. Anche con qualche risultato. Per fortuna oramai sono loro che mi aiutano spesso a trovare le parole con cui dare nome alle cose che accadono.

Voglio raccontarvi una cosa bella. L’8 novembre sono andato al concerto di Nick Cave, qui a Roma. Da solo. Ho comprato il biglietto e sono andato. L’avevo conosciuto grazie ad Anna che lo amava. Il concerto è stato bellissimo. Si è concluso con lui circondato da persone sotto e sopra il palco, con qualcuno che ogni tanto lo abbracciava. E lui si faceva abbracciare. Mentre cantava senza sosta e con un’energia straordinaria canzoni meravigliose.

Nick Cave ha perso un figlio quindicenne tre anni fa. Mi sembrava di cogliere come un legame con Anna, con un dolore che devasta e al tempo stesso purifica e aiuta a ritrovare il senso più profondo della vita.

Lagattallardo ti sono vicino. Davvero tanto. Non c’è mai nulla di virtuale in questo blog. E’ tutto talmente vero e diretto che posso dirti solo grazie per aver condiviso con noi un dolore così grande.

E ancora una volta ringrazio tutti voi. Per l’amore per Anna che trasmettete e si fa luce. Nei vostri messaggi ho trovato tanta forza e calore. Che meraviglia. Tutto è ancora bello on the widepeak quattro anni dopo. Tutto tranne il pensiero che Anna non può più essere qui, a emozionarsi e a cantare in un concerto di Nick Cave. Quanto sarebbe stata felice. Eppure l’8 novembre i miei occhi erano i suoi, e le mie orecchie le sue. E come nella bella poesia che Adriana ha condiviso posso dire “Il tuo cuore lo porto con me. Lo porto nel mio. Non me ne divido mai.” Grazie grazie. Vi voglio bene.

Voglio abbracciarvi in questo 20 novembre che torna e mi trova sempre un po’ impreparato ad accoglierlo. Un giorno in cui il ricordo si fa ogni anno più duro così come la gratitudine per Anna si fa con il tempo più grande, per la forza che mi dà a spingermi dove non avrei mai pensato di poter arrivare da solo.

Come a un concerto di Nick Cave.

Ancora una volta

Avevo iniziato a scrivere questo post in modo molto triste. Poi ho sentito quello che Anna avrebbe detto. “E no, eh, così è troppo facile. Così fai piangere tutti, e non è giusto.” Allora sono tornato a sorridere e ho iniziato a scrivere da capo.

Questo è il miracolo che Anna ha compiuto e rinnova ogni giorno. Di trasformare le cose in meglio. Di ritrovare la strada maestra anche nel buio più profondo. E ritrovando sé stessa cambiare il mondo. E con lei chi era ed è parte di quel mondo.

Tre anni. Comincia ad essere un bel pezzo di strada percorso senza di lei. Senza perdermi e ritrovando ancora la strada maestra. Ancora grazie a lei. Che quella strada non può percorrere più.

E allora avrei voglia di tornare lì, quegli ultimi giorni, accanto a quella ragazza piccola e indifesa, che aveva dato tutto se stessa e che non avrei più visto, e toccato, e abbracciato.

Tornare ad accudire il suo dolore per ricambiare il dono di averla incontrata e aver cambiato per sempre la mia vita.

Ecco, alla fine vi ho fatto piangere lo stesso.

E allora vi abbraccio tutti. E stando così, abbracciati e in silenzio, come facevamo a volte io e Anna, nei momenti di maggiore tristezza, a poco a poco, rimanendo così stretti, inizieremo a sorridere e a sentire che la vita, camminando insieme, è proprio bella.

Lì con noi

anna

Questa è una delle foto di Anna che amo di più. Ho pensato di condividerla con voi in questo giorno.

Parigi, novembre 2003, Cafè Le Rostand. Anna ha da poco compiuto 30 anni. Un anno dopo il nostro matrimonio, un anno prima della nascita di Sara. Dieci ancora da vivere, quattro senza la malattia.

Anna era felicissima. L’aspettavo ad un tavolino vicino la finestra del caffè con due birre e colsi questo suo sguardo.

Tornare a quella ragazza è stata per lungo tempo una delle cose più difficili per me, come se la dimensione di Anna malata mi impedisse di ricordare e accettare l’esistenza di un prima. Ma ora che siamo al dopo, mi è più dolce ritornare al prima, e tornare a guardare quella luce negli occhi.

C’è tutto in questa immagine. Il desiderio di vivere, di amare e di essere amata. E mi piace pensare che, fissando in quel preciso momento con il mio sguardo il suo, le ho dichiarato in un attimo il mio amore per sempre. Come un riconoscimento, già da allora, alla persona che ha cambiato la mia vita.

Ecco qui un pensiero per lei, in questo 20 novembre 2015, e un pensiero per voi, che così generosamente avete trasmesso a me e alle bambine la vostra vicinanza e il vostro calore negli ultimi due anni.

Anna non c’è. Ma Anna è qui. Il vuoto che è rimasto è colmato ogni giorno dalla pienezza dell’amore che abbiamo condiviso. Da ciò che allora già c’era e da lì in poi sarebbe stato.

Vi lascio questa foto, vi lascio ancora un po’ in compagnia di Anna. Ci siete già anche tutti voi in quello sguardo, e oggi porto anche voi lì con lei.

AT

Materiale per la presentazione

Il termine ultimo per inviare contributi video o audio all’indirizzo mail annawidepeak@gmail.com per esprimere in modo libero un commento ai testi di Anna è venerdì 10 aprile. I contributi, della durata massima di un minuto, saranno montati e utilizzati durante la presentazione del libro prevista per il prossimo 17 aprile. Colgo l’occasione per ringraziare le persone che hanno già inviato materiale.

17 aprile 2015 – Presentazione del libro

Cari amici la pubblicazione del libro adesso è davvero in dirittura d’arrivo. Per fissare la data della presentazione ho cercato di tener conto di tutte le vostre esigenze, ma l’unica data buona è il venerdì 17 aprile, perché il libro sarà pronto pochi giorni prima. Mi spiace molto per chi mi aveva segnalato l’impossibilità di esserci in quella data ma, se vogliamo utilizzare un venerdì o un sabato, tra 25 aprile, 1° maggio e comunioni varie si arriva a metà maggio ed è un po’ tardi.

La presentazione avverrà al Palazzo delle Esposizioni (Palaexpo) in via Nazionale alle ore 17.00. Anna lavorava lì e sono contento che la Direzione del Palaexpo si sia resa disponibile con entusiasmo a riservarci la sala cinema. Contiene fino a circa 140 posti, se si riempie le persone potranno comunque stare nell’adiacente auditorium con la diretta streaming di quello che avviene nella sala cinema.

La mia idea è poi di promuovere altre presentazioni (lo dico soprattutto per chi non potrà esserci), ad esempio a Milano, Torino, Bologna e in qualsiasi luogo in cui riusciamo ad organizzarle. Ho già alcune proposte. Sarebbe bello insomma fare una sorta di itinerario Widepeak che accompagna la diffusione del libro. L’editore ci aiuta volentieri a organizzare il tutto con locandine e promozione.

Per la presentazione del 17 aprile ho pensato questa cosa. Ciò che Anna ha scritto, con la forza e l’immediatezza delle sue parole, non sarebbe stato possibile senza la vostra presenza di lettori e interlocutori sensibili. Il libro contiene il testo dei post di Anna, ma rimanda a una comunità. Vorrei allora che quella stessa comunità fosse la prima a commentare il valore e il significato di questa pubblicazione. Il libro che parla del libro. Ho pensato di chiedere a ciascuno di voi (chi vuole, ovviamente) di inviare un contributo video, o anche solo audio, della durata massima di un minuto per esprimere in modo libero un commento ai testi di Anna. Io poi provvederò con un nostro amico a montarli in modo da poterli presentare il 17 in alternanza ad interventi programmati, ma anche in successive presentazioni del libro.

Credo sia un modo per condividere questo momento così bello e importante e restituire ad Anna, con Anna e per Anna, l’esperienza degli anni in cui il blog ha accompagnato la sua vita. E anche per testimoniare il valore di un messaggio – la forza di costruire un rapporto diretto e consapevole con la malattia – che ora è possibile trasferire ad altri, a tutti coloro che avranno il coraggio e il desiderio di entrare in quel mondo.

Riassumendo: l’evento di presentazione è tra un mese esatto, vale a dire venerdì 17 aprile alle ore 17.00 a Roma, al Palazzo delle Esposizioni (posterò nei prossimi giorni la locandina), e vi invito a mandare un contributo audio/video della durata max di 1 minuto con un vostro personale messaggio di “recensione” o di commento al libro, di cui conoscete già tutti i contenuti prima ancora che sia edito.

L’invito è a inviarmi i vostri files al più presto, e comunque entro il 5 aprile, in modo da darci il tempo necessario per curare il montaggio. Potete inviarli via mail all’indirizzo annawidepeak@gmail.com o, se per caso il file dovesse risultare troppo pesante, utilizzando We Transfer.

Penso di avervi detto tutto, sono contento che il libro stia per uscire e di poter condividere con voi la celebrazione di questo evento.

A presto

Libro

Con fatica ma anche tantissimo amore sono quasi riuscito a completare la sistemazione del libro. Ho trovato persone straordinarie con cui lavorare all’edizione, che mi ha obbligato a fare i conti, rileggendo parola per parola, e rivivendo giorno per giorno, con un’assenza e un dolore che lacera.

Ma il testo è uno straordinario dono che Anna ci ha lasciato e che voglio assolutamente restituire a tutti, per lei e con lei.

Conto di organizzare la presentazione a Roma intorno alla metà di aprile e, come preannunciato, siete i primi a saperlo. Per comodità ho pensato a un venerdì o sabato pomeriggio.

A breve vi comunicherò data e luogo. Sarà bello stringersi in un abbraccio. Per Anna e con Anna.

Anna

Se potessi dire cosa ha fatto irruzione nella mia vita illuminandola a giorno e trasformando ogni cosa nel suo esatto valore

Se potessi dire chi ha dato nome a ciò che ho di più caro al mondo e collegato il presente al passato e al futuro

E racchiudere in una sola parola la forza che ci vuole a respingere ogni notte e ogni giorno per anni l’angoscia della morte quando sai che il male è incurabile

E accettare che è imminente la fine del viaggio, proprio quando sei finalmente partito

E se ancora riesco a rinascere e rialzarmi e sentire l’urgenza della vita che reclama e la fiducia in ciò che è stato e sarà

Se dovessi pronunciare il nome di chi non posso più chiamare e della voce che non posso più sentire

E per questo nome, dopo aver versato anche l’ultima lacrima, posso dire di aver imparato a piangere e a ridere, ad amare e a vivere

E da ultimo di aver imparato a morire

Se potessi esprimere ciò che più ha riempito la mia vita e ciò che più manca alla mia vita

E mi ha insegnato ad aspettare ciò che è già arrivato, ad accettare anche l’inaccettabile, a ritrovare ciò che non hai mai perduto e a ripartire sempre, e sempre ripartire

E trovare anche ora la forza per guardare ad occhi aperti l’immagine di un anno fa che scava dentro e soffoca la parola

E con pochissime forze tornare a sentire che tutto finisce i tuoi occhi il tuo respiro il tuo essere qui con noi, il tuo essere noi

Se potessi ora raggiungerti lì dove neanch’io ho potuto seguirti e accompagnarti per l’ultimo viaggio, nel tormento e l’agonia delle ultime ore

E con la stessa tua forza continuare, per te e con te, ad accogliere tutto come un dono

Se potessi pronunciare il nome che nella mia vita a tutte le cose ha dato nome

direi te, Anna. Ragazza mia. Anima mia.